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Droghe e Diritti

Disabili in manette

Domani mattina manifestazione a Piazza Montecitorio promossa dai Radicali.

9 NOVEMBRE – MANIFESTAZIONE PRO CANNABIS TERAPEUTICA A MONTECITORIO

Venerdì 9 novembre,dalle 11.00 alle 14.00,si terrà a Piazza Montecitorio,nel centro di Roma,una Manifestazione antiproibizionista per chiedere l’accesso alla cannabis per motivi terapeutici.
Oltre a rivendicare l’uso della cannabis per chi soffre,la mobilitazione,organizzata davanti alla Camera dei Deputati,mira anche a sensibilizzare il Governo al fine di ottenere la depenalizzazione,per uso personale,della coltivazione della marijuana.

(Fonte: http://ritabernardini.it/)

Gio, Novembre 8 2012 » Agenda | 1828 visite |

One Response

  1. giorgio Novembre 8 2012 @ 20:22

    E se piove porteremo anche l’ombrello

    Finalmente, passata nel 2008 la legge nazionale che inserisce la Cannabis nella tabella delle droghe terapeutiche, anche in Liguria è stata approvata la legge regionale, e fin qui tutto bene ma: nessun medico, che io sappia, è disposto a prescriverla, un mio conoscente, che ha parecchie maniglie, ha faticato molto ad ottenerne la prescrizione. Rivolgendomi invece alla Fondazione Gigi Ghirotti, e parlando con un funzionario molto disponibile, sono venuto a sapere che, pur ottenendo la prescrizione è praticamente inavvicinabile, infatti non essendo prescrivibile a carico del servizio Sanitario Nazionale, perché ci sono pochi soldi, l’acquisto di un quantitativo sufficiente a curarsi per un mese viene a costare 1200 Euro. La sostanza, venduta ed esportata da una farmacia olandese, è coltivata in serra ed è selezionata in modo che abbia sempre la stessa percentuale di principio attivo, una sostanza “titolata” per usare un termine di laboratorio. Fa piacere sapere che la scienza medica si preoccupi di fornire una sostanza “titolata”, a salvaguardia della salute del paziente, ma chi la consuma, come consumatore voluttuario, o come paziente può confermare che non c’è alcun bisogno di una sostanza che sia titolata; verissimo, ci sono farmaci di uso comune, come l’Aspirina o certi antidolorifici di sintesi, che devono essere somministrati in dosi assolutamente precise per essere sicure, proprio per la loro pericolosità, ma l’erba, o Cannabis che si voglia chiamare, non presenta alcuna pericolosità, al contrario di molti farmaci, fra cui quelli citati che invece, in certi casi, anche se rari, provocano la morte del paziente, o anche un aumento del rischio di essere colpiti da infarto. La Canapa non risulta invece che abbia mai provocato una sola vittima. Agli inizi del secolo scorso è stata sperimentata a lungo in un ospedale di Napoli dove le sorelle erano impegnate a confezionare gli spinelli da somministrare ai pazienti, e risultava assolutamente efficace. Uno dei motivi per cui si è smessa la sperimentazione è che, non essendo il principio attivo (tetraidrocannabinolo) idrosolubile, non era iniettabile, e quindi difficile da somministrare attraverso la prassi medica.; si è quindi abbandonata ogni sperimentazione. Poi, come sappiamo, prima negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo è stata considerata una droga letale, al pari della Eroina ed altre, ed è stata severamente proibita in tutto il mondo. Negli anni ’70 è diventata di uso comune, e gran parte dei giovani in quegli anni l’anno fumata almeno una volta, in seguito sono iniziate le ricerche di laboratorio sulle sue proprietà terapeutiche, e le battaglie per ottenerne la legalizzazione va avanti ancora adesso. In Svizzera, ad esempio, ne è stata ammessa la vendita, ma precisando che si trattava di un prodotto adatto a profumare la biancheria negli armadi, e non ad essere consumato, e stranamente quasi tutti gli armadi svizzeri ne avevano una bustina all’interno, con buona pace dei benpensanti. In Olanda è stata liberalizzata ottenendo una notevole riduzione del danno, avendo infatti perso il fascino del proibito ne è diminuito il consumo, ed inoltre è anche diminuito il consumo di Eroina, che risulta il più basso di tutti gli altri paesi. In Germania, già da molti anni è venduto in farmacia un prodotto di sintesi che ha proprietà analoghe, il Marinol. Ed ora, anche da noi, in Italia, possiamo essere orgogliosi del fatto che si siano abbattute le barriere del pregiudizio, approvando la legge che la inserisce nella tabella delle sostanze terapeutiche, dopo averlo fatto con i derivati dell’Oppio, i cosiddetti -farmaci etici-. Ma chissà per quale ragione gli oppiacei sono distribuiti senza difficoltà a spese del Servizio Sanitario, mentre la Canapa costa troppo… E costa troppo perché si pretende che sia di qualità “titolata”, mentre per esperienza di molte persone di mia conoscenza, posso affermare che il paziente-consunatore, anche non disponendo della sostanza “titolata” è perfettamente in grado di valutarne la qualità, e quindi di regolarsi in base alla maggiore o minore presenza di principio attivo. Pare comunque che sia stata iniziata una coltivazione sperimentale a cura del laboratorio medico delle Forze Armate, e quindi c’è la speranza che, magari fra un quinquennio, o forse un decennio, la sostanza possa essere disponibile a prezzi abbordabili. Esiste poi una soluzione ancora più semplice, ma come si sa, le cose semplici non fanno comodo a nessuno, esiste infatti il famoso “ufficio complicazione affari semplici”, come tutti sanno; e questa soluzione potrebbe essere di autorizzare, mediante apposita certificazione, a coltivare la quantità necessaria all’uso terapeutico, direttamente dal paziente che dispone di terreno coltivabile, oppure incaricando un agricoltore a farlo, previa presentazione della autorizzazione scritta, ed in questo caso, un chilo di Cannabis non costerebbe più di un chilo di pomodori, o di cipolle, o di quello che cavolo vi pare.

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