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Droghe e Diritti

Le stanze del consumo funzionano, il documento degli operatori tedeschi

Le “stanze del consumo” (DCR) in Germania, lo stato dell’arte a cura del gruppo di lavoro degli operatori impegnati nelle DCR (AK Konsumraum) Luglio 2011 Sommario del documento Introduzione Alla data del luglio 2011, erano attive in Germania 25 “stanze del consumo”, in 16 città di 6 stati tedeschi (Berlino, Amburgo, Hesse, Bassa Sassonia, Reno […]

Le “stanze del consumo” (DCR) in Germania, lo stato dell’arte
a cura del gruppo di lavoro degli operatori impegnati nelle DCR (AK Konsumraum)
Luglio 2011

Sommario del documento

Introduzione
Alla data del luglio 2011, erano attive in Germania 25 “stanze del consumo”, in 16 città di 6 stati tedeschi (Berlino, Amburgo, Hesse, Bassa Sassonia, Reno Westfalia del nord, Saar). Ad Amburgo ce ne sono 5 mentre a Francoforte 4, ma in molte altre città ce ne sono molto meno, e spesso sono aperte solo per poche ore al giorno. A Berlino funzionano due “stanze”, così come a Colonia, mentre in tutte le altre 14 città ne esiste una sola. Sempre a Berlino è stata istituita una DCR mobile, per rispondere alla crescente decentralizzazione e frammentazione delle “scene” della droga.

L’associazione Deutsche AIDS-Hilfe ha dato avvio nel 2000 ad un gruppo di lavoro a livello nazionale degli operatori delle DCR (AK Konsumraum). E’ stata stesa una piattaforma per il miglioramento della qualità, per lo scambio professionale, per l’educazione permanente ( sulle malattie infettive, sulle procedure di emergenza per overdose, per i servizi di sostegno, per le normative legali, per lo sviluppo dell’offerta). Dal confronto delle pratiche sono anche emerse differenze concettuali.

Lo AK Konsumraum, in quanto gruppo di lavoro aperto degli operatori delle DCR, ha il compito di mettere in luce la varietà degli approcci concettuali, i risultati raggiunti e i problemi aperti per il futuro delle DCR. Questo documento rappresenta la prima tappa di questo lavoro.

La storia delle DCR e il contesto legale
A cominciare dalla metà degli anni ottanta, con l’insorgere del pericolo di infezione da HIV, presero avvio le prime iniziative di scambio siringhe e progetti pilota che prevedevano il consumo ( strutture residenziali e centri di accoglienza notturni, come a Brema e Bonn): queste iniziative erano tollerate in silenzio. In molte città, i primi progetti si guadagnarono il consenso dei politici: tuttavia,  questi mancavano di fondamentale legale, essendo il possesso e l’uso di droghe proibiti. La finalità degli interventi era duplice: da un lato, tutelare la salute dei consumatori, offrendo spazi igienici e sicuri per il consumo di eroina e cocaina; dall’altro, eliminare le “scene di droga” nelle strade e nei parchi dei centri cittadini.

Nel 1994, per evitare problemi legali, le  DCR di Amburgo, situate in un autobus dismesso e riadattato, furono chiamate “stanze della salute”. Il parere dell’autorità giudiziaria di Amburgo fu favorevole alle “stanze della salute”.

Anche a Francoforte, il procuratore capo emise nel 1993 un parere legale a favore delle DCR: le DCR “non favoriscono il consumo di droga”- scriveva il procuratore –  semplicemente danno l’opportunità di usare sostanze che sono state già acquistate in un ambiente “igienico e senza stress”; di conseguenza,  non doveva applicarsi alcuna sanzione penale nei confronti della struttura e dei suoi operatori.

Agli occhi delle autorità municipali, della polizia e della magistratura locale di Francoforte, questo parere fu considerato una base legale sufficiente per aprire in città la prima “stanza della salute”, nel dicembre 1994.

Il primo aprile del 2000 entrò in vigore il terzo emendamento della legge tedesca sulle droghe, per  offrire una cornice normativa alle DCR. In questo modo furono legalizzate le DCR esistenti, dando al contempo a tutti gli stati la possibilità di emanare ordinanze  per regolare le DCR: in tal modo si rendeva possibile aprirne altre.

