BOLOGNA - Il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna la pensa in maniera diversa da Livia Turco. Il ministro per gli Affari sociali, dal palco della Terza conferenza sulle tossicodipendenze, organizzata dall'Erit, gioved� aveva bocciato l'ipotesi della somministrazione controllata di eroina. Invece, la Regione Emilia Romagna si � pronunciata in senso completamente opposto. Con una risoluzione votata mercoled� notte con i voti di Pds, Prc, Verdi e democratici-socialisti, �ritiene opportuno che, in collegamento con altre esperienze europee, nel quadro di una rinnovata legislazione nazionale per la lotta al mercato delle droghe e per il recupero dei tossicodipendenti, siano sperimentate forme di legalizzazione delle droghe leggere e di somministrazione controllata a soli fini terapeutici di droghe pesanti�.
La risoluzione del Consiglio regionale tuttavia si premunisce. Non si mette in rotta con il governo. Infatti precisa: �Qualora siano promossi progetti di sperimentazione nell'ambito della legislazione nazionale, la rete dei servizi emiliano-romagnoli di prevenzione e di lotta alle dipendenze, in quanto qualificati e presenti in modo diffuso sul territorio regionale, pu� rappresentare un punto di riferimento per tali sperimentazioni nell'ambito di una strategia articolata di lotta alle droghe, con necessarie collaborazioni con i servizi di altre regioni�.
Insomma: se il governo dovesse decidere di sperimentare la distribuzione controllata di eroina, la Regione Emilia Romagna rivendica per prima il diritto di attuarla, in quanto sostiene di essere la pi� qualificata grazie all'organizzazione capillare dei servizi sociali sul territorio.
Una risoluzione che ha provocato una spaccatura tra gli operatori del settore, pi� di 800, arrivati alla conferenza da 12 Paesi europei. A favore, in massima parte sono operatori provenienti dai Paesi dove gi� da anni si sperimenta la distribuzione controllata di eroina: Olanda, Svizzera, Gran Bretagna. Contrari invece moltissimi greci, spagnoli, e soprattutto italiani.
Ecco due voci (un po' preoccupate) di addetti ai lavori.
Claudio Bignami, coordinatore di quattro centri della comunit� �La Rupe�, a Bologna e Ferrara: �Se questa strada sar� intrapresa, vogliamo entrarci anche noi, come comunit� terapeutica. Ma c'� da dire che finora non si � riflettuto abbastanza sugli effetti della somministrazione del metadone. Quali sono stati i risultati? Non lo sappiamo ancora. Se la distribuzione dell'eroina sar� fatta con la stessa confusione, sar� un grande errore�.
E' perplesso anche Giovanni Greco, medico Sert di Bologna: �Dal punto di vista della riduzione del danno, tale misura finirebbe per essere applicata sui tossicodipendenti cronici, che han provato di tutto e non sono riusciti a disintossicarsi, in particolare in et� avanzata. Tale trattamento comunque avrebbe costi altissimi, soprattutto per il personale che dovr� essere adeguatamente addestrato. In ogni caso, non � questa l'unica strada da percorrere: la stessa regione Emilia ha gi� indicato diversi interventi sul sociale: appartamenti per cronicizzati, lavoro per l'integrazione dei soggetti. Per finire, non basta la sola eroina: c'� bisogno di altro�.
Ottavio Rossani