Voci oltre le sbarre

Voci dal carcere delle donne
Uno sguardo transfemminista verso l’abolizionismo
Ciclo di incontri a cura del Coordinamento transfemminista contro il carcere.
Dove: Unione culturale Franco Antonicelli, via Cesare Battisti 4b – Torino
Orario: ore 18.30
Ingresso: (non indicato in locandina)
Un percorso in tre tappe per attraversare il carcere delle donne mettendo al centro tempo, corpi, relazioni, diritti e pratiche di libertà. Uno sguardo transfemminista e abolizionista che non si accontenta della retorica “rieducativa”, ma interroga la violenza istituzionale e prova a nominare alternative concrete.
Calendario e libri
Martedì 17 marzo – ore 18.30
Un giorno, tre autunni. Il tempo dentro il carcere (Paolo Sorba Editore, 2025)
Nicoletta Salvi dialoga con Brunella Lottero.
Un racconto corale che dà voce alle donne detenute e alla loro esperienza del tempo “dentro”: giorni che si dilatano, attese, mancanze e desideri, ma anche piccole resistenze e strategie per restare vive. Il carcere emerge come frattura che separa un “prima” e un “dopo”, trasformando la quotidianità in un presente sospeso.
Martedì 7 aprile – ore 18.30
Donne oltre il carcere. Percorsi di self-empowerment delle donne detenute (ETS, 2025)
Giulia Melani (La Società della Ragione) dialoga con Susanna Ronconi.
Frutto di dieci anni di ricerca e intervento nel carcere femminile, il volume propone un percorso di self-empowerment: strumenti, laboratori e pratiche formative che lavorano su autonomia, consapevolezza, relazioni e diritti. Una riflessione critica sul carcere come dispositivo che produce vulnerabilità e diseguaglianze (anche di genere), e su come aprire spazi reali di parola e trasformazione.
Martedì 21 aprile – ore 18.30
Abolire l’impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà – Valeria Verdolini (ADD Editore, 2025)
Daniela Leonardi (Non Una Di Meno) dialoga con Valeria Verdolini.
Un libro che intreccia analisi e pratiche: l’abolizionismo non come slogan, ma come orizzonte politico e quotidiano, capace di nominare le forme della violenza (istituzionale, sociale, simbolica) e di costruire pratiche di libertà. “Abolire l’impossibile” significa rendere pensabili — e quindi organizzabili — possibilità che oggi sembrano fuori portata.
