| Domenica, 11 Gennaio 1998 | |
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ROMA - Per combattere la droga il procuratore generale della Cassazione Ferdinando Zucconi Galli Fonseca propone �la somministrazione controllata� delle sostanze stupefacenti, come gi� avviene in altri Paesi. Molte le reazioni. La prima � di Scalfaro, presente al discorso del pg alla inaugurazione dell'anno giudiziario: una smorfia di disappunto. Secco il no di An, ma anche il presidente dei popolari, Gerardo Bianco, esclude che la proposta possa essere accolta. Dal Pds e dal governo reazioni pi� positive. Quella del pg � stata una impietosa analisi di una giustizia malata, con processi interminabili che ci procurano continue condanne dall'Europa. Un quadro nero, appena temperato da una modesta diminuzione dei reati, soprattutto minorili.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
ROMA - Droga prescritta dai medici per combattere la piaga della tossicodipendenza. � la prima volta che un alto magistrato si esprime apertamente a favore di un cambiamento radicale nelle strategie per la lotta all'assunzione di eroina. Ferdinando Zucconi Galli Fonseca, procuratore generale della Corte di Cassazione, durante il discorso di apertura del nuovo anno giudiziario, ha ricordato che la diffusione delle sostanze stupefacenti � in espansione. E per questo motivo, ha spiegato, bisogna �considerare con grande attenzione le nuove impostazioni criminologiche e terapeutiche condotte in alcuni Paesi, mediante iniziative non di liberalizzazione del commercio ma di somministrazione controllata delle droghe sulla base di prescrizioni mediche, inserita in programmi di assistenza e di reinserimento sociale dei tossicomani�. Per Galli Fonseca, �queste iniziative - la cui efficacia rimarr� tuttavia limitata se non saranno estese in sede internazionale - ottengono il duplice effetto di incanalare i tossicodipendenti sulla via della legalit�, sottraendoli alla stretta del circuito criminale, e insieme di proteggere la loro salute, con risultati che le statistiche dimostrano positivi�.
Il Procuratore generale della Suprema Corte ha sottolineato altri argomenti per sostenere la bont� della sua tesi: in questo modo si riuscirebbe a contrastare �il traffico illecito di stupefacenti, con la finalit� di togliere alla malavita una parte degli introiti ingentissimi che da esso ricava�. Due elementi sono stati inoltre messi in evidenza dall'alto magistrato per evidenziare la gravit� della situazione: il 30 per cento della popolazione carceraria (20.000 persone) � costituito da tossicodipendenti, quattro detenuti su cento sono affetti da Aids.
I dati statistici rilanciano l'emergenza-droga. Sono oltre 120.000 i tossicodipendenti in terapia nei centri pubblici, 15.000 in comunit�: i drogati �sommersi� sono stimati attorno ai 250.000. Et� media: 30-34 anni. La sostanza-killer continua ad essere l'eroina (provoca il 96,2 per cento dei decessi), seguita dalla cocaina (2,6) e da altre sostanze come l'ecstasy (0,8). I morti sono aumentati: nel '96 sono stati 1.293, ai massimi storici come nel '91. L'incremento non � per� omogeneo: in Emilia Romagna nel '96 ci sono stati 45 morti in pi� del '95, nel Lazio 33 in meno. Il 92 per cento delle vittime sono uomini. Le province pi� colpite dai lutti: Milano (102), Napoli (93), Torino (93), Roma (73) e Genova (72).
Immediate le reazioni alla proposta del Pg. La prima, proprio mentre leggeva il passo della relazione sulla droga, � stata di Scalfaro: come se non condividesse le parole dell'alto magistrato, il capo dello Stato ha fatto una smorfia, ha inarcato le sopracciglia e mosso impercettibilmente il capo, mentre gli angoli della bocca scendevano gi�, quasi fino al mento. �Bravo Galli Fonseca�, ha invece applaudito il responsabile della Sanit� per il Pds, Gloria Buffo. Secondo la quale, �la strategia proibizionista ha fallito, sia nel reprimere il traffico illecito, sia nel tutelare i cittadini (compresi i tossicodipendenti)�.
