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Droghe e Diritti

Sconclusioniamo le Conclusioni della 5 Conferenza Nazionale sulle politiche antidroga

Ci approssimiamo a grandi passi verso le conclusioni della quinta (la quarta mi è sfuggita) conferenza nazionale sulle politiche antidroga, in direzione ostinata e conforme con la plaudente emozione di una platea pronta a schiacciare il pulsante: • Non esiste un diritto a drogarsi e questa azione è da considerarsi illecita per i danni che il […]

Ci approssimiamo a grandi passi verso le conclusioni della quinta (la quarta mi è sfuggita) conferenza nazionale sulle politiche antidroga, in direzione ostinata e conforme con la plaudente emozione di una platea pronta a schiacciare il pulsante:

Non esiste un diritto a drogarsi e questa azione è da considerarsi illecita per i danni che il consumo delle sostanze arreca alla singola persona e alla società;

Ogni terapia, intervento sulla persona tossicodipendente per la tutela e il ripristino della sua salute e della sua integrazione sociale e lavorativa è accettabile, purché sia inserito in un programma più ampio dove il fine ultimo sia il recupero totale della persona.  

Pronti, via, fantasticoooooooo….!!!!!!! non ci crederete ma il cento per cento dei partecipanti ha fatto accendere centinaia di luminose lampadine  azzurre che illuminano un’Italia svettante sul resto del mondo. Dopo l’impero romano, il medioevo delle arti e dei mestieri, il rinascimento, l’illuminismo, l’eroica lotta di liberazione dal nazi fascismo ( si può ancora dire o è lesa maestà per l’incantevole momento, magico, che il nostro paese attraversa ?), l’era della tecnoetica a valenza selettiva, il fulgido oscurantismo . Certo, bisogna ammetterlo, se non ci fossero bisognerebbe inventarli, se non altro per poterci beatamente godere delle cangianti  imprese dell’immaginazione al potere, ossimoro sessantottino di uomini e donne disperatamente alla ricerca di un guizzo giovanile che non ha più bisogno di protesi chimiche dal momento che è intrinsecamente e perennemente drogato dal rewarding del risultato immaginario, spinta propulsiva della finanza creativa che ha allegramente messo in ginocchio un intero pianeta, con il merito indiscusso di averlo fatto ridendo. E mentre i fasti delle conclusioni, semplici, chiare, indiscutibili vibrano nei cuori di quanti orgogliosamente potranno dire “io c’ero”, una standing ovation si catena nel paese: orde di genitori scendono dai condomini, si incontrano nei pianerottoli, affollano gli ascensori con indomito spregio per la claustrofobia, si abbracciano commossi, cantano inni di ringraziamento. Frotte di giovani danzano ed inscenano caroselli con gli occhi lucidi ed arrossati dalla commozione. Le sorti progressive del paese conosceranno nuove tappe, non ci sarà più dissenso, finalmente il pensiero unico, prodotto inossidabile dello stato etico ritrovato, rasserena le menti non più obbligate a pensare, anzi, guardate un pò quale fortuna, obbligate a non pensare: che pace, che tranquillità. E la scienza?. Beh, insomma , non esageriamo con questa scienza, la scienza siamo noi, tutto ciò che vogliamo che sia è scienza, la scienza è immagine, marketing, strumento utile allo spavento rassicurante o alla rassicurazione spaventante , ossimori vincenti del nuovo corso. La scienza, la scienza, la scienza, la poesia, l’arte, l’amore, la compassione, il dolore, l’eros, il desiderio, il mistero dell’essere umano, la sua ostinata ricerca, i suoi tondi e le sue svettanti conquiste, la spiritualità che ha animato gli esseri liberi: tutte categorie vetuste soppiantate dai mirabolanti effetti della tecnica. Il Grande Fratello diviene fiction e realtà l’incubo antico prende forma concreta: tutto è sotto controllo: pre consultazioni, consultazioni, organizzazione, rapidità, efficienza, immagine, immagine, sempre immagine, con la sua forza diabolica annulla il piano simbolico e svilisce il reale, esaspera il riflesso narcisistico che contempla la propria autocelebrazione. Di fronte a questo soffice intrigo mi sorge spontanea una domanda: l’alcol etilico e la nicotina sono le droghe più potenti e quindi il drogarsi attraverso loro non è un diritto: che cosa significa? che è un reato? che d’ora in avanti è vietato? Sento un profondo legame con Trieste perchè in quella città ho incontrato una persona straordinaria che mi ha fatto comprendere, amare, essere amico degli alcolisti,

