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Droghe e Diritti

Cannabis: le forze dell’ordine non hanno nient’altro da fare?

Continua imperterrita la caccia al coltivatore ed al consumatore di cannabis per uso personale. Il caso degli eremiti di Pistoia e degli attivisti di Freeweed. Il commento di Hassan Bassi.

hassan_bassiQualche giorno fa il Ministero dell’interno ha presentato i dati sull’andamento dei crimini commessi in Italia nell’ultimo anno, che sanciscono un significativo calo dei reati violenti secondo una tendenza che dura ormai da qualche anno. Un’ottima notizia secondo la quale l’Italia è uno dei paesi d’Europa con meno omicidi e con un calo netto delle rapine e furti. Ma c’è un’attività investigativa e repressiva che sembra non conoscere crisi fra le forze dell’ordine, ed è quella della repressione dei piccoli coltivatori e consumatori di cannabis, lo riportano chiaramente i numeri del 7° Libro Bianco sulle Droghe.

Solo lo scorso 18 agosto l’irruzione nel centro sociale Gabrio – alla quale è stata dedicata la rubrica di Susanna Ronconi sul Il Manfesto della scorsa settimane – per sequestrare 70 piantine, ma le notizie si rincorrono. Siena, Roma, Pistoia, Oristano, Avellino, Chieti, una frenetica attività delle forze dell’ordine per sequestri da massimo 12 piantine per volta. Tutti casi di persone che coltivavano qualche pianta di marijuana per proprio consumo personale, incensurati cittadini che per non dover ricorrere al mercato criminale gestito dalle narcomafie hanno sfruttato la naturale capacità di crescita nei nostri climi della perseguitata pianta della marijuana. Viene quasi da chiedersi se il calo dei reati abbia talmente ridotto il prezioso lavoro di contrasto alla criminalità delle forze dell’ordine che si trovano costrette a svagarsi con la caccia alla piantina nascosta.

Significativo in questo senso è il sequestro effettuato ai danni di due eremiti, vicini alla comunità degli “Elfi”, nei pressi di Pistoia. Gli “ Elfi” sono persone che hanno scelto di vivere a contatto con la natura, fuori dalle dinamiche economiche e produttive della società moderna, coltivandosi il cibo e fabbricandosi gli abiti. Pare che l’attività investigativa sia costata due mesi di appostamenti per Carabinieri e Guardie Forestali – immortalate nella foto ricordo su tutti i giornali con le piante sequestrate – per riuscire ad individuare gli ignari coltivatori la cui offensività è evidentemente pari a zero. La cosa è insensata e certo non possiamo darne la colpa solo ai tutori dell’ordine, costretti all’azione da un quadro normativo assurdo che tende a colpire il coltivatore come se fosse uno spacciatore.

Una dubbia buona fede che più difficilmente può essere accreditata ai solerti agenti che la sera del 20 agosto 2016 hanno fermato due attivisti del Progetto Freeweed appena fuori dall’area dell’evento Root Rock Reggae Festival di Roviano dove avevano svolto attività informative a favore dei diritti personali dei consumatori. I fermati non hanno ovviamente nascosto il fatto di fare uso personale di cannabis,  ma non avevano alcuna sostanza proibita con sé. A questo punto le forze dell’ordine hanno costretto gli attivisti a subire una perquisizione presso la propria abitazione dove hanno sequestrato cannabis ed hashish chiaramente dedicate all’uso personale. Ma anche di fronte questa evidenza il giudice ha voluto contestare ai fermati il reato di “detenzione oltre i limiti consentiti per uso personale”. Una posizione difficile da giustificare vista la mastodontica mole di giurisprudenza che evidenza che se la detenzione è per uso personale e non vi sono elementi oggettivi che facciano presumere lo spaccio (divisioni in dosi, materiale per il confezionamento, il “famoso” bilancino di precisione) essa è depenalizzata. Siamo di fronte ad un madornale errore/orrore giuridico, e sarà difficile provare il contrario. Agli attivisti di Freeweed va tutta la nostra solidarietà come a tutti quei coltivatori di cannabis per uso personale che, proprio perchè tentano di sottrarsi al mercato criminale, subiscono e subiranno processi e vessazioni. Ai legislatori va il nostro appello perchè la discussione in corso alla Camera e nel paese sulla regolamentazione legale della cannabis porti – almeno – alla totale depenalizzazione del consumo personale, coltivazione compresa.

lun, agosto 29 2016 » nota a margine | 1903 visite |

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