| venerdi, 6 febbraio 1998 | |
BOLOGNA - Somministrazione controllata dell'eroina. La discussione su questa proposta, lanciata quasi un mese fa dal procuratore generale della Cassazione Galli Fonseca all'apertura dell'anno giudiziario, era la pi� attesa alla terza conferenza sulle tossicodipendenze, organizzata dall'ERIT (Federazione europea delle associazioni degli operatori) al centro congressi �Junior Group� di Rastignano. E proprio su questo tema � stato sollecitato il ministro per la Solidariet� sociale, Livia Turco.
Ma lei ha tagliato corto, concedendo poche speranze ai fautori della somministrazione controllata dell'eroina: �Sul problema si � gi� espresso il presidente del consiglio Romano Prodi, dichiarando che il governo non prender� misure. L'Italia non � ancora pronta per questo tipo di esperimenti�.
Il presidente dell'ERIT, Umberto Nizzoli, aveva gi� anticipato il suo parere negativo: �Non non faremo alcun appello per la liberalizzazione o la somministrazione controllata delle droghe pesanti, perch� � estremamente pericoloso. Se ne pu� discutere, dopo aver stabilito dei limiti, per non creare nuove epidemie di dipendenze. Messi dei paletti precisi, in caso di situazioni cliniche molto gravi, l'eroina pu� essere somministrata. Ma per ora diciamo no, perch� non ci sono protocolli precisi�.
L'intervento di Livia Turco al convegno di ieri pu� aver deluso qualcuno per la netta presa di posizione sul problema della distribuzione controllata dell'eroina, su cui ha dato una risposta definitiva, ma ha permesso di fare il punto sulla situazione-droga in Italia. Il ministro ha ammesso la carenza di collegamento delle politiche sociali dei ministeri (Sanit�, Istruzione, Affari sociali, Interno), che finora hanno lavorato ognuno per conto proprio: �Questo � stato un errore�, ha detto il ministro, che si � detto completamente d'accordo con la sentenza della Corte di Cassazione, che mercoled� ha indicato l'uso di pene lievi per chi usa droghe leggere.
�Sentenza giusta - ha dichiarato Livia Turco -. Alcune sanzioni sono inefficaci e sbagliate. Per esempio, il ritiro della patente. � sbagliato, perch� spesso sembra essere un provvedimento ideologico. Inefficace, perch� invece di favorire l'uscita dalla droga, pu� spingere al coinvolgimento dell'interessato in altre situazioni illegali�.
Il ministro ha promesso un intervento immediato del governo sul tema delle droghe: �Abbiamo insediato la consulta degli operatori, e a marzo ci sar� la prima riunione. Valuteremo come lavorare nelle scuole, e i diversi livelli di intervento. Dovremo pensare a circuiti alternativi e al potenziamento dell'affidamento in prova ai servizi sociali. Inoltre il Parlamento � chiamato a depenalizzare i reati minori. E sar� anche il Parlamento, se lo riterr�, a legalizzare le droghe leggere�.
Infine, l'ultima questione: la scarsa conoscenza sul fenomeno delle nuove droghe, come l'ecstasy e altri derivati delle anfetamine. �Il principale problema delle tossicodipendenze in Italia - ha ammesso il ministro - sono le nuove droghe: su questo continuiamo ad essere impreparati. L'esperienza degli operatori sociali perci� ci sar� di grande aiuto�.
| venerdi, 6 febbraio 1998 |
ROMA - Le parole di Livia Turco hanno riaperto il dibattito sulla somministrazione controllata di eroina. E nel suo partito, il Pds, non tutti sono d'accordo con le parole del ministro per la Solidariet� sociale. �Non credo - afferma infatti Gloria Buffo, responsabile Sanit� e tossicodipendenze - che sperimentare un intervento sanitario per salvare la vita e migliorare le condizioni di salute e la dignit� dei tossicodipendenti cronici, come � stato in Svizzera con buoni risultati, sia una iniziativa che richiede condizioni particolari�. Il passo indietro della Turco non � piaciuto neppure ai Verdi. �Il ministro Livia Turco e con lei il ministro Flick, devono avere pi� coraggio nell'affrontare le politiche sulle droghe e non nascondersi dietro la neutralit�. Lo ha affermato il deputato dei Verdi, Paolo Cento, che ha poi lanciato la stoccata: �Il vero rischio - ha detto Cento - � che siano solo loro a non essere maturi per avviare provvedimenti in materia di droga. Il Paese infatti, al contrario di quanto afferma il ministro Turco, � ormai pronto per affrontare seriamente questo problema�.
Anche Antonio Di Pietro � �sceso in campo� esternando sul problema: �Siccome il primo obiettivo � la salute delle persone e siccome la droga nuoce alla salute delle persone sono contrario a ogni forma di liberalizzazione o di somministrazione�, ha dichiarato l'ex pm. Per Di Pietro �il primo obiettivo � non avere una persona malridotta e la droga crea danni alla salute. Altro obiettivo, da colpire, � il guadagno illecito e certamente la liberalizzazione lo ridurrebbe o lo eliminerebbe. Io sono molto amico di Pannella, ma le sue argomentazioni non mi convincono. Sono anche per il divieto della liberalizzazione, ma ci sono ottime ragioni anche per la tesi opposta. Il mio � un "no" ma con rispetto�.
�Soddisfazione� per le parole del ministro Livia Turco �sulla depenalizzazione e la sperimentazione delle sostanze stupefacenti� � stata espressa dal responsabile sanit� del Ppi, l'onorevole Giuseppe Fioroni. �Sulla scorta di queste indicazioni - ha aggiunto Fioroni - diventa quanto mai urgente una convocazione della conferenza Stato-regioni-citt� per sospendere ogni forma di somministrazione di eroina�.
Soddisfatta anche l'opposizione, anche se An critica il ministro su un altro campo, quello delle droghe leggere. Il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile dell'ufficio per i problemi della famiglia di Alleanza nazionale, va all'attacco: �Alla Turco, che vuole rivedere perfino le sanzioni amministrative per chi si droga, diciamo che invece di annunciare l'abolizione del ritiro della patente per chi fuma spinelli, dovrebbe preoccuparsi di farsi promotrice in Parlamento di una riforma della legge sulla droga�.