
L A PSICHIATRIA cambia pelle e decide di occuparsi di sostanze tossiche, droghe leggere (cannabis) e pesanti (eroina, cocaina), amfetamine e allucinogeni (extasy), psicostimolanti (cybernetics drugs) ma anche caffeina, nicotina, alcol, persino cibi piccanti (pecorino sardo) e naturalmente il sesso. Dice che l'abuso di tali sostanze genera lo scatenamento di malattie psichiche, ansia e panico, depressione e mania, angoscia e schizofrenia. Precisa che lo scatenamento di tali patologie si accompagna alla "predisposizione genetica" del soggetto. Il connubio psichiatria-tossicologia è stato il tema del convegno "Abuso di sostanze e malattie psichiche" che si è svolto di recente al residence Ripetta di Roma.
Autori della "svolta", sotto l'egida di Aretaeus di Cappadocia, uno dei primi anatomici, vissuto nella seconda metà del II secolo dopo Cristo, insigni cattedratici di psichiatria (Cassano, Pancheri, Bersani, Muscettola, Tarantelli, Decina), di neurologia (De Murtas), di neuropsichiatria infantile (Gaston), di pediatria (De Pascale), di biochimica (Serra), neuroscienze (Pani) e tossicologia (Di Chiara<). Aretaeus sarà anche l'associazione senza fini di lucro che, come la consorella Idea fa attività di informazione nelle scuole per individuare i sintomi di depressione, ansia e mania tra gli adolescenti "a rischio".
Punto di partenza: l'incremento statistico di manifestazioni psicotiche di vario genere in giovani che anche occasionalmente hanno fatto uso di cannabici: marijuana e hashish. In soggetti predisposti ossia "labili psichicamente", sostengono gli scienziati, l'inalazione di queste sostanze può causare l'insorgenza di forme psicotiche gravi e non reversibili, comunque "difficilmente curabili". Di Chiara, ordinario di tossicologia all'Università di Cagliari, ha spiegato come e perché la marijuana genera manifestazioni psicotiche. Essa contiene una sostanza attiva, il delta 9 tetra-idro-cannabinolo (Thc), che stimola la dopamina, un neuromediatore del cosiddetto "circuito della ricompensa" la cascata di reazioni chimiche che ci fa sentire felici in seguito a particolari attività e percezioni. Iniettato nei topi, il Thc viene poi neutralizzato con un antagonista o bloccante. Quindi si studia il "nucleo accumbens" area del cervello dove si produce la dopamina. Si è appurato che i topi per effetto dell'antagonista del Thc (somministrato in dosi da cavallo) sono diventati nervosi, stressati, battono i denti, si leccano il pelo di continuo.
Quel che succede ai topi succederebbe all'uomo (se assumesse la sostanza in quantità pari in proporzione a quella somministrata ai ratti, cosa praticamente impossibile) che si ammalerebbe perché i suoi movimenti non sarebbero più motivati e finalizzati, essendo il nucleo accumbes eccessivamente stimolato. Come il Thc, altre sostanze stimolano la produzione di dopamina: il pecorino sardo o i salatini al formaggio, che possono configurarsi come un interruttore che fa scattare il "circuito della ricompensa", allo stesso modo di cose che eccitano i nostri sensi e quindi la fabbrica bio-chimica del cervello.
Ma l'effetto sull'uomo è diverso - hanno spiegato in molti - dopo un po' non ci rendono più felici. E la caffeina? "Induce ansia e tremori: la sua azione inibisce il rilancio di molti neurotrasmettitori (dopamina, serotonina) e provoca sedazione", ha sostenuto Leonardo Tondo del Dipartyment of Psychiatry della Medical School di Harvard. Insomma tutto ciò che è vissuto in fondo come piacere (caffé, alcol, sigaretta, cannabis) può alla lunga scatenare una malattia psichica. "Perché non è piacere naturale ma indotto e queste sostanze invadono direttamente i centri nervosi", ha aggiunto Di Chiara. E ovviamente Cassano, Pancheri e gli altri hanno rilanciato illustrando l'effetto della cannabis su pazienti con disturbo maniacali (Cassano), schizofrenico (Pancheri) e ciclotimico (Kroukopoulos). Ma il dilemma se ci sia già un malessere latente che diventa manifesto abusando di tali sostanze o se tali sostanze sono tali da far ammalare, resta irrisolto.
Aretaeus a suo tempo prescriveva come medicamento l'oppio: sono trascorsi molti secoli invano perché siamo ancora ad Aretaeus avendo annullato Sofocle, Omero, Virgilio, Shakespeare che ci hanno rappresentato la malattia mentale come problema del pensiero, assenza o alterazione dell'immagine interna che solo l'essere umano possiede a differenza degli animali.