di quelli che continuavano a bere, senza preoccuparsi dei danni a sè ed agli altri

di quelli che riuscivano ogni tanto a smettere,

di quelli che riuscivano a rimanere a lungo astinenti, senza nulla migliorare nel loro carattere e nella loro esistenza,

di quelli che si cimentavano nel difficile percorso della ricerca della sobrietà ,

di quelli che si contraddicevano, se ne andavano, ritornavano o fuggivano

di quelli che (molti)……. non sono riconducibili alla presunzione del recupero totale, ma hanno il diritto sacrosanto di essere amati e di trovare sollievo per la loro sofferenza   

degli alcolisti (tutti) ai quali il buon senso, la saggezza e la scienza consigliavano di evitare la retorica della guarigione e del recupero totale. Quella straordinaria esperienza che continuo a percorrere con entusiasmo mi ha insegnato che il delirio pagano di rifare un uomo senza difetti è la negazione più cogente che non affronta alla radice la questione fondamentale della sofferenza che consiste nella capacità di accettare sè stessi nei propri limiti. Solo questa dolorosa e liberante consapevolezza garantisce la sottrazione dall’imbecillità dell’intolleranza e dalla bestialità del giudizio che spengono ogni afflato verso la costruzione di un rapporto empatico, unica ed insostituibile funzione  affettiva ed esistenziale nei rapporti d’amore tra gli esseri umani, ed in particolare per la relazione genitori e figli: l’empatia è infinitamente più perspicace del drug testing, da somministrare una volta all’anno, ed i drug testing non colmerà mai il vuoto desolante dell’assenza di empatia. L’empatia si impara e si costruisce, il drug testing si somministra: la distanza è infinita ed incolmabile.

Di fronte a questo avvilente non dibattito e di fronte ad un presunto sapere senza esperienza, è necessario riprendere la dignità delle coscienze per evitare la degradante deriva culturale che schematizza in maniera ipocrita, propone soluzioni impraticabili e   maneggia la sofferenza e la difficoltà umana con disinvolta manipolazione. Nessuna ragione tattica o strategica può rendere anche parzialmente condivisibile tutto questo: le coscienze libere alzino il tono della loro voce, senza arroganza, ma senza arrendevole rassegnazione. Ripensiamo al nostro incontro quotidiano con le persone perchè in quell’incontro vi è la forza ed il coraggio di cercare la verità, con umiltà e determinazione. Essere dentro o fuori rispetto alla conferenza poco importa, ciò che conta è evitare la retorica vuota dell’allineamento istituzionale in nome della nostra responsabilità soggettiva, l’unica etica che nella sua contraddittoria molteplicità costituisce il moderno stato laico e liberale  

Franco Marcomini

Gio, Febbraio 12 2009 » Senza categoria | 2250 visite |

3 Responses

  1. Kuda Febbraio 13 2009 @ 08:55

    Nel decreto milleproroghe è stato cancellato l’obbligo di istallare pannelli solari su tutti i nuovi edifici. Parte una nuova catena di blog: http://blog.libero.it/KudaBlog/6497572.html

  2. massimo Marzo 4 2009 @ 14:57

    grazie. concordo pienamente.

  3. Sama Marzo 5 2009 @ 10:10

    Se leggi fossero fatte basandosi sull’empatia, da persone empatiche, questo mondo continuerebbe ad essere imperfetto, ma diventerebbe migliore.

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