il Blog di Fuoriluogo.it

Droghe e Diritti

Consumi, le norme controverse

Grazia Zuffa recensisce il volume Consumo di droghe e sanzioni amministrative (a cura di Franco Prina, Franco Angeli, Milano, 2011) per la rubrica di Fuoriluogo sul Manifesto del 5 settembre 2012.

Nella latitanza di ogni valutazione circa le politiche delle droghe, spicca come perla rara uno studio sull’applicazione dell’art.75 della legge antidroga: le norme sulla segnalazione ai Prefetti dei soggetti fermati con quantitativi di droghe illegali per uso personale, con le procedure conseguenti e le sanzioni amministrative previste. La ricerca, commissionata nel 2007 dall’allora ministro Paolo Ferrero a cinque università italiane, fu poi bloccata nella pubblicazione da Carlo Giovanardi e Giovanni Serpelloni (che, con spirito maccartista e senza tema di ridicolo, si spenzolarono in severi giudizi perfino sulla metodologia scientifica utilizzata). E’ perciò uscita da poco, grazie alla perseveranza e all’impegno economico degli stessi dipartimenti coinvolti, come si legge in apertura del volume (Consumo di droghe e sanzioni amministrative, a cura di Franco Prina, Franco Angeli, Milano, 2011) che sarà presentato a Firenze a Palazzo Vecchio il 6 settembre.
La vicenda di censura ha il solo merito di far risaltare la rilevanza di questo lavoro, ad iniziare dall’oggetto stesso d’indagine e dal suo impatto sociale. Colpisce il volume delle segnalazioni: 740.000 i “prefettati”, dal 1990 al 2006. I dati successivi, fino agli ultimi reperibili del 2010, confermano che poco meno di 50.000 consumatori entrano ogni anno nel circuito prefettizio. Nel tempo si è intensificata la pressione verso i consumatori di canapa (74% dei segnalati, di fronte al 13% per cocaina e all’11% per oppiacei, secondo i dati 2010).
Lo studio approfondisce il carattere complesso del meccanismo sanzionatorio, a cavallo fra funzione dissuasiva/educativa e funzione punitiva. Nella storia delle politiche sulla droga, fin dalla legge Jervolino Vassalli, al controllo penale si è aggiunto/sostituito il controllo sociale, affidato al sistema dei servizi. Proprio tale “commistione” fra punizione e presa in carico, che nei Not (Nuclei Operativi Tossicodipendenze presso le Prefetture) si rende visibile alla lettera, rende preziosa l’indagine fra gli operatori sui significati attribuibili/attribuititi alle norme (che tanto influenzano l’applicazione delle stesse).
La dialettica fra norma e percezione/rielaborazione della stessa alla luce della mission dell’operatore è tanto più decisiva a fronte del mutamento normativo del 2006, che ha accentuato la portata repressiva dell’art.75. Crescono perciò le sanzioni amministrative (quasi raddoppiate in 4 anni, passando da 8180 del 2006 a 16.154 nel 2010, vedi il Terzo Libro Bianco sulla Fini-Giovanardi). Tuttavia, la ricerca evidenzia una tendenza ad ammortizzare le storture normative più macroscopiche: ad esempio alcuni Not si “inventano” una procedura per invogliare i consumatori a sottoporsi ad un programma terapeutico, ripristinandolo di fatto come alternativo alla sanzione secondo il dettato legislativo antecedente alle modifiche del 2006.
Allo stesso modo, la maggiore durata delle sanzioni è compensata dalla scelta di molti operatori di non comminare le sanzioni più lunghe.
Spunti preziosi si trovano nella parte della ricerca sui consumatori segnalati (oltre 300): circa il 90% dichiara di non aver interrotto il consumo. Fra le ragioni addotte: l’eccessivo lasso temporale fra il momento del fermo, il colloquio al Not e la sanzione; nonché l’idea di aver subito una sanzione ingiusta, per un comportamento ritenuto non dannoso né a sé né agli altri.

Mer, Settembre 5 2012 » La rubrica di fuoriluogo sul Manifesto | 2131 visite |

One Response

  1. Bottega del Rosso Settembre 5 2012 @ 09:19

    Gli sciacalli giovanardiani si piazzano in massa attorno ai concerti di musica reggae per aumentare il numero dei degnalati ed arrestati per cannabis.
    Posti di blocco con cani addestrati ed agenti come se piovesse, con uno spreco di denaro pubblico ed energie delle FF dell’OO, che per i normali controlli di routine non hanno nemmeno il carburante, ma che per la repressione sulla cannabis si prodigano con sospettosa solerzia.
    Prevenire è meglio che curare, ma qui si esagera, perquisendo “preventivamente” centinaia, migliaia di ragazzi per il solo fatto che si stanno recando ad ascoltare musica.

Lascia un commento