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Droghe e Diritti

Piazze agli spacciatori e turismo in fuga

A due settimane dall’introduzione dei wietpas a Maastricht si cominciano a vedere gli effetti negativi anche sul turismo. Le cronache settimanali dal nuovo fronte occidentale del nostro corrispondente da Amsterdam Massimiliano Sfregola.

Appena due settimane di vita ed il “wietpas” già conferma i timori dei detrattori; la tv locale di Amsterdam AT5, ha dedicato pochi giorni fa, un ampio servizio alle tre province meridionali del paese dove ormai si parla apertamente di “piazze in mano agli spacciatori”.

Guerra di numeri tra le amministrazioni e tra queste e la stampa, in larga parte scettica sul rapporto costi-benefici del wietpas. In un editoriale al vetriolo, il direttore di un celebre sito di informazione di Maastricht, il dichtbij, ironizza sulla mole di comunicati stampa diramati a ritmo continuo a partire dal I maggio dalla polizia locale: le forze dell’ordine informano dell’incremento sostanziale nell’arresto degli spacciatori e garantiscono un controllo assiduo e capillare del territorio. Ma la realtà, denunciata da molti locali ed immortalata dagli organi di stampa di mezza Europa, è che la militarizzazione del territorio non ha sortito alcun reale effetto deterrente, danneggiando tra l’altro l’economia turistica di Maastricht che in appena quindici giorni avrebbe già perso il 30% dell’introito.

Intanto, nella capitale del Limburgo, 4 coffeeshop su 19 hanno riaperto per 5 ore al giorno, nonostante le poche decine di clienti che hanno accettato di registrarsi mentre gli altri si dirigono, insieme ai non residenti, a nord, a Nijmegen, in una zona ancora “pass-free” che ha registrato negli ultimi giorni un boom nelle vendite di cannabis. “Mai viste da queste parti tante auto con targa belga come nell’ultima settimana..” avrebbe detto un agente di polizia locale alla stampa. Forti i timori dei residenti per il tentativo di “schedatura di massa dei consumatori”, come viene definita dai coffeeshop la lista dei soci, in seguito al sequestro da parte della polizia di Tillburg dell’elenco dei soci di uno dei coffeeshop della cittadina.

mer, maggio 16 2012 » Cronache dal nuovo fronte occidentale | 2976 visite |

3 Responses

  1. Cosimo maggio 16 2012 @ 13:18

    Ragazzi, io vivo ad Amsterdam come il vostro corrispondente, AT5 ha fatto un servizio, e questo e’vero, come e’vero che la polizia sostiene con con un controllo capillare eviterà che le “piazze siano in mano agli spacciatori” che in realta non e che sia cosi capillare. Non e vero che Maastricht ha perso il 30% del turismo. Quelle sono le previsioni per la fine dell’anno e non si parla di 30% di turismo, ma 30% dell’indotto portato dal turismo (hotels ristoranti strutture etc etc). L’unica cosa che esuccessa in 15 giorni e che la gente e piu incazzata, e per comprar da fumare spesso deve cambiare citta. Chi arriva dal Belgio per venire a comprare un po d erba, si e gia fatto almeno 200km, pensate che si spaventi a farne altri 30????? Weitpass= Inutile Weitpass= Scusa per schedare la popolazione.

  2. fiore maggio 17 2012 @ 10:53

    Direttamente dall’autore: “L’informazione proviene direttamente dall’associazione dei coffeeshop di Maastricht (il dichtbij nell’edizione di Maastricht per esempio ne ha dato ampiamente conto) e la loro proiezione – risalente a prima dell’introduzione del pass- misura si l’arco di 12 mesi ma a quanto pare la previsione è ad appena due settimane già ampiamente confermata. Si registrerebbe un calo già evidente nel catering e nelle attività commerciali “connesse” con il turismo della cannabis mentre la stima sul lungo periodo parla di perdite potenziali di ben il 70% circa nell’afflusso di turisti in Limburgo.

    La distanza tra alcuni villaggi e paesi del Limburgo belga e Maastricht è percorribile in bicicletta mentre tra i primi e Nijmegen sono 120/140 chilometri, mentre da Bruxelles alla frontiera con l’Olanda, meno di 100. Quindi si, parliamo di un bel viaggio che non tutti saranno disposti ad affrontare (un transfrontaliero intervistato da AT5 nel corso di un servizio della scorsa settimana ha dichiarato “prima ed ultima volta: non conviene.”) secondo la stampa fiamminga, incrementerà in maniera esponenziale il numero di “cannabis club” già presenti da tempo in Belgio.”

  3. vagabondo maggio 19 2012 @ 12:34

    Se colleghiamo una notizia precedentemente, arrivata dai paesi bassi, con questa delle tessere, si capisce quanto sia criminogeno il proibizionismo.

    Le carceri olandesi si svuotano? Basta creare la tessera per generare potenziali carcerati e relativo indotto giudiziario avvocatesco.

    bullshit!

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