(Notiziario Aduc) Gli Stati Uniti hanno cominciato ad affrontare il problema della produzione di oppio in Afghanistan che hanno finalmente riconosciuto come il maggiore fattore di instabilita’ del Paese dopo averlo ignorato come ‘una distrazione’ per anni, fino all’offensiva dei talebani della scorsa primavera. ‘Si riconosce ora che e’ tutto correlato, che si tratta di un’unica questione. Non e’ piu’ solo un problema di droga, ma economico, politico e di sicurezza’, spiega Thomas Schweich, coordinatore per l’Afghanistan dell’impegno nella lotta al traffico di stupefacenti del dipartimento di stato.
Agenti colombiani sono stati portati in Afghanistan dall’Agenzia anti droga americana per avviare programmi di addestramento delle forze locali. Il prossimo luglio verra’ inaugurato a Kabul, non lontano dall’aeroporto, un nuovo Centro giuridico antinarcotici, con due tribunali, gli uffici per 70 magistrati e inquirenti e un carcere per 56 detenuti. Ma e’ ancora troppo presto per arrivare a colpire i grandi trafficanti, fra cui vi sarebbero cinque esponenti del governo, individuati insieme ad altri 25 nomi in un elenco classificato compilato da diverse agenti americane.

‘Non esiste un sistema in grado di gestire un caso di corruzione contro un ministro o un vice ministro’, spiega un magistrato americano in una intervista al New York Times che, in un lungo articolo pubblicato oggi, individua proprio nella mancata attuazione di una politica anti narcotici il fallimento della stabilizzazione dell’Afghanistan, che quest’anno produrra’ 650mila tonnellate di oppio, un valore commerciale valutato in 3,1 miliardi di dollari, l’equivalente del 50 per cento dell’intera economia del Paese.
Il responsabile dell’antinarcotici afghana, il generale Sayed Kamal Sadar, ammette che ‘dirigenti delle forze di sicurezza e capi della polizia sono coinvolti nel traffico. I trafficanti finanziano i governatori per ottenere il loro consenso alle coltivazioni nelle loro zone. Fino a ora non ho visto nessun governatore o comandante delle forze di sicurezza disponibile a prendere misure contro le coltivazioni e il traffico’.