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Droghe e Diritti

(S)Consulta la Consulta

Dispiegata una conferenza stampa da avanspettacolo, pomposamente presentata una squadra di scienziati prevalentemente in lingua inglese, monotematici nei contenuti e forzatamente ridotti, molto probabilmente non consapevoli,  ad uso e consumo  della più becera propaganda politica che questo paese abbia mai conosciuto, con compiacenti professionisti nostrani proni ad obbedire ed imporre, in una ricorsività viziosa, il […]

Dispiegata una conferenza stampa da avanspettacolo, pomposamente presentata una squadra di scienziati prevalentemente in lingua inglese, monotematici nei contenuti e forzatamente ridotti, molto probabilmente non consapevoli,  ad uso e consumo  della più becera propaganda politica che questo paese abbia mai conosciuto, con compiacenti professionisti nostrani proni ad obbedire ed imporre, in una ricorsività viziosa, il credo nazional popolare del nuovo e riscoperto socialismo reale che offusca l’orizzonte affermando, scientific evidence based alla carbonara, che il consumo di qualsiasi droga illegale, indipendentemente dalla quantità, dalla frequenza e dalla via di somministrazione produce danni irrrrevvvversibbbbili!!!!!!, mentre il lambrusco, a dosi mediterranee (?), salva, ecco pronto l’elenco dei nomi della consulta che varia nel corso dei giorni su criteri che non è possibile conoscere, ma che possiamo facilmente immaginare, visto che si palesa facilmente il caso che può vantare la discriminante expertise curriculare della militanza e della fedeltà politica, con inserimento tardivo nell’elenco: difetto di ponderazione iniziale del decisore, o ravvedimento postumo su immoral suasion della peggiore arroganza politica? . Agli assenti consiglio di inserire nel loro curriculum professionale l’assenza come nota di merito. Ciò dovrebbe fare arrossire qualche presente, molto scarso, di indubbia capacità professionale ma che nell’occasione ha perso l’opportunità di declinare l’offerta di compartecipare all’indecenza. In qualche caso è bene non esserci, non per sdegnata supponenza aristocratica, ma per umile consapevolezza dell’inutilità documentata dai fatti. Fatte le dovute premesse chiedo a tutti, presenti ed assenti, inclusi ed esclusi, di sottoscrivere pochi punti che segnino un distinguo chiaro e preciso rispetto alla protervia delle affermazioni di autorevoli esponenti del centro destra sia  a livello locale che governativo e nello stesso tempo evidenzi la netta distanza da un’architettura manageriale priva di ogni autonomia dal potere politico che riduce la funzione consultiva a mera presa d’atto di esternazioni inqualificabili e  di strategie che  riproporranno inutili e costose  campagne di immagine destinate  a soddisfare ansie narcisistiche di protagonismo, mentre i servizi essenziali per i cittadini soffrono di gravi carenze di risorse:

1. la recente campagna di prevenzione è foriera di una cattiva e scorretta  informazione che genera spaesamento e paura nell’opinione pubblica, sitgmatizza i cittadini sulla base del loro comportamento, introduce la base culturale per una interpretazione del diritto su base pregiudiziale e discriminatoria in nome di una muscolosa campagna intimidatoria fondata sul procurato allarme e sulla menzogna foraggiata dalla paura e dal terrore. Il ruvido decisionismo, la semplificazione mediatica arrecano danni irreversibili alla capacità di ascolto, di comprensione e di ponderazione di soluzioni efficaci a ridurre i consumi ed i danni prodotti da tutte le droghe, soprattutto quelle legali. Se vi è una radicata convinzione che il consumo produca danni irreversibili, visto che è universalmente riconosciuto e documentato che una parte dei parlamentari ha consumato e/o consuma droghe illegali e  posto che l’irreversibilità del danno riguarda principalmente le funzioni cognitive che regolano i processi intenzionali, volitivi, decisionali e quindi le capacità di ponderazione, qual’è il senso di impedire (come ha annunciato il ministro Maroni:“«Una delle proposte emerse – ha detto il ministro Maroni – è quella di intervenire come sanzione accessoria per ritirare la patente a chi è condannato in maniera definitiva per droga. E se è un minore impedirgli di prendere la patente a 18 anni») agli adolescenti che consumano droga l’accesso  alla possibilità di sottoporsi alla verifica di idoneità ed al conseguente iter valutativo per conseguire la licenza di guida e rimanere indifferenti, nella sostanza, rispetto alla idoneità (misurata sulla base pregiudiziale del consumo di droghe) a svolgere funzioni che contribuiscono al governo  della cosa pubblica di un paese, a qualsiasi livello istituzionale, come maggioranza o opposizione? In entrambi i casi l’eventuale divieto assurgerebbe alla dimensione di irritante discrezionalità demagogica fondata su una sostanziale violazione dei diritti individuali, dal momento che pre-giudica, senza verifica oggettiva la persona sulla base di un aspetto episodico del suo comportamento o di una sua abitudine privata. E’ uno stravolgimento dello stato di diritto basato su una presunta emergenza che spingerebbe a misure drastiche per garantire la sicurezza. Questa logica culturalmente devastante deve finire in quanto non si tratta più soltanto di una ignobile  strategia politica per catturare il consenso, ma di una condizione che inficia qualsiasi tentativo serio di prevenzione nel campo dei problemi alcol e droga correlati. Si ritiri immediatamente questa campagna pubblica, definita impropriamente di prevenzione, pagata con i soldi dei contribuenti, di tutti noi, del tutto inutile e che per i contenuti si configura come pubblicità ingannevole.

