Logo Repubblica.it 13 GENNAIO 1998

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Martini: la Chiesa
è sempre contraria
E anche l'"Osservatore romano" va all'attacco


CITTA' DEL VATICANO (o.l.r.) - "I princìpi cattolici sono chiari su questo argomento". Poche, secche parole e il cardinale Carlo Maria Martini, interpellato ieri a margine della apertura dell'anno giudiziario di Milano, fa subito capire di non essere in linea con Ferdinando Zucconi Galli Fonseca, il procuratore generale della Cassazione favorevole alla distribuzione controllata della droga. Non dice altro, il cardinale Martini. Forse per non alimentare ulteriori polemiche, il porporato si limita ad evocare "i princìpi cattolici" che, in materia di tossicodipendenza, sono notoriamente contrari ad ogni forma di legalizzazione. Come, ad esempio, è sancito nel nuovo "Catechismo della Chiesa cattolica" approvato nel 1993 dove il consumo droga è sempre condannato ("è colpa grave") perchè "causa gravissimi danni alla salute e alla vita umana". Dello stesso tenore il documento sulla tossicodipendenza approvato il 22 gennaio dello scorso anno dal Pontificio consiglio per la Famiglia presieduto da uno dei cardinali più "ascoltati" dal Papa, Alfonso Lopez Trujillo. La "carta" vaticana oltre a condannare l'uso di qualsiasi tipo di droga, mette all'indice anche il consumo eccessivo di fumo e di alcol, e "qualsiasi forma di legalizzazione dei prodotti che favoriscono la tossicodipendenza".
Gi stessi princìpi di condanna vengono ora ricordati anche dai principali organi d'informazione cattolici. L'Avvenire, il quotidiano della Cei (Conferenza episcopale italiana) lo ha fatto domenica. Ieri analoga condanna è stata espressa dal Sir (Servizio informazione religiosa), l'agenzia stampa della Cei.
Piuttosto strano appare invece il modo con cui l'Osservatore romano, il quotidiano della Santa Sede, ha trattato il tema sollevato da Zucconi Galli Fonseca. Nella cronaca sulla relazione del procuratore nell'edizione di domenica, il giornale del Papa diretto da Mario Agnes si è praticamente autocensurato, omettendo tutta la parte dedicata da Zucconi Galli Fonseca alla legalizzazione delle droghe. Ieri, forse spinto anche dalle critiche piovute addosso alla testata vaticana per l'inconcepibile autocensura, Agnes ha fatto pubblicare un duro corsivo in terza pagina dal titolo inequivocabile: "Non si può supplire alla latitanza educativa con il mercato legale della droga". L'Osservatore romano, oltre a ricordare che le proposte del procuratore vanno contro i princìpi morali della Chiesa, rafforza la sua condanna ricordando il "fallimento" del metadone: "i risultati hanno dimostrato che non c'è stato nessun beneficio sul versante dell'ordine pubblico né è calata la richiesta di droga".
 
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