COMUNICATO STAMPA
Droghe, il rapporto EUDA certifica il fallimento del proibizionismo
Il segretario di Forum Droghe Leonardo Fiorentini: “Un cane che si morde la coda: miliardi spesi in repressione, ma il mercato si adatta, produce nuove sostanze, aumenta la potenza e moltiplica i rischi”
Roma, 9 giugno 2026 – Il nuovo rapporto dell’Agenzia dell’Unione europea sulle droghe (EUDA) conferma ciò che da anni Forum Droghe e la società civile impegnata nella riforma delle politiche sulle sostanze denunciano: il proibizionismo non governa il fenomeno delle droghe, lo rende solo più pericoloso.
Secondo la Relazione europea sulla droga 2026 dell’EUDA, i mercati europei sono sempre più complessi, rapidi nell’adattarsi e caratterizzati da sostanze più potenti, più pure o più imprevedibili. Nel 2025 sono state segnalate per la prima volta in Europa 50 nuove sostanze psicoattive, portando a 1.050 quelle monitorate dall’Agenzia. È il ritmo di circa una nuova sostanza alla settimana.
“Questi dati andrebbero letti senza paraocchi ideologici”, dichiara Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe. “Dopo decenni di guerra alla droga, non siamo di fronte a un mercato ridotto o sconfitto, ma a un mercato sempre più capace di cambiar pelle. Ogni stretta repressiva produce adattamento: nuove rotte, nuove sostanze, maggiore potenza, maggiore imprevedibilità. È un cane che si morde la coda: si spendono miliardi in repressione e il risultato è un sistema illegale più flessibile, più ricco e più pericoloso per la salute delle persone”.
L’EUDA segnala come le reti criminali stiano diversificando rotte e metodi per eludere i controlli: porti minori, trasferimenti in mare, motoscafi, semisommergibili, droni e tecniche sofisticate di occultamento. Allo stesso tempo crescono i rischi sanitari legati al policonsumo, agli oppioidi sintetici, ai cannabinoidi sintetici e semisintetici, alla cocaina e al crack, alla ketamina dirottata verso il mercato illegale. “Il proibizionismo promette sicurezza, ma consegna il governo delle sostanze al mercato criminale”, prosegue Fiorentini. “La sostanza vietata non scompare: diventa semplicemente meno controllabile. Chi consuma non sa cosa assume, i servizi arrivano tardi rispetto alle sostanze e agli stilli di consumo, la prevenzione viene soffocata dalla paura, mentre la criminalità organizza l’offerta con logiche industriali. È una politica che pretende di eliminare il rischio e invece lo redistribuisce sulle persone più vulnerabili”.
L’EUDA stima almeno 7.600 morti per overdose nell’Unione europea nel 2024, spesso legate al policonsumo. Dal 2009 sono stati individuati 95 nuovi oppioidi sintetici in Europa; solo nel 2025 ne sono stati segnalati sette. Le compresse contraffatte contenenti nitazeni, che imitano farmaci come ossicodone o diazepam, sono passate da 380 nel 2022 a oltre 50.000 nel 2024. “Davanti a oppioidi sintetici sempre più potenti, la risposta non può essere la solita propaganda muscolare, o la politica della paura tanto care al sottosegretario Mantovano”, afferma Fiorentini. “Servono drug checking, allerta rapida accessibile alle persone che usano sostanze, naloxone diffuso, stanze del consumo, servizi a bassa soglia, trattamenti volontari e non stigmatizzanti. La riduzione del danno è la parte più concreta, efficace e umana delle politiche sulle droghe”.
Anche sulla cannabis il rapporto mostra l’inadeguatezza dell’approccio proibizionista. La cannabis resta la sostanza illecita più diffusa in Europa, con 24,9 milioni di adulti che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno. Al tempo stesso si diffondono prodotti più potenti, estratti, commestibili, vaporizzatori e adulterazioni con cannabinoidi sintetici. Alcuni Paesi europei hanno già avviato riforme su coltivazione domestica, associazioni di coltivatori e sperimentazioni regolate. “La cannabis è l’esempio più evidente dell’assurdità proibizionista”, aggiunge Fiorentini. “Milioni di persone la consumano, ma lo Stato rinuncia a regolare qualità, composizione, etichettatura, limiti, informazione e prevenzione. Si preferisce lasciare tutto al mercato illegale, salvo poi scandalizzarsi quando quel mercato offre prodotti più potenti o adulterati”.
Per Forum Droghe, il rapporto EUDA dovrebbe aprire una discussione seria anche in Italia, dove il dibattito pubblico resta schiacciato su slogan repressivi, aumento delle pene e criminalizzazione delle persone che usano sostanze. “Continuare così significa perseverare nell’aumentare i danni”, conclude Fiorentini. “Non servono nuove crociate, ma politiche pubbliche fondate su salute, diritti, evidenze scientifiche e regolazione. La vera alternativa al mercato criminale non è l’ennesimo inasprimento penale: è togliere terreno all’illegalità, rafforzare i servizi, proteggere le persone e governare davvero – con un approcio sociale e non più penale – il fenomeno dell’uso di droghe”.
L’ufficio stampa
Forum Droghe è un’associazione fondata nel 1995 e impegnata nella riforma delle politiche sulle droghe in Italia e a livello internazionale, promuovendo approcci basati su diritti umani, salute pubblica, riduzione del danno e evidenza scientifica. Dal 2017 è organizzazione con status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite – ECOSOC ed è membro del Forum consultivo sulle droghe della Commissione europea – CFSD. Aderisce inoltre all’International Drug Policy Consortium – IDPC alla Coalizione italiana Libertà e Diritti Civili – CILD.
Immagine: la sede dell’EUDA – by Carcharoth (Commons) [CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0) or GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)], from Wikimedia Commons
