Logo Repubblica.it 13 GENNAIO 1998

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Le Regioni vogliono provarci
Emilia, Toscana e Lazio pronte a distribuire eroina

di MARIA CRISTINA CARRATU'


ROMA - Le Regioni si muovono. L'uscita del procuratore generale della Cassazione Galli Fonseca ha incoraggiato le iniziative in direzione della somministrazione controllata di droga. In prima linea nella ricerca di alternativa Toscana, Emilia Romagna e Lazio. In Emilia, "la riflessione è ormai ineludibile" dice l'assessore regionale alle Politiche sociali Gianluca Borghi, ricordando la risoluzione approvata il 5 marzo '97 dal Consiglio regionale relativa proprio all'ipotesi di una sperimentazione. "Per le droghe pesanti" diceva la risoluzione "sono opportune mirate e circoscritte sperimentazioni di somministrazione controllata a soli fini terapeutici". E questa, ribadisce Borghi, "è anche la mia posizione".
In Toscana fanno discutere, all'interno della stessa maggioranza di centro sinistra che guida la Regione, le parole dell'assessore alla Sanità, il pidiessino Claudio Martini: "La repressione non dà risultati. Bisogna provare altre vie. Fra queste, la liberalizzazione controllata non è da scartare". E per quanto la riguarda, ha detto Martini, la Toscana è pronta: "Qui non partiamo dall'anno zero, qualche idea c'è già, per esempio una rete di operatori di strada. Se verrà un'indicazione chiara dal centro, la soluzione potrà essere cercata realmente". E anche don Giacomo Stinghi, il responsabile del Ceis, centro all'avanguardia nel recupero dei tossicodipendenti, inaugura una sorprendente apertura su questo fronte: "Sì, proviamoci - dice il sacerdote - . Basta che sia una cosa seria, basta che ci sia un progetto di riabilitazione del tossicodipendente, fatto con criteri scientifici".
L'uscita di Martini non è condivisa dal Ppi, che fa parte della maggioranza regionale. "Quella dell'assessore è stata un'uscita personale" ha sostenuto il capogruppo popolare Olivo Ghilarducci, ricordando la propria contrarietà alla liberalizzazione. Ma l' assessore non si dà per vinto. "Siamo orgogliosi che Franco Corleone (sottosegretario alla Giustizia-ndr) indichi la Toscana come possibile prima sede sperimentale di una diffusione controllata di eroina ai tossicodipendenti gravi" ha risposto Martini commentando l'invito rivolto a Toscana ed Emilia ad avere "il coraggio politico" di avviare la sperimentazione. Di fronte alla presa di distanza del Ppi, tuttavia, Martini ha dovuto precisare: ogni decisione, ha detto, sarà ovviamente "vincolata all'approfondimento e allo sviluppo del dibattito avviato dal consiglio regionale sul problema".
Quanto al Lazio, alla conferenza di San Paolo in Brasile, il 15 marzo prossimo, la Regione presenterà uno studio su come sperimentare la somministrazione controllata di eroina, indicando strutture e modalità per svolgere il confronto tra un gruppo di tossicodipendenti "svezzati" con l'eroina e altrettanti "svezzati" con il metadone. E intanto, mentre l'assessore alla Sanità del Comune di Firenze Marco Geddes annuncia che si recherà a Zurigo per studiare l' esperimento già fatto nella città svizzera, secondo l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Roma, Amedeo Piva, la somministrazione controllata non può essere considerata una soluzione definitiva, "ma non vi può essere una preclusione ideologica".
 
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