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Droghe e Diritti

Il traffico di droga distrugge una comunità indo-americana

Il volume crescente del traffico di droga, favorito dal proibizionismo, può fregiarsi di un ennesimo effetto perverso: l’agonia di un piccolo popolo di 28.000 indo-americani della Tohono O’odham Nation, in Arizona. La nota di Giorgio Bignami.

Il volume crescente del traffico di droga, legato agli alti margini di profitto consentiti dal proibizionismo, può fregiarsi di un ennesimo effetto perverso: l’agonia di un piccolo popolo di 28.000 indo-americani della Tohono O’odham Nation, di stanza in Arizona al confine con il Messico (v: la selezione da “New York Times” in “Repubblica” del 1° febbraio, p. V).

La zona infatti è diventata un crocevia di trafficanti che offrono soldi ai locali, spesso disoccupati e miserabili, in cambio di stoccaggio e trasporto di droga, soprattutto marijuana. Ma la zona è ormai capillarmente militarizzata, soprattutto da parte della United States Border Patrol, oltre che dalle molte compagnie di vigilantes armati sino ai denti e con licenza di uccidere; quindi per i disperati che accettano di fare i magazzinieri e gli spalloni si tratta di attività ad altissimo rischio. Cioè è sempre più elevata la frequenza dei sequestri (144 tonnellate di marijuana nel 2009, contro le 91 del 2008), così come quella degli arresti e dellecondanne penali.

Purtroppo questa è solo una goccia nel mare delle quotidiane tragedie provocate dal traffico di droga e di migranti clandestini attraverso gli sbarramenti del confine Messico-USA, di cui un efficace assaggio si è potuto vedere nel film dei fratelli Coen “Non è un pese per vecchi”. E naturalmente i veri profittatori restano il più delle volte impuniti, grazie alla corruzione e alle complicità politiche: non solo i boss del narcotraffico e del commercio di carne umana, ma anche, per esempio, i venditori di armi, per lo più sempre più potenti e costose armi d’assalto. Infatti negli stati confinanti con il Messico questi possono vantare un volume d’affari assai superiore di quello dei loro pur benestanti colleghi nel resto degli USA: il tutto sotto lo scudo della Costituzione della Repubblica stellata, sotto la ferrea protezione dell’intoccabile National Rifle Association e dei politici che essa foraggia.

Mer, Febbraio 3 2010 » Senza categoria | 2306 visite |

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