
L a tv non d� l'estasi ma qualche volta aiuta a capirla. Cos� � stato per la puntata di Circus riservata all'improvviso bombardamento mediatico sulle pillole dall'impegnativo nome di "ecstasy". "Chi � senza pasticca scagli la prima pietra" il titolo biblico scelto da Michele Santoro per introdurre il tema delle droghe sintetiche. Con un tendone pieno di ragazzi, madri, medici, dj e discotecari.
Abbiamo visto le saune-discoteche (come quella dove � morto il diciottenne di Brescia), fabbrichette di svago bene inserite nel tessuto industriale, anello di un sistema di produzione-consumo basato sulla richiesta di prestazioni individuali sempre al massimo (nel lavoro, nello sport, nella vita privata): per il sesso c'� il Viagra, per lo sport c'� il doping, per il divertimento c'� l'ecstasy.
Succede da dieci anni nell'indifferenza generale: i ragazzi vivono lo sballo in ambienti con temperatura a 40 gradi senza possibilit� di bere perch� i gestori chiudono i rubinetti dei bagni per far pagare 2000 lire un bicchiere d'acqua e poi, se uno sta male, lo sbattono fuori per non avere problemi. Abbiamo scoperto che chi consuma ecstasy ne diventa anche spacciatore e che l'offerta di pasticche dilaga. Tutto raccontato dai ragazzi.
Poi il circo santoriano ha risalito la corrente delle cause di un uso cos� massiccio delle nuove droghe, invertendo la prospettiva: il disagio? � quello che gli adulti buttano addosso alle giovani generazioni. Non c'entra la musica, inutile demonizzare i decibel. Con un originale esperimento � stata assolta: i battiti della "tecno" sono gli stessi della musica tribale usata per lo stato di trance, solo che oggi non c'� la coscienza n� la pazienza di fare un'esperienza sensoriale, ma solo la fretta di sballare in due ore.
Allarmismi e generalizzazioni non servono. Se un dj di esperienza come Linus dice che lui nelle discoteche dove lavora e che frequenta non ha mai visto una pasticca, se dice che dove c'� la tecno l'80 per cento degli avventori sono maschi, se dice che i divertimentifici sono senza regole, possiamo credergli.
E, infine, una parola difficile ma di verit� sulla droga: "La droga fa bene" afferma Santoro, commettendo un (grave) errore lessicale, per intendere che la droga d� piacere. E' una verit� da imprescindibile per orientarsi nell'analisi del pillolificio dell'era moderna.