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Droghe e Diritti

Scienza e droga: un simposio per la libera consultazione

Finalmente il mondo delle dipendenze, dopo decenni di triste solidarietà verso gli ultimi, di dilettantismo esperienziale definito da trincea, povero, marginale, dopo il fanciullesco prodigarsi nella concertazione che garantisca rappresentatività negli organi consulitvi, dopo la francescana disponibilità ad esercitare la propria funzione con spirito di servizio votato alla sobrietà ed all’ascolto, assurge ai (ne)fasti della […]

Finalmente il mondo delle dipendenze, dopo decenni di triste solidarietà verso gli ultimi, di dilettantismo esperienziale definito da trincea, povero, marginale, dopo il fanciullesco prodigarsi nella concertazione che garantisca rappresentatività negli organi consulitvi, dopo la francescana disponibilità ad esercitare la propria funzione con spirito di servizio votato alla sobrietà ed all’ascolto, assurge ai (ne)fasti della modernità manageriale che coniuga sapientemente efficientismo nordestino, con relative declinazioni dialettali, con una raffinata esterofilia che si dispiega in un immaginario repertorio di titoli che, declamati con pronuncia oxfordiana, evocano un orgasmo erotico di rara intensità e durata, naturalmente oggettivabile con le neuroimmagini. Vision, misison, stakeholder, neuroimage e così via in un crescendo orchestrale da prima assoluta. Le iniziative si rincorrono in una frenesia ipomanica ed acritica, il miraggio dell’immagine sembra avvolgere le coscienze, assuefatte, finalmente, e convertite al Verbo nuovo della scienza (la S maiuscola sarebbe un po’ troppo ed evocherebbe la struggente nostalgia di “S come Cultura” di Massimo Piattelli Palmarini) che si nutre di un nuovo paradigma: quello della comunicazione e dell’immagine. Dopo gli esperti economici dell’economia virtuale, quella finanziaria, ecco apparire il campo inedito, ma nuovo, non per questo innovativo, della “tossicodipendentologia virtuale”, non virtuosa. L’Italia, gloriosa nazione di arte e scienza, affida le sue sorti nella champions league della scienza applicata alle dipendenze (è soltanto uno sport, anche se appassionante) ad una straordinaria squadra che assomiglia vagamente all’Inter, ricca di strapagati campioni e meravigliosa macchina da goals, ma in questo caso da objectives, evidence based naturalmente, apprestandosi a vincere la coppa (o il Nobel per la scienza (dell’immagine)?) vista l’entità di denaro versato dalla proprietà e immancabilmente valorizzato dal general manager (o direttore?). …”Il ricercatore ha aggiunto che quello attuale è un momento particolarmente favorevole per la ricerca in questo campo, (quello delle droghe) «ci sono opportunità mai avute prima»”: è forse inopportuno chiedere come mai di fronte a tanta grazia non vi sia copertura per pagare le rette delle comunità terapeutiche in una delle regioni più ricche del paese per l’ultimo trimestre dell’anno ed i servizi debbano barcamenarsi in una condizione caratterizzata da gravi carenze di personale, mettendo a rischio la possibilità di fornire servizi che soddisfino i livelli essenziali di assistenza ? Scusate, mi ricompongo di fronte a questo cedimento al senso di realtà quando posso invece godere della fantastica protesi immaginaria del virtuale che risolve i problemi delle famiglie semplicemente attraverso il piacevole affidamento alla dimensione onirica: I am a dream. Avete capito bene I am a dream questa è la rivoluzione che completa il quadro culturale che la finanza virtuale ci ha consolidato rendendoci immuni al reale, catastrosfico.

Faccio una proposta: partecipiamo anche noi alla champion league, per perdere naturalmente e con una squadra operaia, senza sogni, solida e reale, con scienziati che lavorano nel campo,. Cattolici integralisti nell’accogliere l’odierno monito del Papa Scienza spesso arrogante?guidata da facili guadagni” … Il Papa mette in guardia contro la tentazione della scienza moderna di seguire, anzichè il benessere dell’umanità, “il facile guadagno o, peggio ancora, l’arroganza di sostituirsi al Creatore”. Una forma di “hybris”, di arroganza, che può assumere – ha ammonito Ratzinger – “caratteristiche pericolose per la stessa umanità”.( l’analisi e la comparazione con eventi attuali che sembrano “drogare” le coscienze è lasciata alle libere associazioni che ognuno si sente libero di fare, compresi i diretti protagonisti). Ma anche laici ed illuministi nell’anteporre l’etica della ragione e la scienza dell’esperienza di antica memoria all’effimero della propaganda paludata di paradigmi autoreferenziali che ricorsivamente e riduttivamente dispiegano verità che sconfinano nella banalità da bar sport. Mentre il luccicante balluginio del “scientific latinorum” lascia esterefatti, stupiti, commossi i neofiti accolti con magnanima generosità al club esclusivo che disvelerà l’arcano della ragione profonda che spinge a drogarsi, pietra filosofale di un ritrovato Medio Evo. Consiglio ai convitati un abito degno di tale opportunità offerta che farà sicuramente giustizia di tante pratiche pluridecennali dall’alto di una orgogliosa inesperienza, in senso letterale, che può vantare, a suo titolo onorifico, ogni manager degno di questo nome. Un grande manager, coerente partecipe alla fiera del virtuale, saprà produrre splendidi opuscoli in carta patinata, immagini colorate, spettacoli teatrali, balletti, film e tante, tante promesse che sazieranno finalmente le ansie alimentate dalla sapiente strategia che evoca paure irreali, ma virtualmente vere, intorno alla droga illegale, mentre l’illegalità e l’indecenza del virtuale, finanziario ed ora anche “dipendentologo” continua con le sue incursioni devastanti e subdolamente droganti del reale.

Lancio un appello a quanti vogliono mettere a disposizione il loro sapere pratico e concreto, la loro coscienza critica, la loro indole popperiana per autocostituirsi in simposio che si fa controparte alle consulte blindate dei governi di qualsiasi colore, a partire dall’attuale costituenda. Non è difficile, basta essere disponili ad incontrarsi, partendo dall’autofinanziamento reso necessario da viaggi che ci permetteranno di riscoprire la libertà del principio dialogico. Quanti tra noi ne avranno voglia potranno sorvegliare criticamente la conoscenza scientifica intessendo relazioni con quanti ricercano realmente in tutte le parti del mondo, liberi dal condizionamento politico, economico e dal loro stesso narcisismo, soluzioni concrete a problemi reali, con umiltà e determinazione e senza la piaggeria di rispondere a qualsiasi invito, soprattutto se rinforzato dall’ingannevole prospettiva istituzionale.

In attesa che si aggiungano nomi alla lista, che si esprimano le critiche ed i suggerimenti e si definisca una data per partire vi invio i miei più cari saluti

Franco Marcomini

Gio, Ottobre 16 2008 » Senza categoria | 1238 visite |

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