|
|
|
Droga, il governo non prende iniziative
Borrelli con Fonseca. E Veltroni invita a seguire la via svizzera
di CARLO CHIANURA
ROMA - Il governo studia una iniziativa internazionale sull'eroina di Stato. Nelle prossime settimane l'Italia potrebbe promuovere un incontro tra i ministri degli Affari sociali dell'Unione europea e della Svizzera. All'ordine del giorno, una possibile linea d'azione comune su una questione delicata e l'esame delle esperienze svizzera e inglese. Se ne saprà di più nei prossimi giorni. Un'idea ancora in nuce del ministro della Solidarietà sociale Livia Turco, proprio nel giorno in cui da Parigi Massimo D' Alema dice di essere stato sempre "contrario a politiche repressive", critica la "criminalizzazione di Galli Fonseca" e afferma che sulla droga "occorre una strategia europea". E nel giorno in cui Veltroni invita: guardiamo all'esperienza svizzera. Per il momento la somministrazione controllata di eroina è argomento di scontro politico. Se il Polo continua ad attaccare l'Ulivo ma non è compatto, vengono anche alla luce incrinature all'interno della maggioranza e nello stesso governo. Oggi il segretario del Ppi Franco Marini annuncerà in conferenza stampa la sua opposizione alla proposta del procuratore generale della Cassazione e per farlo chiamerà Rosa Russo Jervolino, coautrice con quella legge che puniva anche il consumo di droga (norma abrogata dal referendum del '93). Con Marini ci sarà anche don Antonio Mazzi, responsabile della Comunità Exodus, che in giornata sarà poi ricevuto dal presidente della Repubblica. Nel governo si confrontano posizioni diverse addirittura nello stesso ministero. Mentre infatti il ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick rende noto che la somministrazione, come provvedimento specifico, non è nell'agenda del governo, i suoi due sottosegretari Giuseppe Ayala e Franco Corleone non la pensano così. Ayala è possibilista: la proposta di Galli Fonseca è "seria", ne discuta dunque il Parlamento. Molto più schierato è Corleone: già oggi Regioni come Toscana ed Emilia possono da sole sperimentare l'eroina controllata. Nota la contraddizione Giovanni Alemanno di An, che parla di un tentativo dell'Ulivo di aggirare le posizioni del Parlamento, la cui maggioranza sarebbe contraria alla somministrazione controllata. Non basta. Se Flick ricorda che il governo preferisce non proporre disegni di legge a un Parlamento che non ha una maggioranza schierata a favore della droga di Stato, ci pensa il vicepresidente del Consiglio Walter Veltroni a illustrare una posizione di apertura. "Bisogna guardare con serietà all'esperienza in corso in altri paesi, nel caso specifico l'esperienza svizzera è quella più vicina, e guardare i risultati ottenuti e i problemi che si sono aperti e sulla base di questo decidere. Dio ci scampi da discussioni di tipo ideologico su materie che riguardano il dolore delle persone. Registro che le cose dette dal procuratore Galli Fonseca nascono dalla consapevolezza che contro questo dramma non si è riusciti a raggiungere risultati rilevanti e dalla necessità di mettere in campo una strategia di riduzione del danno". E la stessa Livia Turco precisa: "Il mio non è un no. Discutiamone senza prevenzioni". Significativo ieri è stato il sì di Francesco Saverio Borrelli, il procuratore della Repubblica di Milano. Pur invitando alla prudenza, Borrelli si è schierato a favore dell' eroina di Stato. "Io credo che a questi problemi ci si debba avvicinare evitando ogni sbarramento di tipo ideologico. Invito a calcolare con molta precisione quelli che sono i vantaggi e i costi e a cercare di adeguare il più possibile i mezzi ai fini". An si dice disposta a scendere in piazza contro questa ipotesi. E Maurizio Gasparri, assieme a Alessandro Meluzzi di Forza Italia, annuncia per domani a Palazzo San Macuto una mobilitazione tra parlamentari e associazioni come San Patrignano o "Droga che fare". Proprio
domani la protesta del centrodestra si sposterà a Strasburgo, sede del Parlamento europeo. Il presidente di An Gianfranco Fini terrà una conferenza stampa alla vigilia del voto europeo su un documento che propone agli Stati di depenalizzare l'uso delle droghe, regolamentare la produzione e la vendita della cannabis e avviare la somministrazione controllata di eroina e metadone. Il testo del rapporto, scritto dalla socialista olandese Hedy D'Ancona, è già stato approvato nella commissione delle libertà pubbliche il 3 novembre scorso con 17 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astensioni. Intanto nove eurodeputati, tra cui Ernesto Caccavale di Forza Italia, chiedono anche la legalizzazione delle droghe leggere.
|