il Blog di Fuoriluogo.it

Droghe e Diritti

il Capo

Dunque si sono aperte “le Consultazioni in vista della Conferenza Nazionale di Trieste, 12-14 marzo” come si legge nella lettera inviata dal Capo, nuova figura istituzionale che mi era sfuggita tra le numerose qualificazioni gerarchiche presenti nella pubblica amministrazione: direttore, coordinatore, responsabile di struttura, dirigente, presidente, amministratore. Il Capo ha il sapore arcaico del dominio presso […]

Dunque si sono aperte “le Consultazioni in vista della Conferenza Nazionale di Trieste, 12-14 marzo” come si legge nella lettera inviata dal Capo, nuova figura istituzionale che mi era sfuggita tra le numerose qualificazioni gerarchiche presenti nella pubblica amministrazione: direttore, coordinatore, responsabile di struttura, dirigente, presidente, amministratore. Il Capo ha il sapore arcaico del dominio presso il quale trovano conforto i pavidi sudditi impauriti. Il Capo è figura burbera e rassicurante, ti ascolta e fa quello che vuole liberandoti dagli incubi della responsabilità. Il Capo ti invita al desco a mangiare i suoi piatti preferiti che, onorato, ingurgiterai fino all’ultima briciola , rammaricandoti con te stesso se non apprezzi i gusti. Il Capo è generoso, con gli obbedienti sottoposti. e ti permette di esprimere le tue opinioni che, se non coincidono con il suo pensiero, vengono rubricate nell’ampia categoria delle cazzate. Il Capo è feroce con i dissidenti, verranno severamente puniti e confinati in un altro parco giochi: non sei più mio amico e non giochi più con me. Il Capo è intelligente e a te non resta che l’onore di accedere alla sua sapienza che comprenderai solo in parte perchè tu non sei il Capo. Il Capo è furbo, nelle strategie non lo batte nessuno, sa trattare, la sua immagine è ineccepibile e risplende di luce propria, si infila nei meandri del potere e viene annusato e riconosciuto dagli altri Capi: il rispetto è reciproco e non  ci si pesta i piedi, avere un Capo apre le porte anche degli altri Capi. Il Capo è coraggioso, sa che nessuno oserà mai contestarlo, le folle di adepti lo osannano, i nemici sono plebaglia senza Capo, decide, ordina, dispone, affronta con determinazione la realtà ed i piani fantasmagorici si realizzano, gli adepti, esausti dalla grande ammirazione che si è accesa nei loro cuori, crollano soddisfatti in un delirio che tocca il suo apice nel poterlo chiamare per nome. Il Capo è rispettato ed a lui si deve il fasto pagano che ne celebri la grandiosità: quando raduna gli adepti pretende luoghi sontuosi, immagini cangianti  e stupefacenti, il popolo dei fedeli plaudente ed assiepato in attesa dell’estasi  che suscita la parola che scorre ad illuminare le menti. Il Capo è buono anche quando è cattivo, lo fa a fin di bene che tu stenti a capire, ma soltanto perchè sei un imbecille inconsapevole, le sue strigliate sono ruvide carezze che ti obbligano a capire. Il Capo non discute, nè cambia idea, anche quando ti consulta ha già deciso mettendoti alla prova finchè converrai, se sei intelligente, che lui ha ragione, anche quando la logica ed il buon senso o l’evidenza scientifica ti hanno portato a conclusioni opposte. Il Capo, in questa espressione si condensa e si prefigura il senso delle prossima conferenza di Trieste ed i suoi rituali saranno coerente manifestazione  di questa antropologia del dominio che coniuga paura e sicurezza, allarmismo e rassicurazione, grazie al pensiero unico ed indubitabile di un Capo che saprà tracciare vie gloriose di redenzione, semplici ed immediate, efficaci se applicate al registro dell’immaginario, purchè non si scomodi il piano della realtà e non si esplori il livello simbolico che riserverebbe molte sorprese che è meglio tacere non essendo Capi. A quanti non vogliono un Capo, nè vogliono esserlo, ma che credono profondamente nell’autorità della propria responsabilità l’invito a costruire insieme, senza Capi, ma con il lume della ragione e con l’umiltà della vera scienza che sa di non sapere, un percorso per ripristinare l’autonomia della ricerca della verità anche nel campo del consumo delle droghe. E’ un compito difficile, ma esaltante, non è tempo di tatticismi, ma di azioni concrete e puntuali che ognuno può contribuire a realizzare. Parallelamente alla conferenza del Capo propongo la conferenza delle donne e degli uomini liberi.

Franco Marcomini            

2009.

Mar, Gennaio 13 2009 » Senza categoria | 979 visite |

Lascia un commento