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Droghe e Diritti

La Fini-Giovanardi è dura a morire

La Fini-Giovanardi sopravvive alla Corte e come Lazzaro risorge grazie ad un errore di collazione in Gazzetta Ufficiale.

Schermata 2014-06-12 alle 17.56.23Assistiamo in queste ore ad un surreale dibattito sulla sopravvivenza della Fini-Giovanardi a una sentenza della Corte costituzionale, un decreto legge ed una legge di conversione.

Grazie infatti ad un errore di collazione fra i tre testi riportato sia sul sito di Normattiva, il portale curato dall’Istituto Poligrafico dello Stato e promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato e Camera ed in collaborazione con la Corte di Cassazione e l’Agenzia per l’Italia Digitale, che – cosa ben più grave – sulla Gazzetta Ufficiale del 20 maggio scorso nella parte di rimando alle norme in vigore (e non di pubblicazione delle norme della legge di conversione), parebbe resuscitato l’art. 73 di mano giovanardiana, con le pene da 6 e 20 anni per le sostanze in tabella I.

E’ evidente che si tratta di un mero errore di ricostruzione legislativa che paradossalmente, essendo la cannabis in tabella II, renderebbe addirittura non punibile la detenzione di marijuana. Ma è anche evidente che è un errore che va corretto immediatamente, per non ingenerare confusione nei cittadini (e in qualcheduno deputato a far rispettare la legge) e per non prorogare ulteriormente la tragica farsa giovanardiana che ha intrappolato illegittimamente per 6 anni la politica sulle droghe in Italia.

Insomma un bel testo coordinato che metta in fila Corte Costituzionale e decreto convertito non lo vogliamo proprio fare?

Gio, Giugno 12 2014 » l'iconoclasta | 4154 visite |

One Response

  1. Lucky Giugno 16 2014 @ 00:05

    Sto leggendo questa notizia dappertutto, ma siamo sicuri che sia un errore?
    Molto spesso sul sito normattiva compare il testo dichiarato illegittimo ma con la nota che rimanda alla sentenza della corte costituzionale in cui è stato dichiarato illegittimo.

    Esempio: articolo 17 del decreto legislativo 533 del 1993.
    Compare ancora il testo di come fu modificato dal famoso porcellum di Calderoli ma con l’annotazione che nel 2014 la corte costituzionale l’ha dichiarato illegittimo.

    Certo che visto che c’erano avrebbero potuto sbrogliare la matassa in sede di conversione del decreto lorenzin anziché lasciare tutto così incasinato.

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  1. Anonimo Giugno 12 2014 @ 20:14

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