
Ora, in una lettera datata 18 marzo inviata al presidente della Commissione di Bruxelles Jacques Santer, il direttore dell'Undcp ha chiesto provvedimenti contro la commissaria Bonino, accusandola di aver usato il suo status per sostenere con "toni inaccettabili e un linguaggio offensivo" una "linea opposta a quella della Ue". Ieri è arrivata la risposta. Per le rime. Santer ha infatti inviato la risposta al "superiore" di Arlacchi (proprio come lui aveva fatto nei confronti di Bonino), il segretario delle Nazioni unite, Kofi Annan. Santer, dopo essersi dichiarato "sorpreso" sia dal tono sia dal fatto che la lettera a lui indirizzata "sia stata largamente diffusa dal suo stesso autore". Santer difende la commissaria: "non c'è nulla di negativo nel portare avanti una riflessione sulla questione fondamentale delle politiche delle droghe" sulle quali il presidente ha annunciato un ampio dibattito in una delle prossime riunioni della Commissione.
E in merito all'affermazione dell'ex-senatore che sostiene che l'accordo da lui siglato in Afghanistan servirebbe a "consentire allo staff dell'Onu di lavorare nelle zone di produzione della droga", Santer ricorda di aver appena saputo "del ritiro di tutte le agenzie Onu, compresa l'Undcp, dal sud-Afghanistan" (dopo che un funzionario era stato aggredito da un dignitario taleban): "questo dimostra, se necessario, che non vi è nulla di insultante nel sollevare dubbi sulla sostenibilità dei programmi finanziati dall'Onu". Nei prossimi giorni una missione Onu si recherà a Kabul per cercare di risolvere i problemi con i taleban. Peraltro recentemente era stato proprio il parlamento europeo in una risoluzione a stigmatizzare il comportamento di Arlacchi e a chiedere il non riconoscimento del regime dei taleban.
La lettera di Arlacchi ha suscitato reazioni anche tra parlamentari europei e italiani che hanno espresso la loro solidarietà a Emma Bonino.