il manifesto
25 Febbraio 1998

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DROGHE

L'Onu è illegale

A. P. La diffusione dell'eroina nel mondo è stabile, perfino in declino in alcuni paesi. Tuttavia, l'Onu richiama i governi a non cedere a esperienze di legalizzazione. E' quanto emerge dal Rapporto '97 dell'organo internazionale per il controllo della droga (Incb) dell'Onu. L'Onu parla di "di un ambiente che è tollerante e permissivo verso l'assunzione di droga". C'è preoccupazione, dice, per l'offensiva dei sostenitori della legalizzazione dell'uso non medico delle droghe, che stanno guadagnando forza e influenzando i legislatori. "Gli sforzi - si legge nel rapporto - saranno meno efficaci se i programmi di riduzione della domanda verranno indeboliti dalla perorazione per la legalizzazione delle droghe". Se perfino l'Onu si è accorta che c'è una forte spinta verso la legalizzaizone, vuole proprio dire che un cambiamento si è già prodotto, quantomeno culturale. Altra fonte di preoccupazione riguarda infatti la proliferazione di programmi che permettono la somministrazione controllata di eroina. Poco, invece, si dice nel Rapporto sul numero crescente, in Europa occidentale, di chi abusa di stimolanti e allucinogeni, mentre calano i consumatori regolari di eroina. Una nuova tendenza è fumare eroina anziché iniettarla. L'Europa rimane comunque un grande mercato: la coltivazione domestica e all'aperto di cannabis si sta diffondendo. L' Onu critica poi le campagne focalizzate esclusivamente sulla "riduzione del danno" e non sulla riduzione della domanda. Ecco in sintesi la situazione nel mondo: l'Africa resta un grande fornitore di cannabis; alcuni porti e aeroporti sono diventati grossi centri di transito per la cocaina dal Sud America destinata all'Europa e per l'eroina dall'Asia. L'abuso di droga è in aumento. In America centrale e Caraibi si sta diffondendo l'eroina. Negli Usa tocca il livello più alto (6%) ed è in leggero aumento. In Asia l'eroina si sta diffondendo in Cina e Pakistan. L'Afghanistan resta uno dei più grandi produttori mondiali di cannabis. L'analisi dell'Onu non è piaciuta al Cora che, in una nota, parla di "talebani antidroga dell'Onu, ispirati dall'ayatollah Arlacchi che hanno deciso di fare di intolleranza e intimidazione il segno della propria politica".

Del resto, anche se all'Onu la legalizzazione non piace, i dati forniti ieri dal procuratore generale antimafia, Pierluigi Vigna, si commentano da soli. Vigna ha tracciato un quadro del narcotraffico spiegando che "il riciclaggio del denaro sporco è velocissimo, mentre le indagini per ricostruire i passaggi dei proventi del narcotraffico durano anche anni e spesso si infrangono contro il muro dei paradisi fiscali". Mentre i proventi del traffico di droga aumentano, la stima è di 10 milioni di miliardi di dollari nel mondo (solo in Italia il giro d'affari della criminalità organizzata è superiore al fatturato dell'Iri e valutato in 65 miliardi di dollari) e la mafia allarga i suoi interessi, le tecnologie permettono ai soldi sporchi di "volare". " mezzi per riciclare il denaro del narcotraffico - ha proseguito Vigna - sono infiniti. E' la stessa democrazia di una nazione ad essere in pericolo se chi detiene il potere economico è un criminale", ha concluso.


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