L’Ecuador è rimasto uno dei pochi paesi sudamericani che non ha ancora legalizzato la cannabis terapeutica e la canapa industriale.  La scorsa settimana però il Congresso ha approvato la riforma del Codice Penale che decriminalizzare il possesso di cannabis terapeutica in determinate circostanze, rende possibile la produzione di medicinali a base di cannabis con qualità e sicurezza scientificamente provate e tratta separatamente la cannabis a basso tenore di THC.

Ora si attende l’ok da parte dell’esecutivo, che in Ecuador detiene un potere di veto, perchè la riforma diventi effettiva. Secondo la nuova norma il possesso non sarà punibile quando l’uso medico è giustificato da una diagnosi professionale. Maggiori restrizioni per la produzione, che potrebbe essere autorizzata solo dall’autorità nazionale sanitaria per la fabbricazione di medicinali con comprovata “qualità e sicurezza”. I vincoli sarebbero tali da far dubitare alcuni sulla possibilità reale di vedere poi realmente arrivare la cannabis nelle farmacie dello stato andino. “La legge è restrittiva in questo senso, ed è una contraddizione che il possesso di cannabis medica sia depenalizzato, quando in pratica la coltivazione e la vendita rimarrebbero impossibile se non per i prodotti farmaceutici” ha riferito a Marijuana Business Daily Juan Pablo Bahamonde, Direttore di UBG.

La riforma del codice come detto introdurrebbe anche una disposizione che rimuove la canapa con THC inferiore all’1% dall’elenco delle sostanze controllate conferendo all’autorità agricola nazionale la competenza sulla produzione di canapa, creando quindi potenzialmente opportunità commerciali per la canapa.