Per il presidente di An Gianfranco Fini la relazione del Pg, nella parte in cui ha parlato della droga, �ovviamente non ci � piaciuta�. Pi� esplicito il coordinatore del Partito, Alfredo Mantovano: �I dati a nostra disposizione sulla liberalizzazione in Svizzera e Olanda dimostrano che non sono esperimenti soddisfacenti�. Secondo Marco Taradash (Forza Italia) � stata confermata �dalla pi� autorevole delle tribune una verit� scientificamente indiscutibile, che soltanto un residuo totalitario ed ideologico, o teologico, ha finora impedito al mondo politico di accettare: il flagello della droga � provocato per la parte maggiore, se non massima, dalla politica di proibizione�.
Prudente Rosy Bindi. �Non commento. Come ministro, aspetto che queste cose me le dica, e le decida, il Parlamento�. Il sottosegretario alla Giustizia, Franco Corleone, ha espresso �soddisfazione� per le parole di Galli Fonseca perch� �la richiesta che si affronti, non solo con sperimentazioni limitate ma in termini generali il problema di sottrarre al circuito criminale i tossicodipendenti e proteggere la loro salute, ha un carattere straordinario�. E se l'ex senatore del Pds e attuale magistrato Ferdinando Imposimato ha parlato di �tesi pericolosa perch� � il preludio alla legalizzazione�, il portavoce dei Verdi, Luigi Manconi, ha criticato l'�informazione censurata� della maggior parte dei tg della mattinata di ieri che non hanno riportato �mezza parola� della posizione del Pg sulla droga.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
ROMA - Ha agito come un cuneo, la proposta del procuratore generale Galli Fonseca: in poche ore, tutte le comunit� che ospitano tossicodipendenti si sono schierate su un fronte o sull'altro. Si va dal �s� di don Luigi Ciotti al �no� di Andrea Muccioli, e in genere sono proprio i �no� a prevalere.
�Sbalordito e amareggiato� si � detto don Oreste Benzi, dell'�Associazione Papa Giovanni XXIII�: �La salute dei tossicodipendenti - questo il suo commento - non si protegge dando loro eroina perch� la droga conduce alla morte lenta della persona sul piano spirituale, fisico e sociale�. Solo con una politica seria, ha aggiunto don Benzi, si pu� ridurre il numero dei drogati in Italia e nel mondo: �Invece di spendere soldi per somministrare droga si creino occasioni di lavoro�.
Contrario anche don Pierino Gelmini, fondatore della comunit� �Incontro�. Alla sua posizione si � riferito Ferdinando Imposimato, magistrato e consulente giuridico della stessa comunit�: �La tesi del procuratore generale - ha detto - � pericolosa perch� rappresenta il preludio alla legalizzazione della droga, che sarebbe devastante, come hanno giustamente posto in evidenza persone come don Pierino Gelmini e Pino Arlacchi�. Sul fronte opposto si schiera invece don Andrea Gallo, responsabile della comunit� San Benedetto al Porto di Genova, che parla di �isterico proibizionismo�: �Finalmente questa stregoneria che si chiama eroina comincerebbe ad avere un nome scientifico, ad essere considerata un farmaco. La somministrazione controllata � da auspicare perch� in questo modo la classe medica si affianca agli altri servizi�. Don Gallo si dice critico anche con gli �amici cattolici�: �Nel documento della Santa sede dello scorso anno si vuole imporre uno stile di vita che nessun potere dovrebbe poter imporre�.
Possibilista, con qualche venatura negativa, monsignor Vinicio Albanesi, presidente del Coordinamento delle comunit� di accoglienza: �Sarei d'accordo se questo facesse parte di un progetto completo in favore del recupero e del reinserimento dei tossicodipendenti. Ma il rischio, invece, � che, come accade spesso in Italia, si finisca per procedere a una semplice distribuzione di droga, mercato legale che si va a sovrapporre al mercato illegale�.
Massimo Barra, presidente della fondazione �Villa Maraini� di Roma, pur dichiarandosi �storicamente non favorevole alla legalizzazione delle droghe�, anche perch� �il consumo � proporzionale alla facilit� di reperimento�, definisce �saggia� la proposta di Galli Fonseca: �Il dubbio che la somministrazione controllata possa essere utile, c'�: utile, soprattutto, a quel mondo sommerso di tossicodipendenti che rifiutano anche il metadone, e si procurano a ogni costo l'eroina. E l'unico modo per togliere questo dubbio � passare alla sperimentazione, purch� in strutture adeguate come la nostra�.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
ROMA - �Non ho mai sentito che si curi la dipendenza dalla droga con altra droga. Che cos'�: omeopatia? Le terapie sono altre�.
Veramente il procuratore Galli Fonseca ha fatto riferimento alle terapie gi� sperimentate all'estero.
