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Santer accusa Arlacchi per l'attacco alla Bonino
dal nostro corrispondente FRANCO PAPITTO
BRUXELLES - Pino Arlacchi scrive a Santer per chiedere provvedimenti contro Emma Bonino e il presidente della Commissione europea gira la lettera a Kofi Annan manifestando "stupore". Non risponde ad Arlacchi, il presidente della Commissione, e scrive ad Annan - il suo superiore - per dichiararsi "sicuro" che il segretario generale dell'Onu "ben comprende" la sua scelta di "non entrare in polemica con il direttore esecutivo dell'Undcp", il programma dell'Onu contro la droga. Sale dunque di un gradino la polemica fra due dei più alti rappresentanti italiani nelle organizzazioni internazionali, coinvolgendo i vertici delle rispettive istituzioni. Emma Bonino è sbarcata nel tardo pomeriggio di ieri da Lisbona un po' provata e frettolosa. Prima di partire dalla capitale portoghese aveva già fissato un appuntamento con il suo dentista "per una piccola emergenza". Si è limitata a dire a Repubblica: "Non credo di poter aggiungere qualcosa. Quel che c'era da dire e da fare lo ha detto e fatto benissimo il presidente Santer". Ed ecco cosa ha scritto Santer a Kofi Annan: "Desidero portare alla sua attenzione l'acclusa lettera del Direttore esecutivo dell'Undcp che da Vienna attacca in maniera del tutto inconsueta un membro della Commissione europea. Devo dirle che sono molto sorpreso sia dal tono di questa corrispondenza sia dal fatto che una lettera personale a me diretta sia stata ampiamente diffusa dal suo stesso autore". Dopo aver ricordato "le diverse attività dell'Unione europea" nella lotta alla droga "che è una nostra massima priorità", Santer aggiunge di "voler sottolineare solo due cose". "Primo: sono stato appena informato del ritiro provvisorio di tutte le Agenzie dell'Onu dal sud dell'Afghanistan. Questo dimostra, se ce ne fosse stato bisogno, che non c'è nulla di insultante o di sprezzante nel sollevare dubbi (come aveva fatto la Bonino, n.d.r.) sulla sostenibilità dei programmi finanziati dall'Onu in Afghanistan". Quanto alle posizioni della sua commissaria a proposito degli strumenti di lotta alla droga (la Bonino è "antiproibizionista") Santer scrive di "non ritenere fuori luogo" una "riflessione sui problemi fondamentali che sorgono nella politica contro la droga che tutti noi riconosciamo prioritaria". Anzi, "su questa materia la Commissione ha già da tempo messo in calendario una sua prossima riunione". Con questo, conclude Santer, "considero chiuso l'incidente" anche perché "la cosa importante per tutti noi è di continuare il lavoro comune per affrontare le sfide importanti che abbiamo davanti". Fra Arlacchi e Bonino da tempo non corre buon sangue. L'ultima fiammata polemica è nata dopo un articolo della commissaria europea apparso il 12 marzo sul madrileno El Pais. La Bonino non vi andava con mano leggera e criticava, perché "dimostratasi inefficace", la politica di intervento nelle zone di produzione della droga per stimolare la sostituzione delle colture, sostenuta da Arlacchi. Una politica incontrollabile e inefficace, sosteneva la Bonino, soprattutto in un paese alla deriva come l'Afghanistan. Il segretario dell'Undcp veniva definito "zar antidroga", "malcapitato", "Nembo Kid", "Superman".
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