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Droghe e Diritti

Emivita della coerenza

Finalmente un decalogo, ci mancava in questo contesto di teocrazia antropomorfa con il riflesso condizionato dell’obbedienza, ce ne fa dono FEDERSERD che, ovviamente con un impeto di minimalismo (ri)-(tras) (scegliete voi)-formista, ci consegna anche l’impegno condensato nella seguente frase: Per questo stiamo profondendo molte energie per garantire la partecipazione dei professionisti dei SerT alla Conferenza, con azioni di […]

Finalmente un decalogo, ci mancava in questo contesto di teocrazia antropomorfa con il riflesso condizionato dell’obbedienza, ce ne fa dono FEDERSERD che, ovviamente con un impeto di minimalismo (ri)-(tras) (scegliete voi)-formista, ci consegna anche l’impegno condensato nella seguente frase: Per questo stiamo profondendo molte energie per garantire la partecipazione dei professionisti dei SerT alla Conferenza, con azioni di stimolo verso il Governo e le Regioni. Bravi e soprattutto lungimiranti e liberi dal vincolo della coerenza, visto che vengono manifestate pubblicamente, ed allegramente,  doppie posizioni di critica ed alacre sostegno al buon funzionamento di una conferenza che sempre più si svela per quello che è: una costosa messa in scena propagandistica che detti l’agenda futura delle politiche sulla droga: repressione esemplare (del genere forte con i deboli e debole con i forti), approccio terroristico di deterrenza, recupero integrale della persona (a diventare chi? o meglio che cosa?) e guai a chi non si adegua, non è previsto ridurre almeno i danni come obiettivo ragionevole, consolidato da millenni nelle pratiche mediche, dopo avere ottemperato all’obbligo deontolgico di non nuocere  che spesso viene disatteso nelle pratiche di accanimento terapeutico teso ad una impossibile guarigione anche quando questa non è possibile. Risulta veramente singolare che nel decalogo sia sparita l’espressione riduzione del danno: una coincidenza sospetta e sospettabile o una precisa tattica per garantire fondi che trascinino nella conferenza un gruppo di operatori pubblici in modo che FEDERSERD diventi un nuovo sindacato del pubblico impiego al prezzo dell’adesione ideologica  a premesse scientificamente inaccettabili? Urge un chiarimento se si vuole ripristinare in questo paese un libero spazio di confronto per la tutela dei diritti dei cittadini piuttosto che per la garanzia di qualche residuale privilegio. Per onestà intellettuale bisogna ricordare che il terzo settore ha quasi sempre pagato di tasca propria  l’aggiornamento, il pubblico impiego gode ancora di smisurate aree di privilegio che vanno perequate con la maggiore precarietà del lavoro nel terzo settore e nel precariato in generale. Se le Regioni e le loro aziende sanitarie avessero ritenuto la conferenza prioritaria non avrebbero esitato a rispondere con i loro fondi ordinari destinati alle attività di formazione e non c’era bisogno di trovare paladini extra istituzionali.  I rapporti sarebbero stati più chiari ed avrebbero risposto a precise esigenze del personale che poteva scegliere dove vale la pena di investire i fondi a disposizione; in questo modo  si introduce solo un’opportunità poco responsabilizzante sul piano della scelta: il terzo settore ed i precariato vanno sostenuti, chi ha la garanzia del posto di lavoro a tempo indefinito e con scarsi, ma certi, fondi destinati all’aggiornamento deve essere messo nelle condizioni di scegliere e non di ricevere nuovi privilegi, anche se infinitesimali,  di fronte ad una crisi economica che impone parsimonia e sobrietà. Il gioco non vale la candela. Una nota a margine: un intervistatore chiede lumi ad un esperto sulla possibilità di utilizzo dell’eroina come farmaco (come avviene in alcuni paesi che hanno sperimentato la somministrazione controllata di eroina in alcune situazioni, comunque sempre supportata da terapie sostitutive, nota mia e non dell’intervistatore ) l’esperto, ai massimi livelli ovviamente e con forti richiami all’evidence based ed al sapere medico, tra le sltre cose se ne esce con questa frase: ” ….ricordiamo che queste terapie iniettive devono essere fatte tre, quattro volte al giorno perchè l’emivita dell’eroina è di 6 ore e quindi tutti i giorni doversi iniettare tre o quattro volte non è agevole per la persona….. ). Clicchiamo su Google, noi che non siamo scienziati, ” emivita dell’eroina”. Risultato riscontrabile su Wikipedia, ci accontentiamo di questa fonte informativa: eroina, emivita 3-5 minuti. Di fronte alla quinta conferenza governativa urge chiarire l’arcano: 1. chi è l’illustre esperto? 2. chi ha ragione, Wikipedia o l’esperto?  3. quali sono i nessi logici del ragionamento che possono dare plausibilità e fondamento all’argomentazione? In attesa di dovuti chiarimenti rimango critico nei confronti di un evento che impedisce ,  a mio parere ( e rimando al mittente l’eventuale accusa di disonestà intellettuale semplicemente per avere osato  esercitare il diritto di opinione), al nostro paese di avere un serio dibattito intorno alle politiche sulle droghe con la piena e paritetica partecipazione di tutti, senza pregiudiziali ideologiche che sempre più debordano in una pericolosa interpretazione etica dello stato che impone, in modo illiberale, modelli di comportamento sul piano personale e privato

Franco Marcomini

mer, marzo 11 2009 » Senza categoria | 1069 visite |

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