�Il mio timore � che si cominci con l'ammettere l'uso della droga come cura, sotto controllo medico; poi arrivano certi pretori e alla fine la distribuzione degli stupefacenti viene affidata alla discrezione delle Usl. Guardi quello che sta succedendo con il caso Di Bella�.
Cos� Gerardo Bianco, presidente del Partito popolare, boccia le parole del procuratore generale Galli Fonseca. Che ora rischiano di aprire una nuova crepa all'interno della maggioranza. Perch�, continua Bianco, �tutto il Partito popolare � contro la liberalizzazione: � una decisione che abbiamo ribadito all'unanimit� nel congresso dell'anno scorso�.
Invece i ministri pidiessini, gi� altre volte, si sono detti favorevoli a una certa liberalizzazione, mentre il ministro della Sanit� Rosy Bindi...
�E tutti noi del Ppi con lei siamo contrari. Nel programma dell'Ulivo non si prevede la liberalizzazione della droga�.
Neppure quelle leggere?
�Non esiste differenza perch� come ha detto don Mazzi la distinzione con i nuovi tipi di stupefacenti chimici non ha pi� senso. Dico di pi�: il governo non deve prendere posizione e chi fa parte della maggioranza si deve attenere al programma dell'Ulivo. Altrimenti mette a rischio la tenuta della coalizione. L'argomento non � in discussione�.
Sulle pene per i tossicodipendenti il Ppi si � dimostrato disposto a discutere.
�Certo, ma quello � un altro problema: � un problema di recupero dei tossicodipendenti. Malgrado le buone intenzioni nel modo di pensare del procuratore invece c'� una sorta di accettazione passiva dei mali sociali. Cos� non si risolvono i problemi e si d� un colpo alla tenuta della societ�, le virt� civili e morali vengono scacciate dalle mele marce. Dico francamente: io mi sarei aspettato ben altro discorso dal procuratore�.
Che cosa sperava che dicesse?
�Mi sarei aspettato che parlasse delle cause della criminalit� legata alla droga: il disagio giovanile, lo sradicamento, l'emarginazione, la disgregazione delle famiglie�.
Difficile per� che le parole del procuratore generale restino lettera morta. E i dati sulla criminalit� indotta dal consumo di droga sono pesanti.
�S�, ma la soluzione non � questa. Tra l'altro quello che sostiene Fonseca � tutto da verificare: da indagini anche giornalistiche non vedo risultati positivi nelle esperienze straniere. Anzi, si sono creati ghetti, non � diminuito il rischio di criminalit� collegata alla droga. Due anni fa quando della tossicodipendenza discusse il Parlamento europeo ricevemmo centinaia di richieste proprio dalla Svezia, Paese permissivo, che ci chiedevano di non cedere alla tentazione di liberalizzare l'uso della droga�.
Ma adesso il Parlamento europeo ne dovr� ridiscutere.
�C'� una risoluzione, sull'onda della pressione dell'opinione pubblica olandese, che chiede al Parlamento di rimangiarsi la decisione di due anni fa. Ma come � noto i governi Blair e Kohl in sede di Consiglio europeo hanno sempre insistito che la priorit� � lo sradicamento dell'uso della droga e non l'acquiescenza alla situazione esistente�.
Lei quale soluzione suggerisce per sradicare il fenomeno della droga?
�Ci vogliono programmi di recupero, bisogna potenziare le strutture per la rieducazione e il reinserimento dei tossicodipendenti. E, ripeto, possiamo modificare le norme sulla carcerazione, che non deve essere soltanto una pena repressiva�.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
ROMA - �Bene. Molto bene, La posizione del procuratore generale � sicuramente seria, onesta e non conformista�. Sono miele le parole di Zucconi Galli Fonseca per Marco Pannella, mobilitato dal 1965 nella battaglia antiproibizionista, promotore di vari referendum (l'ultimo bocciato dalla Corte costituzionale proprio un anno fa) e negli ultimi mesi organizzatore di alcune distribuzioni gratuite di spinelli in giro per Roma.
Ecco la spiegazione di Pannella: �Fonseca ha ribadito quello che chiunque sia in buona fede, a lume di buon senso, pu� capire: la microcriminalit� non � il risultato del consumo di droghe ma della negazione del diritto alle cure e dell'assegnazione di un monopolio della droga alla criminalit� organizzata. Dopo il discorso dell'apertura dell'anno giudiziario possiamo finalmente constatare che c'� un magistrato a Roma e una persona onesta nei piani alti del Palazzo�.
