13 Gennaio 1998S PERIMENTARE la somministrazione di dorghe pesanti come in Svizzera? Sì, ma con alcune peculiarità italiane, che rafforzano l'ipotesi. Lo sostiene il presidente nazionale della Lila (lega italiana lotta all'aids), Vittorio Agnoletto, che avanza una proposta a misura del nostro paese: "Reclutiamo 500 tossicodipendenti - dice - delle aree metropolitane, perché più fornite di servizi, che siano dipendenti da almeno tre o quattro anni, che abbiano già alle spalle almeno un paio di fallimenti per uscirne che siano in condizioni di salute non buone e senza sponde sociali. Proviamo, modificando la famacopea ufficiale che attualmente proibisce l'utilizzo di eroina, a somministrare loro per un periodo eroina. Poi verifichiamo a un anno e a tre anni gli esiti di questa sperimentazione confrontandoli con quelli di altrettanti soggetti già in terapia di mantenimento a metadone presso i Sert. E vediamo se nel caso della somministrazione di eroina si siano raggiunti esiti più favorevoli di quelli attuali. Verifichiamo cioè: il consumo di eroina illegale dopo un anno; la loro condizione di lavoro; il loro stato clinico e psichico; i reati commessi; quanti di quelli in trattamento hanno avuto un esito del tutto positivo, quanti hanno abbandonato e quanti sono stati i decessi, quante le overdosi e quante le patologie". Solo attraverso il confronto, chiarisce Agnoletto, si potrà vedere l'efficacia di questo tipo di sperimentazione.
Questo il senso della proposta che la Lila avanza e che ieri ha inviato al ministro Livia Turco con un telegramma nel quale si chiede una riunione urgente del comitato: "Dalla conferenza governativa di Napoli ad oggi - dice sconsolato il presidente della Lila - non si è mosso nulla".
Fin qui la proposta per l'Italia. Ecco ora il bilancio sulla sperimenazione in atto da due anni in Svizzera su 1210 tossicodipendenti: "I risultati - dice Agnoletto - si commentano da soli: coloro che sono rimasti in trattamento sono il 54 per cento; i morti o ospedalizzati, l'11 per cento; chi ha abbandonato o è stato escluso è il 33%. Il consumo illegale di eroina è passato dall'86% al 3 per cento; di coca dal 31 al 7 per cento; di benzodiazepine dall'86 per cento al 14. Quanto al lavoro, ora lavora stabilmente o part time il 50%, erano solo il 165, mentre i disoccupati che hanno rapporti col mercato illegale sono passati dal 50 per cento al 14. Quanto ai reati comuni, tra coloro che sono in trattamento la percentuale è scesa dal 52,6% al 20,2".
Tutto questo, precisa Agnoletto, senza contare il successo
clinico e sociale, la diminuzione di malattie, la straordinaria
caduta di reati comuni. "Anche l'Australia sta facendo
altrettanto, segno che l'interesse per forme di sperimentazione
sta diffondendosi. Quanto all'Italia - sottolinea il presidente
della Lila - addirittura sarebbe avvantaggiata, infatti nessun
paese europeo ha la rete di servizi per le tossicodipenze che ha
l'Italia. Il vero pericolo? E' che il nostro paese faccia
prevalere, come ha fatto finora, il dibattito ideologico e
politico. Sono gli schieramenti e non l'evidenza dei fatti quelli
che sembrano contare e questo va a tutto danno di proposte che si
limitano ad essere pure e semplici salva vita". Giovedì il
parlamento europeo dovrebbe decidere su una proposta in tal senso
ma Agnoletto è pessimista: "Per due volte ha prevalso anche lì la
real politik e poi, pesa molto più quel che dice la Germania
rispetto a quel che sostiene ad esempio l'Olanda". Un ultima
questione amareggia Vittorio Agnoletto, ed è la piega tutta
italiana che ha preso questo dibattito: "Non è possibile che la
questione si riduca tutta a Pannella quando ci sono da anni
moltissimi operatori dei servizi che stanno lavorando in questa
direzione. I media vicini all'Ulivo hanno deciso così per
depotenziare la questione e per togliere la patata bollente
all'Ulivo che non sa gestirla al proprio interno".