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abortoCecilia D’Elia ricostruisce l’elaborazione del principio di autodeterminazione da parte delle donne e le vicende che portarono nel 1978 all’approvazione della legge sull’interruzione volontaria di gravidanza, partendo da una rilettura dei testi femministi e del dibattito politico e istituzionale dell’epoca. Sin da allora la questione dell’aborto rese evidente lo scarto tra la nuova coscienza della donne e le norme che avrebbero dovuto riconoscerla. L’autrice riparte da questo scarto e dalla diversità di piani tra le riflessioni del movimento femminista e il dibattito tra le forze politiche per offrire una rilettura di trent’anni di conflitti che hanno al centro il riconoscimento della soggettività femminile, della sua libertà e responsabilità.

D’Elia si rifà a un patrimonio di riflessione che donne di generazioni diverse hanno prodotto e che rischia di essere offuscato dal discorso pubblico. Salvo rare eccezioni, non solo si discute come se le donne non ci fossero, ma come se non avessero detto nulla di significativo. Si pontifica di morale senza dare alcun valore alla parola femminile, come se fosse irrilevante chi abortisce. Per questo è necessario non criminalizzare la libertà delle donne e non ridurre il corpo femminile a un semplice contenitore passivo di un processo vitale. Bisognerebbe invece cominciare a dire cosa ne è della sessualità, a che punto è il rapporto tra gli uomini e le donne, cosa sono diventate la maternità e la paternità.

In occasione dei trent’anni della legge 194, in Italia si è scatenato un delirio ideologico a cui ha fatto seguito la proposta di moratoria di Giuliano Ferrara, la richiesta della Cei di rivedere la legge per quel che riguarda l’aborto terapeutico e, non ultima, l’irruzione delle forze dell’ordine nel policlinico di Napoli per interrogare una donna che si era appena sottoposta ad un’interruzione di gravidanza. Episodi che rendono necessario riprendere le fila del discorso e, innanzitutto, la battaglia politica. Ma perché la battaglia politica abbia efficacia è necessario tornare alle origini del dibattito sull’aborto in Italia.

La 194, che fu un buon compromesso parlamentare, è finita per diventare una legge intoccabile, il muro che argina la diga di un mai sopito desiderio maschile di rivincita, del contrattacco. Ritornare all’origine può anche aiutare a uscire da una rappresentazione non veritiera del dibattito in corso, schiacciato sull’imperativo della difesa della vita. Può mostrare gli elementi di debolezza di una risposta a favore della scelta delle donne tutta giocata sulla laicità dello Stato, sulla grammatica dei diritti e sul rischio di un ritorno alla triste realtà dell’aborto clandestino. Argomenti veri, ma che da soli non bastano a spiegare l’esperienza dell’aborto. Il rischio è di costringersi a un argomentare povero, di dare anche della laicità una lettura tutta procedurale, dunque di aggirare la rilevanza etica dell’aborto e della responsabilità femminile.

Cecilia D’Elia fa parte del Consiglio scientifico del Crs, Centro di studi e iniziative per la riforma dello Stato. Impegnata da qualche anno nel governo locale, è stata prima presidente della Commissione delle elette della Provincia e poi assessore alle Pari opportunità del Comune di Roma. Attualmente è vicepresidente e assessore alla Cultura della Provincia di Roma.

La collana Citoyens è realizzata in collaborazione con l’Associazione CRS (Centro studi e iniziative per la riforma dello Stato). Fondato da Umberto Terracini nel 1972, con la presidenza di Pietro Ingrao, il CRS sviluppa la tradizione di studio e di ricerca delle forze democratiche e progressiste sui processi di trasformazione degli ordinamenti giuridici contemporanei, dei sistemi politico-istituzionali, degli apparati amministrativi, dei meccanismi di rappresentanza e di intermediazione degli interessi, promuovendo il confronto con studiosi, operatori, istituzioni di ricerca espressione di diversi orientamenti, politici e culturali. Nell’ambito di questi obiettivi, la collana Citoyens rappresenta uno strumento di riflessione e di intervento sui molteplici mutamenti che stanno investendo i sistemi di regolazione politico-istituzionale.

Cecilia D’Elia
L’aborto e la responsabilità
Le donne, la legge, il contrattacco maschile
Collana Citoyens, Pagine 152, Prezzo 9,00