Addirittura una sola.
�Non si pu� fare a meno di considerare quanto in Italia mafie politiche e antimafie giudiziarie - mi riferisco ai vari Caselli che parlano su tutto ma mai su questi temi - siano in modo davvero commovente unite e solidali per negare il problema del proibizionismo. Certo Fonseca affronta soltanto una delle questioni: quella della proibizione delle cure, che � un'infamia�.
Cio�?
�Negli altri Paesi europei, un medico pu� curare un paziente come meglio crede, secondo coscienza: questo dice il giuramento di Ippocrate. In Italia invece l'ordine dei medici subisce senza fiatare questa follia che � il divieto di somministrare droghe, malgrado sia cos� sottratto ai suoi rappresentati il diritto e il dovere di ubbidire al giuramento�.
Dice a nome del Partito popolare Gerardo Bianco che dalla liberalizzazione delle droghe per curare i tossicodipendenti si pu� passare alla liberalizzazione e depenalizzazione tout court.
�Non capisce, parla senza sapere, senza aver studiato dal punto di vista sociale, teologico e scientifico il problema. Per la liberalizzazione delle cure noi abbiamo fatto campagna elettorale in occasione delle amministrative a Roma. E ora il sindaco Rutelli sembra che si stia orientando in questo senso. Oltretutto il Partito popolare romano non � contrario�.
Ma il ministro della Sanit�...
�Il governo non pu� fare orecchie da mercante, per censurabili ragioni di equilibrio interno, davanti alle parole del procuratore generale. Sarebbe il caso che il ministro della Sanit� Rosy Bindi uscisse dal suo inopportuno riserbo sull'argomento. Anche la Chiesa credo sia pronta a fare qualche passo�.
Per ammettere l'uso terapeutico della droga?
�S�. Anche se poi noi abbiamo un'altra battaglia che � quella per la depenalizzazione della "cessione" gratuita di quelle che chiamiamo non droghe. Purtroppo in Italia, quando si tratta di droga si fa dell'ipocrisia una regola di condotta. La legge deve riuscire ad occuparsi della droga e dei tossicodipendenti�.
La legge penale lo fa gi�.
�S�, ma se solo si persegue un fatto come delitto, viene perseguito una volta su diecimila. E' come per il divorzio�.
Non � proprio la stessa cosa.
�E invece s�, ma posso citare anche l'aborto, � lo stesso principio. Quando la legge non se ne occupava, c'erano lo stesso divorzi di fatto e aborti clandestini: il proibizionismo provoca sempre un flagello morale, sociale e istituzionale. Tornando alla droga posso annunciare gi� da ora che entro i prossimi due mesi comincer� una grandissima campagna di stampa a livello europeo, in Francia e Gran Bretagna. A quel punto qualcosa dovr� cambiare�.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
MILANO - �Mi sembra che il signor Galli Fonseca ignori completamente ci� di cui parla. Chi propone la somministrazione dell'eroina cerca solo una scorciatoia fasulla, irresponsabile, per risolvere il problema�.
Andrea Muccioli, 33 anni, ha ereditato dal padre Vincenzo la guida della comunit� di San Patrignano: �Oggi abbiamo 1.800 ospiti - dice - e qualche migliaio in lista d'attesa. Dal 1990, abbiamo sostituito 1.600 anni di carcere con altrettanti di percorso nella comunit�. Perci� penso di poter dire qualcosa su questa proposta, che mi angoscia: � grave che i rappresentanti di importanti istituzioni non colgano con un briciolo di umilt� le reali cause che portano un ragazzo a bucarsi. E sparino proposte superficiali, basate sull'ignoranza. O sul cinismo, sul calcolo: perch� dietro pu� esserci molto di pi��.
Che cosa?
�La strategia dei piccoli passi, iniziata nel '93: Pannella e gli altri allora sostenevano la liberalizzazione della droga. Si scontrarono con il rifiuto della societ�, ora tornano alla carica. E non solo in Italia�.
In che senso?
�C'� un movimento internazionale, ben organizzato e dotato di capitali, che vuole legalizzare la droga in tutto il mondo. La prossima settimana, il Parlamento europeo discuter� una proposta di legge, cinica e criminale, per generalizzare il consumo delle droghe leggere e la somministrazione dell'eroina. Noi delle comunit� faremo una sommossa civile. Ma � la societ�, tutta, che deve farsi sentire�.
