Sabato 28 marzo 1998
LA STAMPA


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Bonino-Arlacchi, duello internazionale
La commissaria Ue e il direttore dell'Antidroga Onu fanno litigare pure Santer e Annan
"Sulla droga sbagli tutto", "Tu offendi le Nazioni Unite"

BRUXELLES. Lei alla Commissione europea di Bruxelles, lui alla guida dell'Agenzia antidroga delle Nazioni Unite a Vienna. Tra Emma Bonino e Pino Arlacchi, due tra gli italiani con le cariche pi� prestigiose in campo internazionale, � scoppiata una guerra senza esclusione di colpi che adesso rischia di trasformarsi in un incidente diplomatico tra i vertici delle due maggiori istituzioni internazionali: il presidente della Commissione Jacques Santer da una parte e il numero uno dell'Onu, Kofi Annan, dall'altra.
Ieri mattina, infatti, Santer ha dovuto annunciare attraverso la sua portavoce di aver inviato una lettera ad Annan - diretto superiore di Arlacchi - per replicare a un'altra missiva inviatagli dallo stesso Arlacchi, il 18 marzo, nella quale si criticavano in modo pesante le opinioni della Bonino sul problema della droga.
La prima "pietra dello scandalo" � un articolo a firma della Commissaria europea e pubblicato sul quotidiano spagnolo "El Pais" il 12 marzo scorso. Nell'articolo, che altro non � che il testo di una conferenza tenuta qualche mese fa dalla Bonino, si parla di politica della droga, di "riduzione del danno" e si attacca senza mezzi termini l'Uncdp, il programma dell'Onu per la lotta alla droga e il suo direttore esecutivo Pino Arlacchi. L'ex senatore della Sinistra democratica viene definito "un Superman, uno Zar antidroga" e iscritto d'ufficio dalla Bonino nella categoria di coloro che "hanno perso i loro poteri, compreso quello di discernimento". Nell'articolo si critica anche la scelta dell'Uncdp di concedere aiuti finanziari al regime dei Talebani - gli islamisti che hanno conquistato il potere in Afghanistan - in cambio del loro impegno a cessare la coltivazione di papaveri da oppio nella zona meridionale del Paese. Un vero schiaffo per la Bonino, attivissima nella denuncia delle violazioni dei diritti umani attuate dal regime di Kabul.
Il secondo atto della contesa � la lettera, datata 18 marzo, che Arlacchi spedisce a Santer e per conoscenza a tutti gli amabasciatori europei presso l'Onu di Vienna. Arlacchi parla di "una campagna di disinformazione" condotta dalla Bonino, che "ha usato il suo status di Commissaria" per sostenere una "linea opposta" a quella comunitaria e per di pi� con un linguaggio offensivo nei confronti dell'Onu.
Ieri � toccato cos� al presidente della Commissione scendere ufficialmente in campo per difendere la sua Commissaria e lo ha fatto non replicando ad Arlacchi ma al suo superiore Annan. Santer contesta toni e sostanza della comunicazione del direttore Uncdp. Si dice in primo luogo "sorpreso" che la lettera a lui indirizzata sia stata "largamente diffusa dal suo autore" e afferma inoltre che "non c'� nulla di negativo nel riflettere sulla questione fondamentale delle politiche sulla droga"; anzi, nelle prossime settimane la Commissione terr� "un ampio dibattito sulla questione". Ma, nonostante la presa di posizione ufficiale annunciata, c'� da giurare che la faccenda provocher� imbarazzo a Bruxelles. La Bonino si appresta a presentare un suo progetto in Commissione, punta a far approvare ai colleghi una linea politica di "riduzione del danno", che superi le posizioni proibizioniste. Un tentativo che provocher� pi� di una tensione, dato che Paesi come Svezia o Gran Bretagna preferiscono puntare sulla repressione. [fra. man.]




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