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"No alla droga di Stato"
Bologna, in arrivo per� novit� nella depenalizzazione per l'uso personale
Livia Turco: l'Italia non � pronta
BOLOGNA
L'Italia non � pronta per la somministrazione controllata di eroina. Dopo le rassicurazioni del presidente del Consiglio Romano Prodi, da Bologna il ministro degli Affari Sociali Livia Turco dice parole nette, quasi definitive, sulla possibilit� di avviare forme di sperimentazione e di distribuzione controllata di stupefacenti, messe in campo con autorevolezza dal pg della Corte di Cassazione Galli De Fonseca.
"Il governo non prender� misure in merito alla somministrazione controllata di eroina", scandisce il ministro alla terza conferenza europea sulla tossicodipendenza, aperta ieri a Bologna, promossa dall'Erit, federazione europea tra 16 associazioni delle tossicodipendenze che riunisce circa cinquemila soci in dodici Paesi. "Il governo vuole andare in Europa e si confronta con l'esperienza europea. Non prende provvedimenti in tal senso perch� l'Italia non � pronta. Bisogna studiare le sperimentazioni, un lavoro che non � ancora stato fatto".
Applaude il presidente dell'Erit Umberto Nizzoli: "Non faremo appelli per la legalizzazione delle droghe perch� � pericoloso legalizzarne l'uso. Se ne pu� discutere solo dopo avere stabilito dei limiti, messo dei paletti precisi. Per ora diciamo no".
Diverso il discorso sulla depenalizzazione per l'uso personale di droga. Il ministro Livia Turco annuncia che sta lavorando a un progetto con il collega della Giustizia Flick per rivedere, tra l'altro, le sanzioni amministrative con cui si contrasta il consumo. "Ce ne sono alcune, come il ritiro della patente, che sono inefficaci e sbagliate".
L'obiettivo � evitare il carcere a chi fa un uso personale di droghe: "Occorre valutare - dice ancora il ministro - se nell'interpretazione della giurisprudenza, e soprattutto nella nostra legislazione, pur essendoci stato il referendum che prevede la netta depenalizzazione dell'uso individuale, che � altro dalla legalizzazione, non esistano margini di ambiguit� su cui intervenire perch� sia evitato il carcere per chi fa uso individuale di droga".
Parole che il Coordinamento radicale antiproibizionista (Cora) giudica positivamente: "Da anni denunciamo l'assurdit� e l'inefficacia delle sanzioni amministrative e ne chiediamo l'abolizione. Ci fa piacere che il ministro pensi le stesse cose".
Il ministro Turco parla alla platea di operatori, ma si rivolge ai politici italiani e replica: "Abbiamo tutti un atteggiamento curioso, strabico e in tema di tossicodipendenze non vediamo i problemi quotidiani, ma siamo animosi, militanti e un po' provinciali". L'invito per tutti i colleghi � a guardare all'Europa, che pu� insegnare all'Italia ad avere "pi� rigore, pacatezza, pragmatismo nelle azioni, fermezza nei valori".
Per la Turco, � importante "collocare il tema della tossicodipendenza nella crisi dello Stato sociale e tenere insieme prevenzione, cure, trattamenti, problemi delle nuove droghe, morti per overdose, Aids, il problema degli extracomunitari e dei minori figli di tossicodipendenti". L'intervento deve essere globale, ammonisce il ministro, per una strategia unica: la riduzione del danno. E per riuscire a "fare regia" su un tema cos� delicato e vasto, Livia Turco propone un programma di confronto interministeriale. "Sono molti i ministeri - ha spiegato Turco - che si occupano delle tossicodipendenze: il difetto � che ognuno ha lavorato per conto suo". E' previsto infine l'insediamento di una consulta degli operatori di base, che si riunir� in marzo e che si divider� in gruppi di lavoro: l'obiettivo � quello di arrivare a una rete integrata dei servizi, con un forte investimento sulla professionalit� degli operatori, a criteri di qualit� dei servizi e a forme di accreditamento che garantiscano tale qualit�.
Marisa Ostolani
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