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Droghe e Diritti

Servizi tossicodipendenze: oltre 400 persone contro l’epurazione romana

Grande successo di partecipazione per l’assemblea tenutasi a Roma sabato scorso per discutere del risultato dei bandi dell’ACT per i servizi sulle tossicodipendenze capitolini. Ecco il comunicato stampa di CNCA e Roma Social Pride.

All’assemblea pubblica che si è tenuta sabato mattina sull’esito dei Bandi dell’Agenzia Capitolina per le Tossicodipendenze all’ex Cinema Palazzo hanno partecipato oltre quattrocento persone: sono intervenuti rappresentanti del mondo politico (PD, Sel, Action), sindacale (CGIL), delle organizzazioni di settore (CNCA, Federserd, Forum Droghe, FuoriLuogo, A sud, AGCI,  Roma Social Pride, Roma Social Club, ecc…), famiglie, utenti e operatori pubblici e del privato sociale dei servizi per le dipendenze.
Una partecipazione che, oltre ad essere consistente in termini numerici, ha dimostrato di non volersi accontentare della solidarietà appassionata per le questioni in ballo, facendo emergere la capacità di impegnarsi ad intraprendere un percorso, articolato in diverse tappe, finalizzato ad osteggiare i risultati dei bandi dell’ACT che escludono quegli enti storici che gestiscono i servizi per le dipendenze da molti anni sul territorio. Come per il caso eclatante della Comunità di Città della Pieve, gestita per oltre 25 anni dalla Cooperativa Il Cammino, che è stata giudicata inadeguata a proseguirne la gestione e che dal primo aprile dovrebbe per questo passare le consegne agli operatori del CEIS, come se si trattasse di una fornitura di materiali e non di un luogo di cura attraverso le relazioni che si instaurano tra operatori ed ospiti. Non è sfuggita poi all’assemblea la coincidenza generata dal fatto che molti aggiudicatari dei lotti messi a bando siano
vicini politicamente alla direzione dell’ACT e di recente costituzione rispetto all’ambito delle dipendenze, elementi che hanno fatto dubitare della correttezza della competizione e che hanno spinto i consiglieri di opposizione a richiedere l’accesso agli atti per verificarne la regolarità.
Non avendo l’ACT accordato l’accesso, come informa il segretario del PD Roma Marco Miccoli, si rende necessario chiedere la sospensione in autotutela degli affidamenti provvisoriamente effettuati, in considerazione di un atto gravissimo che ostacola di fatto l’esercizio delle funzioni di controllo a cui sono preposti i consiglieri comunali.
Anche i consiglieri regionali Nieri e D’annibale si sono impegnati a convocare una commissione alla quale invitare le cooperative e la direzione ACT per intervenire sugli effetti indesiderati dei procedimenti avviati dall’ACT, che vedono negati i diritti alla continuità di cura degli ospiti dei servizi, della tutela dei lavoratori coinvolti e per verificare se è opportuno che tutte le tipologie di servizi siano sottoposte a bando: su questi argomenti si sono impegnati a vigilare anche Silvia Ioli, Giuseppe Bortone (CGIL), Eugenio De Crescenzo (AGCI) ed il senatore PD Francesco Ferrante, che presenterà un’interrogazione parlamentare.
Tutti i partecipanti hanno convenuto sulla necessità di organizzare una manifestazione in Campidoglio nelle prossime settimane che raccolga tutte le istanze e le vertenze sociali aperte a Roma negli ultimi tempi in opposizione all’attuazione del nuovo piano regolatore sociale e a proseguire le azioni di protesta per ottenere la sospensione degli affidamenti.
Su questo punto c’è stato l’impegno del presidente del CNCA Nazionale Don Armando Zappolini che si è fatto promotore, insieme agli altri, di un’iniziativa nazionale il 31 marzo, presso la Comunità di Città della Pieve, e dell’avvio di un tavolo, con le istituzioni preposte, finalizzato ad affrontare tutte le questioni sollevate durante il lungo dibattito.

CNCA-Lazio e Roma Social Pride

lun, marzo 5 2012 » Senza categoria | 1642 visite |

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