2. le profonde perplessità che derivano dalle osservazioni dei fatti di questi giorni circa:

a. le modalità con cui si è voluto costruire la consulta, politicamente legittima, ma deficitaria sul piano della rappresentanza e della partecipazione;

b. le caratteristiche del comitato scientifico, sbilanciato sulla tipologia disciplinare delle  competenze e di conseguenza sui contenuti, gravemente carente sul piano della rappresentanza scientifica multidisciplinare e sugli stessi orientamenti interpretativi nell’ambito di ciascuna disciplina, irrispettoso del patrimonio scientifico ed esperienziale espresso nel nostro paese, sospettabile di rappresentare una pura operazione di immagine che sconfina nella trovata pubblicitaria, ipotizzabile come una forma di intimidazione e di suggestione con il fine strisciante di eliminare qualsiasi discussione, marcatamente orientato alla autoreferenzialità euristica, tutte strategie inutili, costose e destinate a fallire proprio perchè non siamo il paese degli allocchi, pur non masticando molti di noi un inglese oxfordiano;

c. la costruzione di un dipartimento che lascia il legittimo sospetto di una gestione monocratica e decisionista, senza i necessari contrappesi che potrebbe garantire una gestione partecipata, collegiale e pluralista. Un dipartimento manageriale sul piano della forma, sulla sostanza è meglio sorvolare, contiene il rischio concreto di produrre patinate realtà virtuali destinate ad implodere rovinosamente di fronte alla necessità di dare risposte reali ai cittadini anche sul piano del contributo alla costruzione delle linee  programmatiche.

d. le intenzioni dichiarate da autorevoli esponenti del governo in tema di politiche sulle droghe, sempre più schiacciate  sul tema dell’allarmismo e della sicurezza, lasciano scarsi margini di mediazione rispetto alle possibili decisioni legislative;

impongono una riflessione critica sul ruolo e sul senso di una consulta che è destinata a ratificare, con maggioranza certa e precostituita, decisioni largamente non condivise dalla maggioranza delle realtà operative pubbliche e private e dal mondo scientifico nazionale ed internazionale. Il ruolo di chi si troverà in minoranza rispetto ad una politica già annunciata e difficilmente mediabile sarà quello di rappresentare un esile velo con il quale si cerca di coprire una serie di azioni legittime ma indecenti

3.  l’annunciata conferenza nazionale, visti i tempi brevi, strategicamente a ridosso di una campagna elettorale, rischia di svolgersi senza un dibattito di preparazione con la cancellazione del lavoro svolto dalla precedente consulta che aveva presentato documenti frutto di un’ampia ed articolata discussione. Verrebbe annullato anche il lavoro svolto dal precedente comitato scientifico. In tal modo, forti di una formale presenza di organi consultivi e decisionali, i ministri competenti potranno rinforzare l’impianto deleterio della Fini Giovanardi evitando, in questa occasione, il risultato fallimentare della conferenza di Palermo, enfatizzando il valore salvifico dell’impianto repressivo stemperato dall’offerta del paternalismo educativo, meglio se forzato o coatto

Da queste considerazioni emerge la necessità di costruire in tempi rapidi un forum permanente, democratico e pluralista che si dia il compito:

1. di monitorare le azioni del governo, ponendo come priorità la richiesta di cancellazione della campagna pubblicitaria, carica di messaggi controversi, fuorvianti e privi di qualsiasi evidenza scientifica, oltre che sconcertanti sul piano culturale

2. di chiarire  le esternazioni da parte di autorevoli esponenti politici che chiedono la chiusura dei SERT o che pretendono la sospensione dei trattamenti di mantenimento con sostitutivi, o che sviliscono le politiche di riduzione del danno rubricandole a forme di cronicizzazione

3. di controbilanciare la prospettiva riduzionista con la quale si vuole rileggere il fenomneo dei problemi correlati al consumo delle droghe illegali attraverso forzature interpretative che rappresentano non una forma di divulgazione scientifica, ma di rozza volgarizzazione della scienza

4. di ripristinare l’autonomia dell’esperienza operativa e della ricerca scientifica, sottraendole al vincolo dell’arrogante manipolazione politica

Chiunque sia interessato a costruire un documento ed una piattaforma programmatica condivisa faccia conoscere la propria disponibilità, fissando il prima possibile un incontro nazionale

Franco Marcomini

Sab, Ottobre 25 2008 » Senza categoria | 963 visite |

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