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Droghe e Diritti

Droga, la società civile dialoga in Europa

Susanna Ronconi, Delegata di Forum Droghe al CSF, scrive sulla posizione delle ONG europee in vista di UNGASS 2016 per la rubrica di Fuoriluogo su il Manifesto del 28 ottobre 2015.

Civil Society Forum on DrugsParte da Ungass 2016 – l’assemblea ONU sulle droghe che si terrà a New York – l’impegno della nuova compagine del Civil Society Forum on Drugs (CSF), l’organismo europeo che, sotto l’egida della Commissione, promuove il dialogo tra istituzioni comunitarie e organizzazioni della società civile. Il CSF è stato rinnovato quest’anno, con 45 associazioni in rappresentanza dei paesi membri e di tutte le diverse, a volte contrapposte, visioni sulle droghe (per l’Italia Itaca, Parsec, Forum Droghe e San Patrignano), e rimarrà in carica per tre anni. All’inizio di ottobre, in occasione della prima assemblea del nuovo CSF, a Bruxelles, si è puntato sulla elaborazione di un testo in vista di Ungass, partendo dalla comune valutazione attorno all’importanza che, in quella sede globale, arrivi la voce della società civile europea (http://ungass2016.fuoriluogo.it ).

Come sempre, quando i contesti sono così variegati dal punto di vista delle posizioni – dal più classico proibizionismo in stile svedese, all’approccio di riduzione del danno, all’orizzonte della normalizzazione – arrivare a un accordo è questione faticosa; il testo per Ungass, tuttavia, contiene alcuni punti cruciali utili a sollecitare un confronto   globale aperto e non rituale. Tra questi, innanzitutto l’invito a coniugare meglio e di più le politiche globali sulle droghe con il rispetto dei diritti umani, includendo l’obiettivo di stabilire un correlato set di indicatori per valutare le politiche sotto questo profilo e quello di far prevalere la salute dei consumatori come priorità. A questo proposito vi è anche un chiaro invito a non finanziare alcun intervento o progetto che rischi di non rispettare pienamente i diritti umani fondamentali. Sul piano delle politiche, si invita a trovare alternative tra “proibizione e legalizzazione” in favore di forme di decriminalizzazione del consumo e del possesso per l’uso individuale, l’abolizione della pena di morte nonché lo storno di una quota di fondi, oggi finalizzati alla repressione, verso prevenzione, cure e riduzione del danno. Una raccomandazione sollecita modalità efficaci e basate sull’evidenza di valutazione delle politiche e invita a una “flessibilità verso politiche alternative, consentita dalle stesse convenzioni internazionali”; un’altra sottolinea l’importanza della partecipazione attiva dei diversi soggetti, consumatori inclusi, alla definizione di politiche e interventi. Non è ancora chiaro se il CSF potrà prendere parola direttamente a New York; in questa direzione ci si sta muovendo, anche chiedendo l’appoggio della Commissione Europea.

Oltre ad Ungass, il Forum si è dato altre priorità, con altrettanti gruppi di lavoro che dovranno elaborare proposte: il 2016 è l’anno in cui scrivere il nuovo Piano d’azione europeo, sulla base della Strategia 2013-2020, e il CSF dovrà dare indicazioni sulla base dei cambiamenti del fenomeno, delle nuove domande e della valutazione del Piano precedente. Un secondo gruppo riguarda la partecipazione della società civile e dei consumatori nei processi decisionali in tema di droghe a livello nazionale: una buona occasione per noi italiani, che su questo fronte scontiamo anni di silenzio, sordità e latitanza delle istituzioni preposte. Attraverso il CSF abbiamo l’opportunità di dialogare con l’Horizontal Drugs Group (HDG) a cui partecipano i referenti nazionali per le droghe. All’incontro di Bruxelles tra CSF e HDG era presente per il Dipartimento Politiche Antidroga la nuova responsabile, Patrizia De Rose. Vediamo se il cortocircuito Europa-Italia concorre a mettere in moto anche da noi un movimento virtuoso.

Vai al documento del Civil Society Forum on Drugs sul sito dedicato ad UNGASS 2016.

Mer, Ottobre 28 2015 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto | 1239 visite |

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