| Articolo tratto dal numero di maggio di ![]() la rivista dei cantieri sociali Supplemento de il manifesto |
Gli incontri che si sono tenuti alla facolt� di scienze della formazione di Bologna e al Centro sociale Leoncavallo di Milano tra fine marzo e primi di aprile, hanno segnato una piccola ma significativa tappa nella reintroduzione della canapa nella farmacopea italiana. Siamo ai primi, quasi impercettibili vagiti di una nuova pagina sull'uso di una pianta per anni demonizzata. Forse, proprio in tempi di guerra, � utile conoscere meglio un medicinale poco gradito ai governi e alle case farmaceutiche. L'incontro "per uno spazio antiproibizionista europeo. L'uso medico della cannabis" che si � svolto a Bologna e a Milano apre uno spiraglio in un'Italia indietro di anni rispetto ad altri paesi europei.Per la prima volta anche in Italia ci si � potuti confrontare con quel vasto movimento di medici e pazienti che ha conquistato terreno in tutto l'emisfero occidentale. Un movimento che, grazie a personalit� di alto valore scientifico come il dottor Gorter dell'universit� della California, ha fatto partire protocolli di sperimentazione dell'uso della canapa indiana in medicina riguardanti centinaia di persone affette da patologie che ne interessano milioni. In molte cliniche inglesi, olandesi, tedesche, svizzere e austriache la sperimentazione dei dottor Gorter inizia a maggio. Per motivi burocratici, non si � riusciti a far partire la sperimentazione anche a Barcellona. A Basilea e a Zurigo gli studi sono iniziati gi� tre anni fa. L'Italia � la grande assente di questo progetto. A favore dell'utilizzo della cannabis in medicina parlano i fatti e l'ultimo rapporto della Camera dei Lords. La legalizzazione approvata l'anno scorso dal governo Kohl dei derivati sintetici comprova l'indiscutibile valore terapeutico nel sostegno ai malati di cancro e ai pazienti con Hiv. Ma la cannabis � utilissima anche come antidolorifico e serve a bloccare gli effetti della paraplegia e della sclerosi multipla. Di fronte ad una platea composta da medici, pazienti e "antiproibizionisti praticanti", la dottoressa Hagenbach dell'istituto paraplegico svizzero ha ribadito il senso di una ricerca scientifica riassumendolo nell'invito a fare "pi� ricerca e meno speculazioni" nei confronti di un rimedio naturale da alcuni acriticamente criminalizzato e da altri esageratamente esaltato. Il dottor Gorter ha raccontato gli inizi della sua esperienza all'indomani dell'epidemia di Aids che sconvolse San Francisco nel corso degli anni 80 e il suo progetto pilota con 360 pazienti affetti da cancro cui vengono somministrati estratti di canapa naturale, di Thc e soluzioni placebo. Ovviamente, poich� fumare � dannoso ai polmoni, la somministrazione avviene rigorosamente per via orale o rettale. Dopo un primo momento di diffidenza e di rifiuto, ora le autorit� collaborano. Dopo "Semina 99", si tratta ora di lavorare a un buon raccolto di primi risultati nel campo della medicina anche in Italia che potrebbero tradursi nell'avvio di una sperimentazione scientifica.
ENRICO FLETZER |
| Se siete interessati al tema degli usi terapeutici della cannabis cliccate qui ! |