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Droghe e Diritti

Ed eccola l’ordinanza Made in Moratti: multe a chi si droga in strada.

Non si è lasciata scappare l’occasione, dopo le mille ordinanze estive dei suoi colleghi sindaci, lady Moratti cala l’asso di briscola: multe a chi si droga. Baruffi: “Già ora un pubblico ufficiale ha il dovere di intervenire di fronte al consumo di stupefacenti”. Salvini: “Mi aspettavo qualcosa di meglio, non è una canna l´emergenza numero […]

Non si è lasciata scappare l’occasione, dopo le mille ordinanze estive dei suoi colleghi sindaci, lady Moratti cala l’asso di briscola: multe a chi si droga. Baruffi: “Già ora un pubblico ufficiale ha il dovere di intervenire di fronte al consumo di stupefacenti”. Salvini: “Mi aspettavo qualcosa di meglio, non è una canna l´emergenza numero uno per la salute e la sicurezza in città”. Moratti: “I provvedimenti sulla sicurezza saranno associati a politiche per chi accetta di seguire percorsi di recupero”. Il sociologo Martinotti: “Il problema è medico, non etico”. È pura demagogia, per uno spinello non è mai morto nessuno, semmai ci si addormenta È come mandare i carri armati a dare le multe per strada.
Nella Rassegna stampa italiana del Mappamondo di fuoriluogo.it gli articoli da Repubblica Milano e dal Notiziario Aduc.

Mer, Settembre 24 2008 » fuoriditesta | 2337 visite |

3 Responses

  1. Skywalker Settembre 24 2008 @ 17:53

    E’ l’ennesima trovata per criminalizzare ulteriormente l’uso di droghe, in particolare cannabis. Anni fa un referendum aveva stabilito che l’uso di sostanze non è reato, ora, “alla faccia” della volontà popolare, viene disposto l’invio coatto in comunità per chi viene sorpreso a fumarsi una canna fuori da un pub o a bucarsi in un prato di periferia: dal ‘diritto alla salute’ siamo passati, senza che nessuno abbia alzato un dito, all’ ‘obbligo di cura’…Del resto basta guardare una qualsiasi edizione serale di “Studio Aperto” o del TG2 per rendersi conto della continua propaganda terroristica antidroga attualmente in atto. Proprio sul TG2, qualche sera fa, parlando dei ‘morti per droga’ in Italia, si è citato l’uso di hashish (sic!) come una delle cause dei decessi…!!
    Purtroppo tutto ciò è possibile anche perchè nel nostro Paese non una sola voce si alza a contrastare tutto questo scempio: siamo ormai tornati indietro di 50 anni!

  2. Luca Borello Settembre 25 2008 @ 13:21

    Questa cosa ha una logica, se ci pensate: normalmente, la criminalità organizzata guadagna almeno 10 volte tanto gli euro che i governi spendono per le poltiche proibizioniste (40 miliardi spesi all’anno dai paesi UE, 400-500 miliardi il profitto annuo del narcotraffico).
    Con questa brillante idea, la Moratti potenzialmente può guadagnare 500 euro per ogni 10 0 20 euro dati dal consumatore ai narcotrafficanti per acquistare una dose.
    Cioè, per ogni 10 euro intascati a Milano dalla criminalità, intende intascarsene 50 volte tanto. Mica scema. Col proibizionismo ci guadagnano tutti, alla fine!

  3. marco Settembre 27 2008 @ 23:33

    io lavoro in una comunità di recupero, non accetterei mai un ragazzo in cura solo perchè trovato da una guardia a consumare qualche sostanza (leggera o pesante che sia) e soprattutto se trovato in contesti di consumo conviviali-ricreativi. comunque un programma di comunità non supportato da una salda motivazione al cambiamento è inutile in tutti i casi. questa ordinanza della moratti, secondo me, è pericolosa per il consumatore non problematico perchè rischia di etichettarlo negativamente ed incatenare persone a ruoli sociali negativi che, probabilmente, non assumerebbero mai senza esperienze comunitarie imposte con la forza della legge. Io vedo questa cosa simile a cio che succede spesso a delinquentelli incarcerati per reati lievi che escono fuori di galera molto più pericolosi di prima perche hanno appreso modalità comportamentali criminali gravi osservando e convivendo con altri e molto più pericolosi criminali. biogna che i nostri politici la smettano di considerare il recupero dalla tossicodipendenza cone mero controllo sociale e carceri; le comunità possono raggiungere il loro obiettivo solo se la persona lo vuole.

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