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Droghe e Diritti

Le mani sulle case del popolo

L’iconoclasta sul tentativo di accreditamento a sinistra del capo del Dipartimento Antidroga.

casa del popoloasSe vi è un patrimonio simbolo della tradizione democratica dell’Italia è quello delle strutture dell’Arci diffuse sul territorio come un presidio del dialogo, della convivenza, della solidarietà e dello scambio tra generazioni.

Pare che Giovanni Serpelloni, il capo del Dipartimento antidroga, sostenitore della legge Fini-Giovanardi, stia tessendo la sua tela per coinvolgere le Case del Popolo in un progetto di prevenzione dall’uso di droghe rivolto ai giovani.

A Roma circola la voce che Serpelloni abbia incontrato due deputati del Partito Democratico per cercare sostegno alla sua operazione di accreditamento come uomo buono per tutte le stagioni. Non sappiamo se si tratti di due gonzi o di due millantatori. Sappiamo però come il Dipartimento Antidroga abbia ridotto il concetto e l’azione di prevenzione a pura repressione, togliendole qualsiasi significato di tutela della salute: a suon di test antidroga “precoci” e di campagne di propaganda sui “buchi nel cervello” provocati dalla canapa, buoni solo a minare l’autorevolezza degli adulti e il rapporto fiduciario fra genitori e figli; per non parlare delle conseguenze della repressione sulla vita di decine di migliaia di giovani, colpiti da sanzioni penali e amministrative.

Non abbiamo dubbi sulla intelligenza dei dirigenti dell’Arci e sulla loro capacità di respingere smaccate strumentalizzazioni. Tanto è vero che fra pochi giorni inizierà proprio nelle Case del Popolo la raccolta delle firme su tre leggi d’iniziativa popolare su tortura, carcere e droghe, per modificare radicalmente la legge antidroga attuale. Chissà che non vada a firmare anche il dottor Serpelloni, memore del motto “Parigi val bene una messa”?

L’Iconoclasta

Mer, Febbraio 13 2013 » l'iconoclasta | 2158 visite |

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