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Droghe e Diritti

Il fratello di Karzai e la CIA

Dal Corriere della Sera vi segnaliamo questo interessante articolo sull’imbarazzo americano derivante dalle rivelazioni sulla collaborazione del fratello di Karzai con la CIA e sulla disponibilità del “comando Usa sia disposto a chiudere un occhio in certe aree sul racket della droga”… Un’ulteriore grana per la Casa Bianca, che deve decidere la strategia in Afghanistan […]

Dal Corriere della Sera vi segnaliamo questo interessante articolo sull’imbarazzo americano derivante dalle rivelazioni sulla collaborazione del fratello di Karzai con la CIA e sulla disponibilità del “comando Usa sia disposto a chiudere un occhio in certe aree sul racket della droga”…

Un’ulteriore grana per la Casa Bianca, che deve decidere la strategia in Afghanistan
«Il fratello di Karzai collabora con la Cia»
Le rivelazioni del New York Times sollevano il caso. Funzionari divisi: «Personaggio non cristallino»

WASHINGTON – Ahmed Wali, fratello del presidente afghano Karzai, sarebbe da otto anni sul libro paga della Cia. Un personaggio scomodo, coinvolto nel traffico di droga, ma utile alle missioni dell’intelligence. Ahmed Wali avrebbe, infatti, messo in piedi un apparato para-militare, la Kandahar Strike Force, che ha aiutato la Cia nella caccia ai terroristi e agli insorti. Inoltre il fratello del presidente ha avuto un ruolo, in questi anni, come canale di contatto con esponenti talebani.

MALUMORI NELLA CIA – A rivelare i particolari è il New York Times, imbeccato da funzionari ai quali non piace la collaborazione con Wali. I critici muovono quattro accuse: 1) Si mantengono rapporti con un personaggio non cristallino indebolendo il progetto di imporre delle regole. 2) Invece di rafforzare le autorità statali si preferisce appoggiare una sorta di signore della guerra. 3) E’ un colpo alla strategia anti-droga. 4) Si conferma l’immagine del clan Karzai quale «burattino» nelle mani di Washington.

LE RAGIONI DI CHI DICE SI’ – Chi difende la scelta ribatte, invece, che nella situazione attuale gli americani non hanno troppa scelta. E Ahmed Wali può essere utile per «comprare» alcuni leader talebani, un progetto che il Pentagono vuole perseguire per spezzare il fronte nemico. Inoltre si afferma che non vi sono prove del suo coinvolgimento nel narcotraffico. L’impressione è che, nonostante i proclami, il comando Usa sia disposto a chiudere un occhio in certe aree sul racket della droga. Per il semplice motivo che l’oppio è l’unica risorsa per molte persone: se gli togli anche quello è probabile che si uniscano alla ribellione. Un gioco comunque pericoloso poiché i talebani si finanziano anche con il mercato degli stupefacenti.

LA STRATEGIA DELLA CASA BIANCA – Il caso Karzai arriva, poi, in un momento delicato in quanto la Casa Bianca sta per decidere la strategia da adottare in Afghanistan. L’ultima ipotesi è che Barack Obama approvi l’invio di rinforzi con un obiettivo ridotto: la difesa di una serie di centri abitati, a cominciare da quello di Kandahar. Dunque le truppe dovrebbero proteggere la popolazione limitando al minimo le azioni nelle regioni extraurbane. In queste ultime aree l’intervento passerebbe ad unità speciali e velivoli senza pilota armati di missili. Un approccio giudicato rischioso da alcuni esperti in quanto c’è il pericolo che i talebani estendano la loro presenza nelle campagne e possano avere maggiore libertà d’azione. Inoltre gli insorti hanno dimostrato che possono infiltrarsi nelle città – Kabul compresa – dove hanno messo a segno gravi attentati. Una tattica usata con effetti devastanti anche nel vicino Pakistan, dove agiscono organizzazioni gemelle, composte da militanti locali e estremisti di ispirazione qaedista.

Mer, 28 Ottobre 2009 » Senza categoria | 2022 visite |

One Response

  1. fab 5 Novembre 2009 @ 20:32

    impossibile pensare di eliminare in breve tempo corruzione brogli dall’Afghanistan

    L’Aventino afgano di Abdullah e il debole potere di Karzai

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