il manifesto
27 Gennaio 1998

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Meeting antiproibizionista

L'OPINIONE di PAOLO CENTO *

D OPO IL DIBATTITO, che ha fatto seguito all'importante dichiarazione del Procuratore generale della Cassazione, sulla necessità di sperimentare nuove strade nelle politiche sulle droghe, il rischio è quello di tornare nell'oblio del silenzio senza far corrispondere a quell'impulso adeguate iniziative legislative. E' proprio per questo che i Verdi ritengono essenziale rilanciare l'iniziativa parlamentare e sociale su questa questione a partire dal nuovo impulso da dare alla raccolta di firme per due progetti di legge di iniziativa popolare promosse dal Forum droghe, che propongono la legalizzazione delle droghe leggere e la depenalizzazione completa dei comportamenti legati al consumatore.

Sono passati ormai 10 mesi dalla Seconda Conferenza sulla droga che si è svolta a Napoli e 6 mesi dall'impegno assunto dal governo a Montecitorio di presentare una proposta organica almeno sulla depenalizzazione dei comportamenti legati al consumatore: niente è accaduto, niente rischia di accadere, l'unico fatto nuovo e positivo è stata la decisione congiunta delle commissioni Affari sociali e giustizia della camera di nominare i relatori per l'aula per la proposta di legge Corleone sulla legalizzazione delle doghe leggere.

Il 30% di circa 50mila detenuti nelle carceri italiane è tossicodipendente; circa 10mila di questi entrano direttamente in carcere per la cosiddetta violazione della legge antidroga, e un'altra metà per reati diversi legati alla criminalità per l'acquisto clandestino delle sostanze. Basterebbe questo dato per rendere chiaro ed evidente che né il Ministro degli Affari sociali, né il Ministro della giustizia possono ritenere questa questione solo di competenza parlamentare e non invece argomento su cui il governo deve al più presto assumere la responsabilità di un proprio orientamento e di una propria iniziativa.

Se il 1998, come da più parti si afferma, deve diventare l'anno delle riforme, noi Verdi diciamo con forza che quella sulle politiche delle droghe né è una fondamentale e non più rinviabile.

Non vogliamo imporre la nostra convinzione antiproibizionista come ideologia vincolante, vogliamo però che anche da parte delle altre forze della coalizione ci sia finalmente sulla materia un approccio non ideologico, ma concreto. Nel corso del 1997 molti comuni, province e regioni hanno approvato mozioni, la regione Lazio addirittura una delibera di indirizzo programmatico, per sperimentare politiche di riduzione del danno, di legalizzazione della canapa e dei suoi derivati, per la somministrazione e controllata di eroina.

Noi diciamo di dare corso a questa volontà delle autonomie locali di sperimentazione, di collegarle alle esperienze in atto in altre città europee, di porci l'obiettivo della verifica sociale e statistica dopo aver avviato queste sperimentazioni. Il resto sono chiacchiere che aumentano la distanza tra forze reali e politica e non fanno bene alla democrazia partecipante.

Siamo anche convinti che nella prossima primavera (aprile-maggio) sarà necessario chiamare a raccolta, per un grande meeting politico, musicale e culturale sulla legalizzazione delle droghe leggere, il popolo libertario e antiproibizionista. Ad un anno infatti dalla conferenza di Napoli dovremmo tutti trarre un bilancio sugli impegni presi e questo meeting potrà diventare un importante appuntamento.

* deputato dei Verdi


 
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