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Droghe e Diritti

Sabato 8 maggio la MMM riparte dal Reggae

Sabato prossimo a Roma la Million Marijuana March, l’appuntamento annuale che si tiene in oltre 300 città del mondo per chiedere la fine delle persecuzioni per i consumatori, il diritto all’uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti e il diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta. Gli organizzatori italiani per favorire la partecipazione consapevole rinunciano ad un po’ di carri e ripartono dal reggae.

La million marijuana march è un’iniziativa mondiale lanciata nel 1999 dal sito statunitense http://www.cures-not-wars.org che è sbarcata in Italia il 5 maggio 2001 in occasione della campagna di autodenuncia di massa “Signor giudice ho piantato un seme” che raccolse circa 1100autodenunce tra Palermo, Milano e Roma. In quell’occasione furono consegnate 645 autodenunce assieme ad alcune piantine di cannabis alla caserma dei carabinieri di piazza Venezia da una delegazione di nove persone al termine di una street antiproibizionista partita da piazza della Repubblica e aperta da una delegazione di indiani Lakota. Il giudice per le indagini preliminari prosciolse i nove in istruttoria preliminare stabilendo che non vi era reato e la vicenda si concluse quindi senza conseguenze penali oltre che per la delegazione anche per tutti gli autodenunciati nei confronti dei quali non fu mai iniziata nessuna azione legale.

Da allora ogni anno il primo fine settimana di maggio l’Italia partecipa con Roma all’iniziativa che coinvolge ormai più di 300 città nel mondo. Tre sono i punti della piattaforma rivendicativa, uguali in tutto il mondo: fine delle persecuzioni per i consumatori, diritto all’uso terapeutico della Cannabis per i Pazienti, diritto a coltivare liberamente una pianta che è parte del patrimonio botanico del Pianeta.

Tutte le ultime edizioni della MMM sono state dedicate alle vittime del proibizionismo, da Giuseppe Ales a Federico Aldrovandi, da Alberto Mercuriali a Aldo Bianzino, uccisi non dalla “DROGA” ma “assassinati dal proibizionismo”, come si legge nel comunicato degli organizzatori che non possono non ricordare come “le scioccanti immagini del corpo tumefatto di Stefano Cucchi hanno colpito allo stomaco anche chi inconsapevolmente giustifica le insensate e oscurantiste neo medievali leggi proibizioniste”.

“In questa drammatica situazione di evidente e grave violazione dei diritti umani- continuano gli organizzatori – la decima edizione italiana della M.M.M. assume un significato ancora più RESISTENZIALE e anche la nostra modalità di attraversare la città cambia drasticamente. Ci piace immaginare per l’otto maggio un’isola festante, danzante e solidale ma consapevole che c’è ben poco da festeggiare in un paese dove giorno dopo giorno vengono progressivamente cancellati i basilari diritti civili di cittadinanza, non sarà un corteo funebre né una street parade ma una marcia che esprima la nostra gioia e voglia di vivere in antitesi all’immagine kriminal/patogena che i proibizionisti amano spacciare di noi, la nostra creatività e socialità orizzontalmente liberata che condivide il consumo a fini ludici o l’uso per scopi terapeutici della nota favolosa pianta come comun denominatore.”

Non una qualsiasi generica street antiproibizionista quindi ma “la giornata mondiale della CANNABIS, di cui quella romana è solo una delle oltre trecento in tutto il pianeta”. Dagli esordi via via la Million Italiana è infatti “andata crescendo a dismisura fino alle centomila presenze della ultima edizione ma perdendo di senso e diventando ingestibile”.

Per questo, non volendo ritrovarsi in una “folla inconsapevole” del perchè si manifesta, e “consapevoli di fare una scelta drastica e incomprensibile per alcuni” l’organizzazione ha deciso di rifondare la Million” perchè è “meglio essere in numero minore ma molto più comunicativi, consapevoli e non criminalizzabili, con meno carri ma solo di musica Reggae”.

Quest’anno quindi, dopo i tentivi di autoregolamentazione degli scorsi anni, non sarà quindi una Street Parade come tutte le altre altre e diventare un luogo dove “sfogarsi”: “non vogliamo essere vittime di un effetto collaterale, diventare la valvola di scarico della pentola a pressione del proibizionismo come il capodanno lo è per la società, dove ognuno/a, anche e soprattutto il/la più represso/a per il resto dell’anno deve in quella notte eccedere”. Anche per questo non saranno accettati carri non pre autorizzati, mentre anche il percorso sarà volutamente più breve.

L’appuntamento è per Sabato 8 maggio a Roma alle ore 16, con un percorso che da piazza dei Partigiani porterà a Piazza Bocca della Verità, con un termine della manifestazione previsto per le 23. Buona marcia a tutti.

Vai al sito della manifestazione.

mar, maggio 4 2010 » Senza categoria | 2063 visite |

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