La somministrazione, dicono i suoi sostenitori, protegger� la salute di chi si buca...
�Falso. Avremo uno Stato che, invece di preservare la salute e la dignit� dei suoi cittadini, li droga. E che crea cittadini di serie B, i tossicodipendenti, da cronicizzare nel loro disagio assistito. Come se lo Stato dicesse a ogni ragazzo che si buca: bene, sei nella categoria dei drogati, io ti assisto finch� tiri le cuoia, sperando che avvenga presto, ma intanto fai il bravo, non infastidire i cittadini di serie A. Ma la strada � un'altra�
Quale?
�Dalla droga si esce con un percorso educativo che aiuti a riconquistare libert� e dignit� di uomo. Ma ci vuole, nei privati, o nello Stato, grande impegno e disponibilit� di chi aiuta. Mentre � pi� comodo per lo Stato liquidare il problema con un bicchierino di metadone o un po' di eroina�.
L'esperimento svizzero � indicato come un successo...
�E' stato fatto sulla pelle dei pi� deboli. Ed � stato un fallimento. Solo il 3 per cento dei 1.145 giovani coinvolti ha deciso di smettere. E non sappiamo quanti smetteranno davvero. Lo ripeto: se si vogliono drogare quei ragazzi perch� non diano fastidio agli altri, lo si dica apertamente, santo Dio, e chi vuole questo se ne deve prendere la responsabilit�.
Non pensa che la somministrazione eliminerebbe spaccio e piccoli reati?
�Altra falsit�. Si � visto con il metadone, che continua a essere spacciato davanti ai centri pubblici�.
Si parla di libert� di scelta...
�Mi fa ridere chi ne parla. Non c'� alcuna libert� nel drogarsi. Mai�.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
MILANO - Don Luigi Ciotti, � d'accordo col procuratore generale Galli Fonseca?
�Certo, la somministrazione controllata delle sostanze rientra in quel tentativo di "riduzione del danno" che il gruppo Abele sostiene da sempre. A una condizione, per�...�.
Quale?
�La sperimentazione dev'essere seria, in un progetto ampio che abbia come scopo la ricostruzione dell'uomo. Per uscire dalla droga non c'� una via miracolosa, le strade sono tante. La somministrazione controllata non funziona per tutti, ma solo per chi ha rotto coi servizi di recupero pubblici e privati, prende sostanze pesanti�.
Gli irrecuperabili...
�Nessuno � irrecuperabile. Ecco, l'errore � questo: l'obiettivo dev'essere di ridare la dignit� all'uomo, non di considerarlo un contenitore di droga nel quale metterne altra, illudendoci che il problema si risolva. Questa via serve se, domani, si pu� garantire davvero una vita di non-dipendenza�.
Ed � possibile?
�S�, purch� non si somministri solo il farmaco, ma anche altro: un lavoro, una vita di relazione, un sostegno psicologico... Sono stato in Svizzera e l'esperimento l� funziona. C'� un riscontro nella diminuzione del crimine, della mortalit�, del mercato della droga. Chi ha smesso, per�, ha trovato l'opportunit� vera di rifarsi una vita�.
Galli Fonseca dice che il tossicomane delinque pi� per il proibizionismo, che per gli effetti psichici della droga.
�Se ne pu� discutere molto. La via repressiva nasconde i fenomeni, ma non li risolve; tranquillizza la gente, ma non aiuta i ragazzi. E' giusto che la gente si preoccupi (senza esagerare), ma non c'� solo l'affermazione della legalit�. Serve anche l'affermazione dei diritti della persona. Se con le sanzioni penali spingiamo i ragazzi a nascondersi, sar� pi� difficile recuperarli. Noi dobbiamo stanarli, invece. Anche col supporto dei farmaci, della somministrazione. Stanarli significa non parlarne solo nei momenti d'emergenza, vuol dire evitare che delinquano. Nelle nostre carceri ci sono 500 minori. E ciascuno - fra magistrati, psicologi, guardie - costa quattro milioni al giorno. 120 milioni al mese! Con quella cifra, si potrebbe fare qualcosa di meglio che tenerli in una cella�.
L'errore da evitare?
