il manifesto
13 Marzo 1998

Torna alla pagina precedente
CANAPA

Non solo fumo. Anche molto arrosto dalla pianta fuorilegge

Oggi a Bentivoglio (Bologna) convegno sul tema: "La canapa industriale: una risorsa per l'agricoltura?". Ovvero come produrre cosmetici, abiti, farmaci, corde etc. a partire dalla cannabis

- DANIELE BARBIERI

L'Emilia Romagna ha appena festeggiato il tricolore (nacque 200 anni fa a Reggio) ma già prepara un'altra nascita - o mutazione - tricolorata: canapa viola e gialla da affiancare alla ben nota verde. E' la strada attraverso cui l'Italia vorrebbe adeguarsi alle norme comunitarie per reintrodurre la coltivazione della canapa (o cannabis, di quello si tratta) senza rinunciare alle sue politiche anti-spinello, proibizioniste e poliziesche.

Se ne parlerà oggi al Museo della civiltà contadina di Bentivoglio, 10 km a Nord di Bologna. Ci saranno parlamentari, assessori, coltivatori e un gran numero di medici e poliziotti; ma si parlerà anche di alcune positive esperienze di canapa (come i vestiti dell'italo-tedesca Hanf Company). Per anni infatti si è taciuto che dalla canapa arrivavano cosmetici, medicinali, corde, vele o abiti; sino a 50 anni fa, allorché la pianta divenne strumento del demonio o quasi.

Il titolo del convegno è corredato persino da un punto interrogativo: "La canapa industriale: una risorsa per l'agricoltura?". La vera star del convegno è Paolo Ranalli dell'"Istituto sperimentale per le colture industriali" di Corticella (Bologna) che dovrà garantire cromaticamente la canapa per usi non ludici. La normativa europea ammette (e finanzia) 20 qualità di canapa a basso contenuto di Thc, cioè non fumabili. In questo lucroso mercato sinora ha spadroneggiato la Francia ma ora altri Paesi s'affacciano e qualcuno si è ricordato che, sino agli anni '50, l'Italia era uno dei maggiori produttori mondiali. Il nostro ministero dell'Agricoltura si è mosso ma vuole i "mutanti morfologici", cioé la canapa tricolore; anzi era stato chiesto a Ranalli se si può rendere la canapa fosforescente (per facilitare gli arresti in notturna?).

Sulla canapa/cannabis il quadro europeo è variegato: la Svezia è, quanto a paranoia, ai livelli Usa mentre in Svizzera è possibile coltivare ogni varietà. Nel resto d'Europa la situazione è in rapida evoluzione. Ricordava a un recente convegno Michael Karus, responsabile del Nova Institut di Huerth (principale centro tedesco di ricerca ecologica sulla canapa) come ormai circolino grandi quantità di prodotti alimentari - birra, semi, muesli, olii, ecc - e come da febbraio sia legale in Germania l'utilizzo della cannabis per uso medico, anche sotto forma di preparati naturali e artificiali. Mentre le italiche istituzioni si barcamenano fra business, repressione ed esperimenti cromatici, gli anti-proibizionisti rilanciano la loro campagna "Liberate Marj Uana": in questi giorni il centro sociale Leoncavallo presenta anche un suo libro ("Canapa, la rinascita della cannabis") e invita a festosamente seminare. In verde e per usi ludici.


Torna alla pagina precedente