Questi i principali requisiti cui le DCR devono attenersi per ottenere l’autorizzazione dalle autorità statali:

  • un appropriato equipaggiamento della struttura
  • la predisposizione di misure per l’intervento medico immediato in caso di emergenza
  • l’offerta di counselling e di assistenza per minimizzare i rischi legati al consumo della sostanza che viene introdotta nella struttura dal consumatore
  • la possibilità di invio ai servizi che offrono programmi finalizzati all’astinenza
  • la predisposizione di misure per prevenire che nella DCR si commettano violazioni della legge antidroga (diverse dal possesso di droga per uso personale in quantità ridotta, che non viene perseguito dentro e nelle immediate vicinanze della DCR)
  • la cooperazione con le autorità di pubblica sicurezza per evitare che si commettano reati nelle vicinanze della DCR
  • la definizione delle caratteristiche delle persone abilitate ad usare la DCR (età, tipo di droghe usate, modalità d’uso: i consumatori chiaramente occasionali o che usano per la prima volta non devono essere ammessi)
  • valutazione dell’attività della DCR
  • presenza continuativa di un numero sufficiente di operatori qualificati e individuazione di un responsabile della struttura

La principale difficoltà di questo sistema di regole è che il servizio è adibito al consumo di droga, ma il possesso di droga, la cessione e la vendita rimangono illegali: ciò porta ad una continua negoziazione fra operatori sociosanitari e forze di polizia, col risultato di dover applicare nel servizio regole rigide e applicate rigidamente.

Inoltre, a ben dieci anni dall’emendamento alla legge antidroga, non tutti gli stati hanno emanato le ordinanze legali, per ragioni di opposizione ideologica (come in Baviera) o per una valutazione di assenza di necessità.

Le conclusioni

1)    I rapporti e le valutazioni delle singole DCR provano ampiamente che queste offerte, senza eccezione, sono una componente valida di un sistema differenziato di presa in carico delle dipendenze. Le DCR riducono gli effetti acuti dell’uso e sono in grado di prevenire numerosi decessi droga correlati. L’integrazione delle DCR nelle offerte di bassa soglia assicura la disponibilità tempestiva di assistenza continuativa ai consumatori. Le DCR sono compatibili col contesto sociale e sono inserite nelle politiche locali, la cornice operativa è discussa e coordinata in incontri regolari dei gruppi di lavoro locali

2)    A nessun livello (federale, statale, locale), c’è mai stata alcuna obiezione fondamentale né sono state avanzate considerazioni critiche circa la necessità di continuare l’offerta di DCR. Occasionalmente possono verificarsi dei problemi temporanei, che in genere si risolvono con l’aiuto dei servizi circostanti (ad esempio, ripulendo la zona, facendo appello alla responsabilità dei consumatori, discutendo coi vicini e con le forze dell’ordine). Nell’insieme, emerge con evidenza che la scelta oculata del luogo dove aprire il servizio e un’attrezzatura adeguata della struttura sono fondamentali.  E’ importante che la DCR sia integrata nel sistema locale di servizi per la droga, si trovi nelle vicinanze delle “scene” della droga e sia compatibile col contesto del vicinato. La compatibilità delle DCR col vicinato e il miglioramento dei problemi causati dalle scene di droga e dall’uso di droga in pubblico dipendono in maniera decisiva dalla dislocazione delle  strutture e dagli orari di apertura, che devono essere adeguati alla domanda; ma anche dalla capacità di saper affrontare e discutere i problemi in tempo nei gruppi di lavoro degli operatori.

3)    La soluzione legale che è stata trovata per le DCR ha anche aspetti negativi, oltre che positivi. La legge stabilisce chiaramente ciò che è permesso, ma tutto ciò che esula dalle regole e dagli standard previsti  è punito con sanzioni penali. Gli alti requisiti minimi richiesti per le DCR rendono impossibili molte iniziative sociali che richiederebbero spazi integrati per l’uso sicuro (come ad esempio ostelli d’emergenza, centri giovanili in quartieri svantaggiati, offerte di interventi mobili, offerte in aree rurali): infatti, le offerte al di sotto degli standard minimi fissati sono espressamente punite.

4)    Le stanze del consumo danno un contributo decisivo alla sopravvivenza e alla minimizzazione del rischio nell’uso delle droghe illecite. L’uso di droga nelle DCR avviene in condizioni igieniche, e in osservanza di regole dell’uso sicuro che i consumatori imparano via via ad applicare nella vita quotidiana anche fuori dalle DCR. Inoltre, questo training dei consumatori all’uso sicuro manda un segnale anche a quelli che frequentano la “scena” della droga ma che non usufruiscono del servizio.  Le esperienze, come quelle del nord Reno-Westfalia, in cui le DCR sono strettamente collegate alle cure mediche di base, mostrano chiaramente che i consumatori che frequentano le DCR sviluppano in maniera significativa molti meno ascessi a paragone di quelli che non le frequentano. Il decorso dei trattamenti per le patologie correlate è migliore e i consumatori sono più disponibili a passare a forme di uso meno rischiose. Inoltre, sempre più spesso è offerto ai consumatori un training per gli interventi di emergenza.

5)    In presenza della collaborazione delle forze dell’ordine locali, le DCR funzionano pressoché senza problemi e danno un contributo decisivo a ridurre il rischio e a proteggere la vita dei consumatori. Se i servizi sono aperti per un numero di ore sufficienti, si riduce molto il problema del consumo in pubblico nei centri cittadini. In conclusione, i risultati molto  positivi delle DCR parlano per un’espansione di questo servizio.

Scarica il rapporto in lingua originale (tedesco)

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Mer, Ottobre 12 2011 » Senza categoria | 1289 visite |

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