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Giovedi,12 Febbraio 1998

IL CASO / Squalificato il canadese vincitore dello slalom davanti all'azzurro Prugger. La difesa: �Colpa di una festa, ma erano gli altri a farsi gli spinelli�

Snowboard, l'oro rischia di andare in fumo

Rebagliati �positivo� per marijuana, ma il Cio si spacca: tre membri per la punizione, due contro

Fabio Cavalera,

NAGANO - Nonna Silvia, ottantacinque anni, � la sua tifosa pi� devota. Quando ha saputo che Ross era rimasto impantanato nelle reti dei rigori olimpici ha sarcasticamente commentato da Vancouver: �Stanno trasformando un pezzettino di mollica in una montagna�. Ross � il nipote prediletto che lei ha sempre difeso. Anche quando, adolescente, fugg� da casa e si nascose per una settimana dalla fidanzata.

�Non sono preoccupata�. Nonna Silvia ha ricevuto al telefono la confessione di Ross. E con poche parole ha smontato la delusione del ragazzo. Lo avevano squalificato perch� nella pip� del dopo gara erano rimaste tracce di marijuana. Tracce minime di uno spinello. Poco pi� di una fesseria, se confrontata con le bombe chimiche che trasformano un atleta in un robot, ma che la severit� delle regole iscrive nel libro delle proibizioni. Come l'alcol. Come gli anestetici. Come le anfetamine prese dall'americano Mike Dionne, bobbista, allontanato dal villaggio e trasferito in albergo. Era risultato positivo ai controlli nel novembre scorso. Lo hanno invitato ad accomodarsi.

Ross Rebagliati domenica mattina aveva preceduto di due centesimi di secondo l'italiano Thomas Prugger e si era messo al collo la medaglia d'oro dello snowboard. Prima di sottoporsi alla prova obbligatoria delle urine aveva liberato l'entusiasmo per un successo da stampare nei libri di storia sportiva. Era l'esordio dello sport della tavola nella Olimpiade invernale.

Ieri gli hanno tolto la vittoria. Diciassette nanogrammi di marijuana metabolizzata, un miliardesimo di grammo, in un millilitro. Mai si era presentato un caso analogo. Pu� uno spinello fumato chiss� quando trasformare il trionfo in vergogna? Ne devono avere discusso tanto. Sia la commissione medica, che si � divisa: tredici per la raccomandazione a favore della squalifica, dodici contro. Sia il comitato esecutivo del Cio, il comitato olimpico internazionale, che si � pure diviso e che ha deliberato: tre per la punizione, due Ponzio Pilato che si sono astenuti, due i buonisti.

Il Canada ha presentato appello ed entro ventiquattro ore la corte speciale del tribunale arbitrale dello sport si pronuncer�. Tre avvocati. Un americano, uno svedese, una polacca. Lo hanno gi� interrogato. Se il ricorso sar� respinto cambier� la classifica dello snowboard. Due soluzioni possibili: nessuna assegnazione dell'oro oppure promozione dell'italiano argentato Thomas Prugger. Che ieri ha taciuto, probabilmente su indicazione del Coni.

Ross Rebagliati, ventisei anni, con l'oro al petto aveva confidato domenica ai giornalisti del suo Paese: �Durante la preparazione avevo avuto numerosi attacchi d'ansia e nelle ore precedenti la gara non ero riuscito a dormire. Avevo pensato molto. Anche ai test antidoping...�. Ieri la voce di Ross, � arrivata attraverso un nastro registrato: �Ho lavorato con il cuore e con l'anima. Non ho fumato marijuana�. L'hanno nascosto nell'attesa dell'appello.

�Non temo la celebrit�. Con il podio Ross Rebagliati aveva raggiunto in patria una popolarit� altissima. Cercata fin da quando un giorno, nel 1987, deluse il padre che lo aveva programmato sciatore: �Voglio lo snowboard�. Si prese un calcio nel sedere. Alla fine vinse la partita e cominci� l'avventura. A gara conclusa era corso con la felicit� di un bambino nella stanza del test antidoping. Restituir� la medaglia? �Sono vittima del fumo passivo. Vivo fra i consumatori di cannabis�. Ha spiegato Ross Rebagliati. �L'ultima volta il 31 gennaio scorso�. Una festa dove lo spinello pass� di mano in mano. �Non nelle mie�. Una ammissione: �L'ultima spinellata nell'aprile del 1997�. La squadra canadese lo ha difeso. Carol Ann Letheren, capo delegazione: �Lo abbiamo testato a met� settembre e a met� dicembre. C'erano tracce di marijuana ma al di sotto dei limiti consentiti�.

