il manifesto
26 Febbraio 1998

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FRANCIA

"Ho fatto uso di droghe" Gli intellettuali si autoaccusano

Centoundici intellettuali francesi firmano un'autodenuncia nella quale dichiarano di aver fatto uso di droghe. Una provocazione verso una legge tra le più repressive d'Europa

- da Parigi A. M. M.

I N UN MOMENTO della mia vita ho consumato dei prodotti stupefacenti. So che ammettendo pubblicamente di essere consumatore di droghe possono essere incriminato. Ho deciso di assumermi questo rischio". Firmato: Etienne Balibar, Pierre Bergé, Rony Brauman, Patrice Chéreau, Daniel Cohn Bendit, Alain Lipietz, Noir Désir, Pierre e Gilles, Léon Schwartzenberg, Mano Solo, André Téchiné, Marina Vlady. In tutto 111 firme, tra intellettuali, attori, registi, artisti, medici. Come già il famoso "Appello del 18 joint" (un gioco di parole tra joint e juin), firmato nel '76, la pubblica dichiarazione delle 111 personalità che hanno risposto alla richiesta dell'associazione Act up, il cui presidente è sotto processo da ieri per un volantino "amo l'ecstasy" diffuso in una manifestazione di protesta dopo la chiusura di 5 locali notturni parigini nel settembre scorso, vuole scuotere le acque di un dibattito che dura in Francia da trent'anni. Molti processi si stanno svolgendo in questo periodo contro degli antiproibizionisti, in nome di una legge repressiva del '70. Nel frattempo, si sono moltiplicate le ammissioni ad aver fatto ricorso alle droghe: Johnny Halliday, il cantante tanto amato da Chirac, ha affermato di fare uso di cocaina (ma non è seguita nessuna denuncia). La ministra dell'ambiente, la verde Dominique Voynet, si è guadagnata l'epiteto di "sinistra-canna" (gauche pétard, un'assonanza con il vecchio insulto della destra gauche caviar, (sinistra caviale), per aver detto di aver fumato qualche volta la marijuana. Stigmatizzata anche la ministra della giustizia, la socialista Elisabeth Guigou, per aver affermato in tv che "non è un dramma fumare un joint, salvo quando diventa una cosa regolare". Sotto accusa anche il sottosegretario alla sanità, Bernard Koucher, per aver firmato una petizione di protesta contro il sequestro di libri, nella regione Nord, che parlano di droghe.

Ma non è solo la destra a essere chiusa a ogni discussione sull'uso delle droghe. La petizione dei 111 afferma che il "silenzio" che regna da anni in Francia è "pericoloso" perché "impedisce ogni informazione sulle interazioni con altre sostanze, ogni attenzione contro i prodotti adulterati, ogni consiglio d'uso". Anche a sinistra molti continuano a essere contrari ad ogni dibattito sulla legalizzazione.


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