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Ferrara, video accusa un Carabiniere per violenze in caserma

La Procura di Ferrara ha aperto un’inchiesta su un carabiniere in servizio al Nucleo Radiomobile di Ferrara accusandolo di lesioni aggravate ad un ragazzo, colpito in caserma dopo essere stato arrestato per resistenza insieme ad altri amici. Ad accusare il militare è un video registrato dalle telecamere della caserma di via del Campo. Il pm Cavallo: “Atto dovuto per eseguire una perizia”.

La Procura di Ferrara ha aperto un’inchiesta su un carabiniere in servizio al Nucleo Radiomobile di Ferrara accusandolo di lesioni aggravate ad un ragazzo, colpito in caserma dopo essere stato arrestato per resistenza insieme ad altri amici. Ad accusare il militare è un video registrato dalle telecamere della caserma di via del Campo. Il pm Cavallo: “Atto dovuto per eseguire una perizia”.

Ecco l’articolo di Daniele Predieri da La Nuova Ferrara.

Picchiò in caserma un ragazzo, video inchioda il carabiniere, indagato

FERRARA. Le immagini sono crude, drammatiche: un carabiniere che «carica» con il manganello di servizio, senza motivo apparente, un ragazzo ammanettato, seduto sulle poltroncine di plastica dell’atrio della caserma di via del Campo: il ragazzo, fotogramma dopo fotogramma, poi si ribalta, urla, si schianta a terra. Immagini inquietanti, raccontate dal legale del ragazzo, che ora sono state sequestrate dalla procura diventando il nuovo capo d’? accusa contro un tutore dell’ordine.

IL PM Barbara Cavallo ha, infatti, ordinato una perizia sul filmato registrato dalle telecamere per «pulirne» i fotogrammi e individuare possibili altre persone e isolare eventuali responsabilità dei militari presenti. Facendo tutto questo ha dovuto indagare, come atto obbligato, il carabiniere cha «carica» e colpisce il ragazzo.

Tutto accade dopo uno dei tanti arresti per resistenza a pubblico ufficiale: accade la sera del 24 febbraio, tra le 18 e le 21, come del resto era stata data notizia dagli stessi carabinieri (vedi articolo qui sotto). Ma dell’inchiesta a carico del militare è trapelata notizia solo in questi giorni.

TUTTO ACCADE dunque durante e dopo l’arresto di quattro ragazzi, tra i 18 e 20anni, che ubriachi vengono arrestati per resistenza in centro città, liberati dopo la convalida, e ora indagati per aver reagito e ferito i carabinieri (10 e 15 giorni le lesioni riportate dai militari, e solo per 5 quelle riscontrate ai ragazzi). Ma dopo quel parapiglia, ora il carabiniere 44enne, dunque di lunga esperienza, in servizio a Ferrara al Nucleo radiomobile, risulta essere indagato per lesioni personali aggravate, proprio per aver colpito uno di questi ragazzi con il manganello e la sua posizione verrà valutata dal pm che ieri invitava alla massima cautela.

CAUTELA E PRUDENZA, dunque – come le cronache ci hanno insegnato in questi anni – debbono essere le parole d’ordine nel rispetto di chi svolge un lavoro pericoloso e delicato come quello di stare in mezzo alla strada a proteggere la collettività: siano essi carabinieri, poliziotti, finanzieri, vigili urbani o chiunque altro. Cautela e prudenza che vanno bilanciate però contro le ricorrenti sottovalutazioni o peggio ancora, le antipatiche omissioni: insomma, questi sono fatti da raccontare. Con massima trasparenza e correttezza.

E PER FARLO iniziamo dalla fine di quel 24 febbraio, quando attorno alle 21 nella caserma di via del Campo, di carabinieri ce n’erano tanti per tentare di tenere sotto controllo quei 4 ragazzi: una quindicina, e poi gli addetti del 118 e anche il pm Barbara Cavallo, intervenuta, chiamata dai carabinieri per la grave situazione che si era creata, visto che uno di questi che si era persino ferito conficcandosi una biro in un braccio, spargendo sangue dappertutto.

TUTTO ERA cominciato poche ore prima, intorno alle 18, in via Cortevecchia. I ragazzi, due ecuadoriani e un albanese, ubriachi, avevano cominciato a disturbare tutti. I commercianti della zona avevano chiamato i carabinieri e una pattuglia del radiomobile era intervenuta, intercettando poi i 4 in via delle Volte. Un intervento di ordine pubblico, per cui occorre essere perentori e fermi, come è giusto che sia. Qui, i ragazzi controllati reagiscono, con violenza e aggressività, tanto che i carabinieri chiamano rinforzi, e con altri colleghi riescono a controllare la situazione.

E TUTTI FINISCONO in caserma. Ma tutto non finsice qui. Anzi. I 3 ragazzi sono nella caserma di via del Campo, dove vengono raggiunti dal quarto amico, il nigeriano che avrebbe portato documenti e chiavi dell’auto. Qui in caserma succede il parapiglia: i ragazzi sono fuori controllo. Contro tutti e tutto. E qui le versioni divergono tra chi picchia e chi è picchiato. I carabinieri che dicono che i 4 hanno dato pugni, calci e minacce ai militari, danneggiando anche la caserma. I ragazzi invece sostengono aver subito, senza nessun motivo, le botte, già dal pirmo contatto in via delle Volte e poi aver reagito. Adesso i legali chiedono si accerti la verità. Uno di loro ha già scelto da che parte stare, dopo aver visto le immagini e aver riconosciuto il carabiniere: lo conosce perchè l’aveva difeso come parte civile in altri procedimenti. Stavolta invece lo accusa. Per le botte di quelle immagini.

via fioreblog

Gio, Aprile 1 2010 » Senza categoria | 1106 visite |

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