Una questione piena di contraddizioni etiche e legali. Il regolamento della Federazione internazionale dello sci ammette una soglia di quindici nanogrammi. Le norme del Cio parificano la sostanza all'alcol e agli anestetizzanti. Divieto assoluto. In molti Stati la cannabis � liberalizzata. Non per� in Giappone dove chi si fa di canna finisce in carcere. Il possesso � punito con la reclusione fino a sette anni. Paul McCartney nel gennaio 1980 fu sorpreso con l'erba e per sette giorni rimase in cella. Maradona fu respinto alla frontiera. Ma era cocaina.

�Decisione difficile�. Ha ammesso François Carrard direttore del Cio. È il primo caso di spinello olimpico. �Si discute sulle conseguenze derivanti dal consumo di marijuana e le risposte, in sede scientifica e giuridica, sono molto controverse�. L'imbarazzo si era gi� manifestato nel voto del Comitato esecutivo. Ma nonna Silvia ha consolato Ross: �Un pezzettino di mollica si � trasformato in una montagna�.


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UN SISTEMA IN CRISI

� arrivata l'ora di cambiare
la lista dei prodotti proibiti

Questo caso � l'occasione per rivedere integralmente le norme del Cio

Claudio Colombo

NAGANO - I Giochi olimpici di Nagano non andranno in fumo per uno spinello, ma a bruciare sul fuoco delle polemiche potrebbe essere tutta la tematica sul doping impostata in questi anni dal Cio. Il caso Rebagliati apre ufficialmente la crisi dell'istituzione antidoping, dopo che, al di fuori dell'Olimpiade, ci sono stati negli ultimi tempi ampi segnali di disagio e di inadeguatezza: dal caso nandrolone legato a Paola Pezzo, ma anche ad atleti francesi, al caso Pontoni. Comunque finisca la vicenda di Nagano, piena di affascinanti similitudini con quella di Ben Johnson, ma totalmente diversa per peso specifico e importanza, al mondo dello sport e soprattutto ai suoi dirigenti si impongono alcune considerazioni.

1) � ormai chiaro che il sistema utilizzato dal Cio per fronteggiare il fenomeno-doping � superato. La lista dei prodotti proibiti � come il programma olimpico, ingrassato da discipline francamente discutibili quando non del tutto inutili. L'elenco, che a tutt'oggi contiene 180 sostanze, va �ripulito� e riconsiderato alla luce delle nuove esperienze.

2) Considerare la marijuana come doping appare, nel contesto sociale di oggi, un eccesso che rischia di trasformare la meritoria caccia all'atleta imbroglione (anabolizzanti, epo e dintorni) in una ridicola rincorsa al bersaglio piccolo. � assodato che la ricerca medica al servizio del doping sta affinando la produzione di agenti mascheranti: la ricerca �buona� al servizio dell'etica sportiva dovrebbe indirizzare gli sforzi in quella direzione.

3) Pu� darsi che il Cio, con questa sentenza, abbia voluto dare non solo una dimostrazione di fermezza ma anche un segnale politico, nel momento in cui la societ� civile sta riconsiderando il problema dell'uso di droghe leggere. � per� vero che debba esistere una elasticit� di norme e regolamenti che tenga conto dei tempi e dell'evoluzione dei costumi.

4) La legge c'� ed � dunque sbagliato, oggi, chiedere clemenza per Rebagliati: il suo caso deve essere invece lo spunto per una profonda revisione delle norme anti-doping. E questo pu� essere fatto con una Conferenza mondiale che raggruppi Cio, Federazioni sportive e organizzazioni mediche. Ma soprattutto con l'unificazione mondiale (norme, sanzioni, metodologia delle analisi) del sistema per combattere il doping.

