
"Mi auguro che la richiesta di ulteriori chiarimenti non sia solo dilatoria - ha commentato Giuseppe Lumia (Sd), relatore sul ddl - Non è in questa sede che dobbiamo dire sì o no alla somministrazione controllata di eroina, ma dobbiamo cercare di dare a tutti gli operatori più strumenti di prevenzione, cura e inserimento lavorativo. E' un modello unico in Europa che rischiamo di vanificare se il ddl non sarà approvato". Per Giannotti, invece, "non c'è alcun intento dilatorio. C'è la necessità di alcuni chiarimenti e il 10 febbraio è la prima data utile, dal momento che per una settimana la camera non lavora".
Marida Bolognesi è un po' stanca: "Una legge da troppo tempo in ballo e sulla quale si rischia di perdere il finanziamento. credo che occorra prima di tutto dare una risposta all'aspettativa degli operatori e non caricare questo provvedimento di questioni improprie. Il testo - ha concluso bolognesi - dà tutte garanzie. Quando torneremo a discutere credo sia giusto passare al voto e chiudere, tornare indietro rispetto a questo testo sarebbe un segnale gravissimo. Ognuno si assumerà proprie responsabilità".
Nei giorni scorsi alcune comunità avevano inviato una sorta di
emendamento "minatorio" alla commissione per bloccare qualsiasi
ipotesi di presa in considerazione della sperimentazione con
somministrazione controllata di eroina. A questo proposito, è
intervenuto ieri il Gruppo Abele di don Ciotti che, in una nota,
chiarisce di non far parte di coloro che hanno avanzato tale
richiesta e, anzi, di prendere "ferma distanza da quelle
posizioni, sentendo il dovere morale di mettere al centro
innanzitutto il rispetto della persona". il Gruppo Abele
chiarisce, inoltre, che "cura della vita significa non
abbandonare nessuno, nemmeno i più disperati, verso i quali vanno
offerti servizi e strumenti diversificati".