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Federico Aldrovandi: un appello contro gli abusi delle forze dell’ordine

Lanciato in queste ore un appello perche ciò che è accaduto a Federico Aldrovandi non succeda mai più: fra i primi firmatari, oltre a familiari e agli amici del giovane ucciso a Ferrara nel 2005 durante un controllo di Polizia anche Don Gallo, Vauro, Valerio Mastrandrea, Erri De Luca e i Wu Ming.

Il 21 giugno 2012 la sentenza definitiva della Corte di Cassazione sulla morte di Federico Aldrovandi, il 18enne ferrarese rimasto ucciso durante un controllo di polizia il 25 settembre 2005 e per cui 4 poliziotti sono stati condannati per eccesso colposo a 3 anni e 6 mesi ognuno, ha detto la parola fine sul piano giudiziale. Resta però oggi una richiesta di giustizia più ampia che risponda alla necessità di dotare anche l’Italia di strumenti di tutela contro gli abusi delle forze dell’ordine.

Per questo la famiglia di Federico, il comitato Verità per Aldro, i tanti e le tante che fin dall’inizio hanno partecipato alla richiesta di verità e giustizia hanno lanciato una petizione per chiedere che vengano modificate le norme in modo che i condannati in via definitiva, anche a meno di 4 anni vengano automaticamente allontanate dalle forze dell’ordine, a cominciare dai quattro poliziotti riconosciuti colpevoli dell’omicidio di Federico.

Inoltre viene richiesto che vengano determinati urgentemente modalità di riconoscimento degli appartenenti delle forze dell’Ordine in servizio, come avviene peraltro in molti paesi europei. Infine, ma non per importanza, si chiede il rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite del 1984 contro la tortura e le altre pene o trattamenti inumani, crudeli o degradanti, ratificata dall’Italia nel 1988, introducendo anche nell’ordinamento italiano il reato di tortura.

Fra le prime adesioni, oltre a quelle dei genitori di Federico, Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, troviamo quelle di Haidi e Giuliano Giuliani, Ilaria Cucchi, Lucia Uva, Rudra Bianzino e Domenica Ferulli, Don Andrea Gallo, il presidente nazionale dell’Arci Paolo Beni, il segretario nazionale di Rifondazione Comunista ed ex Ministro Paolo Ferrero e gli ex Sottosegretari alla Giustizia Luigi Manconi e Franco Corleone, il vignettista Vauro, l’attore Valerio Mastrandrea e scrittori come Erri De Luca, i Wu Ming, Valerio EvangelistiGirolamo De Michele, i giornalisti grazie ai quali la notizia venne portata sulla stampa nazionale (Checchino Antonini di “Liberazione”, Cinzia Gubbini de “Il Manifesto” e Dean Buletti di “Chi l’ha visto?”) e l’autore del documentario “E’ stato morto un ragazzo” Filippo Vendemmiati, nonché esponenti di movimenti contro la repressione come Nicoletta Dosio dei NoTav,  Lorenzo Guadagnucci, giornalista che subì le violenze della Diaz, Monica Pepe del Comitato “10×100”, Italo di Sabato dell’ “Osservatorio sulla Repressione”.

Fra le adesioni locali, la Presidente della Provincia Marcella Zappaterra, il segretario provinciale della Cgil Giuliano Guietti, gli esponenti del Prc Irene Bregola, Elisa Corridoni e Stefano Calderoni, Leonardo Fiorentini di Ecologisti e Reti Civiche, Pietro Pinna dell’Arci.

Chi volesse aderire potrà farlo tramite il sito www.giustiziaperaldro.it oppure mandando una mail a appello@giustiziaperaldro.it

mar, luglio 3 2012 » Senza categoria | 1862 visite |

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