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E l'Europarlamento fa marcia indietro
La relazione verrà ritirata prima del voto di domani
dal nostro inviato FRANCO PAPITTO
STRASBURGO - Si assottiglia di ora in ora nel Parlamento europeo la maggioranza che nella "Commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni" aveva sostenuto in novembre la proposta di depenalizzare l'uso di droghe leggere e di consentire la somministrazione di quelle pesanti "dietro prescrizione medica e con i necessari controlli". Dubbi e incertezze attraversano tutti i gruppi politici ma soprattutto quello socialista. I laburisti britannici hanno fatto sapere ieri che non voteranno la relazione preparata dalla loro collega di gruppo, l'ex ministro della Sanità olandese Hedy D'Ancona, e contrari si sono dichiarati anche i socialisti svedesi. Così, domani sarà proprio il gruppo socialista a proporre l'annullamento del dibattito e del voto per tentare di ricucire qualche compromesso nella "Comissione per le libertà pubbliche e gli affari interni". La stessa signora D'Ancona era ieri molto perplessa: si vota ai primi di maggio in Olanda e una sconfitta nell'Europarlamento favorirebbe la destra in campagna elettorale. Le proposte di emendamento sono ben 36 e potrebbero rendere irriconoscibile la relazione. Ieri si sono moltiplicati gli appelli, di segno opposto, mentre oggi Alleanza nazionale organizza a Strasburgo un convegno con Gianfranco Fini. Anche Forza Italia è schierata per il "no" con l'eccezione di Ernesto Caccavale secondo il quale "un partito laico e liberale non può imporre in modo ideologico una linea dogmatica". "Per anni - ha detto Caccavale - l'Europa ha assistito inerte al fallimento delle politiche e delle legislazioni proibizioniste. Ora deve cambiare rotta". Per i popolari è sceso in campo il presidente Wilfried Martens per ribadire la "forte opposizione" del gruppo "alla depenalizzazione del consumo di droga e all'autorizzazione del commercio di cannabis". A sinistra interveniva Daniel Cohn- Bendit che in passato, come assessore della città di Francoforte, ha patrocinato esperimenti di somministrazione controllata di droga. "Abbiamo ottenuto - diceva Cohn- Bendit - risutati benefici sia in termini di riduzione della criminalità che in termini di miglioramento della situazione socio-sanitaria dei tossicomani". Ma fra i socialisti svedesi si raccoglievano opinioni contrarie e i laburisti britannici si arroccavano sulle posizioni di grande prudenza inaugurate con il loro ritorno al potere. In questo clima di disarmo psicologico aveva scarsi riscontri una lettera aperta firmata da nove deputati di gruppi diversi a favore della relazione D'Ancona. Fra i firmatari dell'appello gli italiani Rinaldo Bontempi (Pds), Gianfranco Dell'Alba (radicale), ed Ernesto Caccavale (Forza Italia) oltre al liberale lussemburghese, Charles Goerens, e a due popolari, il greco Panayotis Lambrias e la portoghese Heena Vaz Da Silva.
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