Quanto a Rebagliati, la sua ridicola difesa (inalazione di fumo passivo) gli ha fatto perdere un'occasione storica: quella di rappresentare un elemento di rottura dell'ordine costituito. Poteva essere l'uomo che ha fatto fare marcia indietro ai Giochi: rimarr� lo snowboarder che si faceva gli spinelli.


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SCANDALI E SPINELLI: NEL 1980 PAUL MCCARTNEY FU ARRESTATO PROPRIO IN GIAPPONE

Quel vizietto da Beat Generation che sfida il sacro fuoco dei Giochi

Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello, cantava Stefano Rosso. Bello, purtroppo, mica tanto, se ora tracce di marijuana nelle urine rischiano di costare la squalifica e la perdita della medaglia al campione canadese di snowboard Ross Rebagliati. Il quale, peraltro, si dichiara vittima del �fumo passivo� dicendo che lo spinello non l'aveva fumato lui, ma gli amici che in suo onore, alla vigilia della partenza per le Olimpiadi, avevano organizzato una grande festa, il 31 gennaio, a Whistler, nella British Columbia.

E poi ha aggiunto: da dieci mesi non mi faccio un joint. Gi�, per�, da un lato le regole rigide dei Giochi olimpici (va punito anche chi usa sostanze che invece di potenziare le prestazioni possono deprimerle), dall'altro la dura guerra della polizia giapponese contro droghe leggere e pesanti - proprio in Giappone, nell'80, Paul McCartney fu arrestato perch� trovato in possesso di 200 grammi di marijuana - hanno trasformato il caso Rebagliati in uno scandalo. Tanto pi� clamoroso se si pensa che per la sua specialit�, lo snowboard, questa era la prima volta alle Olimpiadi. Dopo una lunga discussione, in cui molti mettevano in risalto il carattere anarchico, selvaggio di quanti praticano la specialit�, accusati per di pi� di portare capelli tinti, ascoltare musica a tutto volume e vestire alla moda grunge.

Ross e i suoi fratelli, insomma, sono ragazzi pi� simili agli hippies di un tempo ormai passato che non agli atleti da record mondiale, molto pi� vicini ai surfisti che non agli asceti del centesimo di secondo.

E, proprio come i surfisti (ricordate il bel film di Kathryn Bigelow, �Point Break�?), assai portati all'uso di erba, da fumare in una sorta di rito tribale tutti insieme appassionatamente, in attesa della Grande Onda o della discesa pi� ardita sulla neve alta cos�.

Un po' figli dei fiori, un po' bad boys, quelli dello snowboard tra Usa e Canada si trovano adesso a interpretare l'ennesima variazione del grande mito americano. Dei giovani ribelli, cio�, che sfidano l'istituzione, anche nelle forme della bandiera cerchiata di Olimpia.

Dall'alto dei cieli James Dean li guarda e sorride, e se fosse ancora vivo il grande poeta Allen Ginsberg, forse non si sarebbe persa l'occasione di dedicare un'ode a questo campione decisamente insolito. Al quale, certamente, guarderanno con grande simpatia fratelli maggiori assai famosi come Jack Nicholson, Dennis Hopper, Peter Fonda e perfino Jeff Bridges, fresco interprete del nuovo film dei fratelli Coen, densa vicenda condita con molto fumo.

Mentre da molte parti si reclama una totale liberalizzazione della marijuana, sulle nevi di Nagano si gioca lo scontro fra culture. Contro i custodi della pubblica moralit� un po' bacchettona, il giovane Ross, forse inconsapevolmente, si porta dietro l'eredit� dei poeti della Beat Generation, dei musicisti rock (�sex and drugs and rock and roll� fu l'inno di Ian Dury), del cinema on the road, del reggae di Bob Marley. E di quanti, anche in Italia (ricordate Re Nudo, le feste al Parco Lambro, i poeti a Castelporziano?) hanno sempre messo insieme liberazione e spinello.

Certo, le vie della droga possono spesso anche essere pericolose e senza ritorno. Per� la scelta del fumo, come diceva Vasco Rossi, quello che che andava al massimo al Messico, consente di volare �senza rischiare�.

Ranieri Polese


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