Logo Repubblica.it 12 GENNAIO 1998

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"Così rischiamo di rilanciare il mercato grigio dell'eroina"
Scettico Cancrini, tra i primi favorevoli alla somministrazione controllata di droghe

di RAIMONDO BULTRINI


ROMA - Scettici si diventa. Come Luigi Cancrini, già docente universitario, psicoterapeuta, direttore scientifico della nuova Saman, autore di saggi e teorico pioniere della sperimentazione di stupefacenti a fini terapeutici a cavallo tra gli anni '70 e '80.
Cancrini dice subito che, allo stato attuale, l'eroina terapeutica riproposta dal procuratore Galli Fonseca otterrebbe "esattamente l'effetto contrario". E comincia col rilevare che "in Italia già si somministra terapeuticamente il metadone, mentre per anni si è usata anche morfina".
La novità, concretamente, sarebbe quindi "dal punto di vista del tossicodipendente più che da quello del medico - dice Cancrini. Visto che abbiamo già una grande quantità di tossici in cura di metadone, il fatto che passino all'eroina non cambia nulla. È una cosa spettacolare ma non importante". E lo spiegano bene le dichiarazioni dei sanitari svizzeri dove si attua la sperimentazione, secondo i quali effettivamente nei centri arrivano molte più persone di quando si somministrava il metadone. Ma tutto il resto è come prima: somministrazione controllata a scalare".
Al di là delle considerazioni mediche, Cancrini nutre però seri dubbi anche sugli effetti auspicati da Galli Fonseca e dagli stessi antiproibizionisti sul fronte della lotta alla criminalità e allo spaccio. "Nei paesi dove s'è fatto questo tentativo - sostiene - c'è ancora presenza molto massiccia di eroina sul mercato. Da noi in Italia attualmente c'è invece relativamente poca eroina, ed è offerta in percentuali basse: per strada trovi eroina al 5, 10 per cento, il resto sono sostanze del "taglio". Mettere quindi in circolazione, seppure controllata - ma quanto poi? - una sostanza più pura significherebbe far ripartire un fenomeno che in questa fase era decisamente regredito".
Secondo Cancrini sul fronte italiano quelle importanti adesso "sono le nuove droghe di sintesi, come il crack, per le quali c'è una tendenza forte all'abuso sporadico. Gli attuali tossicomani da eroina, invece, sono quasi tutti cronici e l'uso è relegato a zone di marginalità. Una situazione in cui, se metti in circolazione eroina pura attraverso i servizi pubblici, il rischio è che rifiorisca il mercato grigio.
"L'errore di prospettiva" del procuratore Fonseca, quindi, è per Cancrini "quello di aver riproposto l'idea che il problema delle tossicodipendenze sia un problema di eroina, mentre il numero di droghe è talmente ampio che l'unico vero strumento è a monte, nell'immaginare per la popolazione giovanile una politica di responsabiizzazione. È buffo - aggiunge - sentir fare da politici antiproibizionisti come Taradash discorsi fotocopiati di 15 anni fa, senza considerare che la mobilitazione della magistratura, delle forze di polizia, la mutata realtà geopolitica hanno da tempo modificato il fronte di lotta al traffico delle droghe". Cancrini ricorda che in passato padroneggiavano il mercato le grosse organizzazioni "piramidali", dalla Cupola internazionale al piccolo spacciatore di quartiere. Una catena con anelli molto saldati. E adesso? Cancrini cita una dettagliata inchiesta de Le Monde diplomatique su quello che è stato ribattezzato "il supermercato internazione delle droghe" con sede a Berlino. "Attraverso le vecchie frontiere scarsamente sorvegliate dell'Est - dice - arriva cocaina del Sudamerica, eroina dall'Asia, e poi ogni tipo di droghe sintetiche da paesi come Polonia e Cecoslovacchia".
Qui, secondo le analisi più recenti, vanno a rifornirsi moltissimi trafficanti italiani. "Non più soltanto membri di cosche e clan - racconta Cancrini - ma gente senza scrupoli associata a livello piu artigianale, gruppi di persone o singoli che vanno, comprano e rivendono. Così che per la polizia è molto più difficile ritracciarli".
L'altro problema su questo fronte è "l'apertura completa delle frontiere europee", spiega ancora. "Così è chiaro che se il procuratore scorre semplicemente i dati sull'intensità del traffico il problema sembra più grave, perché più gravemente difficile da controllare, considerando anche le frastagliate aree della microcriminalità extracomunitaria".
Morale: il fenomeno secondo Cancrini non si può "affrontare principalmente sul piano giudiziario, e da questo punto di vista il procuratore Galli Fonseca "ha il merito - dice - di riportare sotto i riflettori un problema gravemente lasciato sopire. Il fatto è che il procuratore, il ministro degli Interni, quello della Sanità, quello delle politiche sociali e altri sette ministeri che si occupano in un modo o nell'altro dell'argomento vanno ognuno per conto proprio. Molti paesi hanno un ministero per la droga. Magari noi avessimo quantomeno un coordinamento!".
 
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