il manifesto
29 Gennaio 1998

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CAMERA

Ancora uno stop al fondo antidroga

Bloccato in commissione il disegno di legge. Ora è a rischio il finanziamento

ANNA PIZZO - ROMA Ancora uno stop al disegno di legge (2756 ter) sul fondo antidroga (salvato dalla scadenza grazie a un decreto di proroga). Come ormai prassi consolidata, delle destre ma non solo, ogni questione che contenga la parola "droghe" e preveda qualche apertura sul piano della riduzione del danno, viene bloccata. E' toccato ieri, in commissione affari sociali della camera, al fondo antidroga che contiene anche i principi base della strategia di riduzione del danno. A far arenare la discussione è stato prima un emendamento di Nicola Carlesi (An) secondo il quale i controlli sui progetti da finanziare con il fondo dovrebbero prestare particolare attenzione a quelli sulla riduzione del danno. Come ha spiegato lo stesso Carlesi, scopo dell'emendamento è di "uscire dall'ambiguità e di chiarire cosa si intenda per riduzione del danno, specificando anche nel ddl che non si può fare sperimentazione con somministrazione di eroina". Poi Lega Nord, Fi, An, e Ccd-Cdu con l'assenso di Vasco Giannotti, capogruppo della Sinistra democratica in commissione, hanno chiesto ulteriori chiarimenti al governo sui trattamenti con metadone e i trattamenti con farmaci sostitutivi. Richiesta che la presidente della commissione, Marida Bolognesi, ha, in base al nuovo regolamento, dovuto concedere. Si torna a discutere, presente il ministro Livia Turco, il 10 febbraio.

"Mi auguro che la richiesta di ulteriori chiarimenti non sia solo dilatoria - ha commentato Giuseppe Lumia (Sd), relatore sul ddl - Non è in questa sede che dobbiamo dire sì o no alla somministrazione controllata di eroina, ma dobbiamo cercare di dare a tutti gli operatori più strumenti di prevenzione, cura e inserimento lavorativo. E' un modello unico in Europa che rischiamo di vanificare se il ddl non sarà approvato". Per Giannotti, invece, "non c'è alcun intento dilatorio. C'è la necessità di alcuni chiarimenti e il 10 febbraio è la prima data utile, dal momento che per una settimana la camera non lavora".

Marida Bolognesi è un po' stanca: "Una legge da troppo tempo in ballo e sulla quale si rischia di perdere il finanziamento. credo che occorra prima di tutto dare una risposta all'aspettativa degli operatori e non caricare questo provvedimento di questioni improprie. Il testo - ha concluso bolognesi - dà tutte garanzie. Quando torneremo a discutere credo sia giusto passare al voto e chiudere, tornare indietro rispetto a questo testo sarebbe un segnale gravissimo. Ognuno si assumerà proprie responsabilità".

Nei giorni scorsi alcune comunità avevano inviato una sorta di emendamento "minatorio" alla commissione per bloccare qualsiasi ipotesi di presa in considerazione della sperimentazione con somministrazione controllata di eroina. A questo proposito, è intervenuto ieri il Gruppo Abele di don Ciotti che, in una nota, chiarisce di non far parte di coloro che hanno avanzato tale richiesta e, anzi, di prendere "ferma distanza da quelle posizioni, sentendo il dovere morale di mettere al centro innanzitutto il rispetto della persona". il Gruppo Abele chiarisce, inoltre, che "cura della vita significa non abbandonare nessuno, nemmeno i più disperati, verso i quali vanno offerti servizi e strumenti diversificati".
 
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