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Roma, 8 gennaio 2026 – Forum Droghe annuncia la propria adesione alla dichiarazione congiunta sottoscritta da 56 organizzazioni della società civile latino-americana e internazionale che lavorano su politiche sulle droghe, riduzione del danno e diritti umani. In Italia hanno aderito anche la Società della Ragione e Meglio Legale. Il testo denuncia l’uso del paradigma della “guerra alla droga” come giustificazione per pressioni, interferenze e possibili interventi contro il Venezuela e altri Stati sovrani della regione.

«L’America Latina ha già pagato un prezzo altissimo alla “guerra alla droga”: militarizzazione, violenza, violazioni dei diritti, criminalizzazione delle persone più vulnerabili», dichiara Susanna Ronconi, responsabile internazionale di Forum Droghe. «Riproporre oggi quella cornice significa riattivare una macchina che produce danni certi e risultati illusori. La cooperazione internazionale sulle droghe non può diventare un lasciapassare per l’eccezione permanente: del resto sono le stesse convenzioni sulle droghe che vietano di interferire negli affari interni di un altro Paese e di violarne la sovranità con operazioni antidroga nel suo territorio senza il suo consenso».

Il documento mette in guardia, in particolare, dall’uso dell’etichetta di “narcoterrorismo”, definita una nozione pericolosa e non riconosciuta dal diritto internazionale, storicamente impiegata per giustificare operazioni segrete, esecuzioni extragiudiziali e l’estensione oltreconfine della giurisdizione penale statunitense.

«Siamo davanti a un rischio politico e giuridico enorme: trasformare la lotta al traffico in un alibi, oltre che per giustificare la repressione interna, anche per violare sovranità e legalità internazionale», aggiunge Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe. «Negli ultimi 4 mesi su ordine di Trump gli Stati Uniti hanno ucciso 115 persone con attacchi militari a imbarcazioni nel pacifico e nel mar dei caraibi, motivando queste morti con l’accusa di narcotraffico, molto spesso senza portare evidenze del reato. Si tratta semplicemente di uccisioni extragiudiziali, che richiamano alla mente le morti della war on drugs filippina, per le quali l’ex Presidente Rodrigo Duterte è oggi in attesa del giudizio da parte della Corte Penale Internazionale». «Il punto – conclude Fiorentini – non è negare la crisi democratica venezuelana o le violazioni dei diritti umani: è rifiutare la scorciatoia militarista e l’idea che si possano applicare unilateralmente leggi nazionali in territorio straniero. Se passa questo precedente, nessun Paese della regione latino americana, e non solo, è al sicuro da ingerenze e violenza militare».

Forum Droghe richiama l’attenzione sul cuore della dichiarazione: politiche sulle droghe basate su salute pubblica, riduzione del danno e diritti umani sono incompatibili con linguaggi e pratiche di guerra. L’unica via credibile è il rispetto della sovranità e lo sviluppo di accordi multilaterali trasparenti, ancorati a obiettivi condivisi, senza imposizioni unilaterali.


Forum Droghe, fondata nel 1995, si occupa di politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale. È membro dell’International Drug Policy Consortium e della Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili e partecipa al Civil Society Forum on Drugs della Commissione Europea. Dal 2017 è organizzazione accreditata con status consultivo all’ONU.

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