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Venerdi,27 Febbraio 1998

Professori e medici preoccupati, mentre i genitori non sanno come reagire

A scuola con la droga nello zaino

Crema, uno studente su cinque fuma �spinelli�

Emma Sangiovanni,
  • il titolo a tinte fosche è già tutto un programma ...

 

  • il fatto: due studenti vengono arrestati, mentre erano a scuola, per il possesso di una discreta quantit� di marijuana, probabilmente destinata ad essere ceduta, almeno in parte, ad altri studenti, da cui l'accusa di spaccio.
CREMA - Un fenomeno illegale, tanto diffuso, forse, da essere addirittura tollerato. Il recente arresto di due studenti di 19 anni all'interno dell'istituto tecnico industriale (Itis) di Crema per uso e spaccio di marijuana ha riportato d'attualit� il problema della diffusione della droga nel Cremasco e dei limitati strumenti a disposizione dell'istituzione scolastica e della famiglia per contrastarla.
�La droga - ammette Paola Strada, preside dell'Itis, 890 alunni - circola un po' in tutte le scuole. Lo sappiamo noi presidi; lo sanno gli insegnanti e pure i genitori degli alunni. I bidelli sono allertati: impediscono l'accesso nei bagni ai gruppi e vigilano per evitare l'entrata di estranei. A marzo faremo un'assemblea sulla liberalizzazione della droga e, dopo quanto � avvenuto, approfitteremo per mettere a fuoco il problema�.
  • il danno prodotto ai due dalla legge proibizionista è già enorme
    il preside e i genitori, consapevoli della diffusione del fenomeno, decidono di non aggiungere danno al danno: niente sospensioni, niente urla e strepiti
    anzi si organizza una assemblea per discutere di liberalizzazione.
    atteggiamento responsabile e, secondo noi, ammirevole.
    ma alla giornalista sembra proprio non garbare ...
L'istituzione scolastica non va oltre: �Non tocca a noi - sostiene Strada - verificare che gli alunni non abbiano con s� sostanze stupefacenti�. L'Itis, infatti, non ha inflitto alcun provvedimento punitivo agli studenti sorpresi a fumare �spinelli� durante l'intervallo.
Gli arresti per droga a scuola pare non abbiano creato allarme nelle famiglie degli studenti: �Nessuno - informa Strada - ha protestato�. I genitori sono ben consapevoli, a parere della preside, che la droga sia diffusa tra gli studenti.
 
�Probabilmente - sostiene Valeriano Poloni, psicologo dell'Usl di Crema - i genitori sono preoccupati, ma non sanno come reagire�.
  • ... ed ecco a voi l'esperto!
    il dott. Poloni riesce a mettere insieme, in poche righe, una sfilza di corbellerie "da manuale",un concentrato di luoghi comuni privi di fondamento scientifico, frutto evidentemente di una abissale ignoranza e di una buona dose di pregiudizi:
    non c'è distinzione tra droghe leggere e pesanti, la cannabis crea insidiosi deficit di critica e coordinazione (e che dire allora dell'alcol?), e per finire in bellezza, l' abusata teoria della "droga di passaggio", col consueto corredo di statistiche.
Secondo un'indagine dell'Usl di Crema del '94, uno studente su cinque che frequenta il biennio delle scuole superiori cittadine fa uso di droga; di essi, il 10 per cento � consumatore abituale; e l'hashish era la sostanza stupefacente pi� diffusa.
�Il fatto che il consumo della droga a scuola sia noto - dice Poloni - deve incentivare gli insegnanti e i genitori a svolgere il proprio ruolo educativo e di tutela del benessere psicofisico dei ragazzi, perch� non bisogna dimenticare che sul piano scientifico non c'� alcuna distinzione fra droga leggera e droga pesante. Ogni sostanza stupefacente altera il comportamento. Nel consumo di derivati della canapa indiana, come marijuana e hashish, per esempio, all'effetto euforizzante (che dura circa tre ore) si accompagna un insidioso deficit di capacit� critica e di coordinazione motoria�. Non solo: �� scientificamente provato che un uso frequente di marijuana e di hashish aumenta il rischio di passare all'eroina�.

Da una rilevazione statistica epidemiologica del Sert di Crema, infatti, risulta che oltre il 90 per cento dei tossicodipendenti da eroina sono stati precedentemente prima assuntori occasionali, poi consumatori abituali di cannabinoidi.

Questo tipo di statistiche pseudoscientifiche, spesso utilizzate dai proibizionisti, non dimostra assolutamente nulla.
Per stabilire, in maniera scientificamente corretta, l'esistenza o meno di un nesso tra i due fenomeni bisogna ribaltare i termini della questione.
Non bisogna cioè chiedersi quanti consumatori di eroina abbiano fatto le loro prime "esperienze" con gli spinelli, ma al contrario: quanti fra i consumatori di cannabis passano prima o poi all'eroina?
Dati ricavabili dalla esperienza olandese dimostrano che appena il 4,3% dei consumatori di cannabis ha provato l'eroina almeno una volta e che appena lo 0,2% è divenuto un consumatore abituale di questa sostanza.


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