il manifesto  14 Gennaio 1998

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Ulivo tossico

ANNA PIZZO - ROMA

I L BALLETTO SULLE PUNTE dei ministri continua. La somministrazione controllata e in via sperimentale di eroina ad alcuni tossicodipendenti continua a creare problemi tra maggioranza e opposizione ma anche dentro la maggioranza. E se il segretario del Ppi, Franco Marini, dice un "no" secco ma precisa che non si andrà per questo alla rottura, ieri a dare un colpo al cerchio e uno alla botte, dopo Livia Turco e Flick, ci ha pensato il ministro dell'interno Giorgio Napolitano. "Noi siamo i primi a dire che un approccio di carattere repressivo non è risolutivo - ha detto - poi naturalmente ci sono i casi in cui occorre reprimere". E ancora: "Proprio nella seconda conferenza di Napoli si è detto che non basta l'approccio repressivo, bisogna tentare altre strade, una strategia di riduzione del danno. Ma attenzione, Galli Fonseca ha aggiunto: 'nel quadro di programmi di assistenza e reinserimento', cioè la distribuzione controllata non è stata presentata come la soluzione né si è pensato di prenderla in considerazione a sé stante, cioè al di fuori di una impostazione più ampia di sostegno dei tossicodipendenti per liberali dalla droga".

La discussione dunque si impasticcia: somministrazione controllata sì, dice Napolitano, ma solo ai tossicodipendenti che dichiarino di voler smettere. Non è proprio quello previsto dalla strategia di riduzione del danno - che puntano innanzitutto a far vivere un dipendente da eroina - ma serve a calamare gli animi del popolari. E a consentire una sponda al ministro della solidarietà sociale, Livia Turco, che ieri è reintervenuta precisando che la somministrazione "va studiata e presa in considerazione ma non può essere estrapolata da una strategia complessiva di prevenzione".

Il sindacato, invece, non ha dubbi: la Cgil nazionale, in una nota, afferma di valutare "positivamente le dichiarazioni di Galli Fonseca. A quasi un anno dalla conferenza governativa di Napoli - afferma il dipartimento politiche di cittadinanza e politiche della salute della confederazione - è forte l'esigenza di una ripresa di iniziativa delle istituzioni pubbliche tenendo conto dei positivi risultati ottenuti dalla sperimentazione condotta in Svizzera".

Molta della attenzione (e della polemica) ieri si è però concentrata sulle regioni, in particolare sulla Toscana che si è detta disposta a far partire la sperimentazione. L'europarlamentare Ppi, Pierluigi Castagnetti, ha detto di "dissentire in modo netto da questi propositi. Che senso avrebbe la sperimentazione solo in alcune regioni - dice - se non quello di mobilitare un grande turismo dei tossicodipendenti?". Castagnetti non ha esaminato il progetto svizzero, che su questo punto è chiaro e preciso ed esclude quasisasi eventualità del genere. Evidentemente, ne ha solo sentito parlare. Ma anche Enzo Ghigo, presidente della regione Piemonte e vicepresidente della conferenza dei presidenti delle regioni non è d'accordo: "la regione Piemonte - asserisce secco - non si propone per esperimenti terapeutici di distribuzione controllata".

Ed è braccio di ferro anche sul prossimo voto europeo alla risoluzione che legalizza le droghe leggere e consente sperimentazioni di quelle pesanti, previsto per giovedì. In prima linea gli europarlamentari di destra e i popolari italiani che oggi terranno a Strasburgo una conferenza stampa cui parteciperanno Fini e Casini. Ma anche il fronte antiproibizionista si è mobilitato: la maggioranza del gruppo socialista (la formazione di maggioranza relativa nell'europarlamento) ha confermato pieno appoggio alla linea della relazione e due deputati radicali, Dell'Alba e Dupuis hanno convocato per oggi una conferenza stampa dal titolo rivelatore: "Mafia incorporated".

Infine, una nota grottesca dall'immarcescibile don Mazzi che dopo l'incontro avuto ieri con il presidente Scalfaro, ha detto: "Secondo me, il presidente ha confermato la smorfia fatta al momento dell'intervento di Galli Fonseca".
 
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