�Le guerre di religione, questo oscillare tra un illusorio antiproibizionismo e un ingiusto "sbatteteli tutti in galera": la droga pesante libera � un errore, ma anche il carcere lo �, perch� non dissuade. Bisogna invece rispettare la sofferenza della persona, non strumentalizzarla; capire che la droga � il sintomo d'un disagio, non la causa. Ci sono persone orfane di tutto. Dare risposte, offrire un cammino nuovo, educare le famiglie. E poi ricordare sempre che le mafie ringraziano...�.
Di che?
�Dopo 33 anni di comunit� Abele, non ho visto il mercato della droga cambiare d'una virgola. L'unica novit� sono i tipi di sostanze. Il loro mercato, le mafie, ce l'hanno sempre. Le comunit� di recupero sono tante, ben vengano impostazioni contrarie. Ma niente crociate. Perch� le mafie ringraziano�.
| Domenica, 11 Gennaio 1998 |
MILANO - �Noi non distribuiamo droga. La prescriviamo, come si fa con una medicina�. Gli svizzeri, �a va sans dire, tengono alla precisione. E il dottor Thomas Zeltner non ama che il suo Programma di prescrizione gratuita dell'eroina - modello indicato da Galli Fonseca - sia confuso con il Platspitz, nome d'un parco zurighese nel quale si speriment� anni fa la vendita libera di �roba�. Direttore dell'Ufficio federale della sanit� pubblica, 50 anni, nella sua casa bernese Zeltner si fa leggere le parole del procuratore italiano: �Un'apertura interessante�, commenta. E passa a spiegare come funziona la via elvetica al recupero dei tossicomani: �Da noi ci sono parecchi modelli di somministrazione, e questo non va confuso nemmeno col normale metadone. Noi ci occupiamo solo di gente che non ha avuto risultati con altri sistemi, o col programma d'astinenza. Chi viene, sa che la cura sar� la pi� lunga di tutte e dovr� sottoporsi a sedute di psicoterapia�.
Dal '94 a oggi, la droga � stata somministrata in 18 citt� a 1.146 tossicodipendenti (in Svizzera ce ne sono circa trentamila), 800 dei quali eroinomani. La terapia dura tre anni ma i dati ufficiali, per ora, coprono solo i primi 24 mesi di trattamento: �Pi� dell'80 per cento dei ragazzi - dice Zeltner - ha deciso di proseguire il programma. E chi sta continuando, � in uno stato psicofisico radicalmente mutato. Nessuno di loro lavorava, quando � cominciata la somministrazione, e dopo un anno-un anno e mezzo tutti avevano gi� un'occupazione: chi in un posto pubblico, chi sul libero mercato. Molti si guadagnano da vivere come camerieri nei ristoranti�. Anche le fedine penali si sono disintossicate: �Non sappiamo se la criminalit� caler�, perch� l'esperimento per ora � sul 5 per cento dei tossicomani svizzeri. Per� il 70 per cento di chi � stato ammesso al programma aveva commesso reati contro il patrimonio: dopo un anno, solo il 10 per cento ha commesso nuovi delitti�. Per accedere alla droga di Stato bisogna avere almeno 20 anni d'et� e due di schiavit� da oppiacei: �I nostri tossicodipendenti sono soprattutto maschi trentenni - dice il direttore generale della Sanit� -, hanno avuto 10 anni di dipendenza dall'eroina, hanno trascorso mesi in carcere, nel venti per cento dei casi sono sieropositivi�.
Ci sono state molte polemiche. Ma lo scorso settembre, quando il movimento Jeunesse sans drogue ha raccolto 140 mila firme per bloccare l'esperimento, il 70 per cento degli svizzeri chiamati al referendum ha risposto con un no: �La questione morale � importante - dice Zeltner -, il nostro progetto � stato vistato dal Consiglio etico centrale. E la risposta � stata: se l'unica scelta � fra la morte e una vita miserabile, l'esperimento dev'essere fatto. Tutti i partiti, esclusa l'estrema destra, si sono detti d'accordo. E anche i medici e le chiese ci hanno sostenuto�.
Il Grande Somministratore non s'illude molto: �Questo programma non � un miracolo che pu� cambiare tutto. E' una terapia di seconda scelta, che richiede medici e infermieri con grande esperienza di tossicodipendenti. Le persone da curare vanno scelte bene, come i posti in cui somministrare: i vicini e la polizia non devono creare troppi problemi alle cliniche, altrimenti il programma fallisce�. Ma quando funziona... �L'altro giorno sono andato da un ragazzo che seguivo da anni - dice Zeltner -. Era un miserabile, ora � un'altra persona: quasi quasi, non lo riconoscevo�.